Ieri ci ha lasciato all’età di novant’anni il nostro socio onorario Carlo Leva, importante scenografo del cinema italiano e collaboratore tra gli altri di Leone, Argento, Fellini, Malle, Chabrol, Risi e Valerii. Lo ricordiamo con alcune immagini legate al film “Il buono, il brutto, il cattivo” del 1966 e con un estratto di una sua testimonianza raccolta nell’aprile del 2001 al Dams di Torino poi pubblicata sul numero 69 di “Mondo Niovo 18/24 ft/s”:


“Con Sergio Leone ho avuto un rapporto di grande amicizia e stima. Mi ricordo che avevamo la stessa età, anzi lui scherzava sul fatto che aveva qualche mese in più di me per cui era il più anziano e quindi dovevo dargli retta. Avevamo gli stessi gusti, forse anche la stessa estrazione sociale. Entrambi amavamo la letteratura americana e avevamo visto la guerra con gli occhi di ragazzi. Poi io gli parlavo qualche volta del cinema che mi aveva fatto conoscere mio nonno, della FERT di Torino, dove il padre di Sergio Leone era stato un famoso regista del muto (Roberto Roberti, pseudonimo di Vincenzo Leone). Ci ha legato probabilmente anche questa radice comune nel cinema torinese. Per preparare “Il buono, il brutto, il cattivo” girammo tutta la Spagna in modo metodico e preciso. In particolare mi occupai del cimitero indiano che compare alla fine del film. Con quattordici soldati dell’esercito spagnolo e con i miei macchinisti e attrezzisti (in parte romani e in parte madrileni) riuscimmo a realizzare in pochi giorni questo enorme set utilizzando delle forme che avevo inventato io simili a grandi budini, lasciando vuoto lo spazio centrale dove Sergio mise in scena il duello finale.”

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *