È doveroso partire da quanto è capitato nel mondo a partire dallo scorso gennaio. Quasi tutte le attività hanno subito un brusco rallentamento, alcune, legate alla cultura e all’intrattenimento, si sono addirittura fermate per mesi. Questa rassegna, che doveva partire proprio lo scorso febbraio, ritorna quest’autunno che speriamo segni la ripresa della scuola, dell’economia, della cultura, ma soprattutto del nostro stare insieme. La rassegna Gli occhiali di Gandhi, giunta alla sua quarta edizione, è curata dal Centro Studi Sereno Regis che quest’anno si avvale della collaborazione dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC).

I film che presenteremo presso il Cinema Massimo, il Cinema Lux e la Sala Gabriella Poli, spazi in cui saranno rispettate rigorosamente le norme anti-Covid, non sono semplicemente la riproposizione di quelli che avremmo programmato a febbraio: abbiamo tratto vantaggio dai mesi passati per restare aggiornati, attenti alle nuove produzioni. Siamo quindi in grado di offrire una selezione ragionata e attuale dei film che accolgono la visione gandhiana del mondo e la rappresentano al cinema. La rassegna si inserisce nell’ambito del Festival della Nonviolenza e della Resistenza Civile 2020.  Tutte le proiezioni hanno un biglietto d’ingresso intero di 6,00 Euro, 4,00 Euro il ridotto.

Il primo appuntamento è in programma lunedì 5 ottobre, alle ore 21,00, presso il Cinema Massimo (via Verdi 18, Torino), con Pietro Neggio. Il re dei ciarlatani. Il lungometraggio, realizzato con la conduzione poetica di Giacomo Pugliese e Luca Lusso, parte da un’esperienza scenica curata dalla compagnia integrata di teatro sociale I Sognattori. Saranno presenti gli autori, il cast tecnico e artistico. Alla serata parteciperà Sonia Schellino, Vicesindaca e Assessora al Welfare della Città di Torino. Introdurranno Dario Cambiano del Centro Studi Sereno Regis (CSSR) e Vittorio Sclaverani, Presidente dell’AMNC. Al termine della proiezione ci sarà un momento di discussione in cui interverranno Fabrizio Bragastini, presidente della Cooperativa L’Arcobaleno, Cristina Garetto, presidente del Tiglio Onlus, Epaminondas Thomos del Circolo poetico urbano Orfeo e Giordano Amato, regista teatrale e Direttore Artistico de Il Mutamento Zona Castalia.

La rassegna prosegue lunedì 12 ottobre alle 21,00 al Cinema Lux (Galleria San Federico 33, Torino) dove si ricorderà l’autunno di quarant’anni fa, una lotta a oltranza contro il licenziamento di migliaia di operai da parte della Fiat. In solidarietà e sostegno si schierarono il consiglio comunale, la Regione Piemonte e moltissimi cittadini; il 10 ottobre 1980 con lo sciopero generale nazionale di tutte le categorie si sono coinvolti più di nove milioni di lavoratori. Per non dimenticare quello che è stato uno dei più alti momenti di soggettività operaia nella storia del nostro paese sarà proiettato il documentario Fiat, Autunno 1980 di Pietro Perotti e Pier Milanese (2000, 60′) alla presenza degli autori. Il film, presentato durante il 18° Torino Film Festival, sarà mostrato in una nuova versione che comprenderà le immagini firmate da Roberto Buttafarro (Uomini in carne e ossa del 1981). L’appuntamento è organizzato in collaborazione con Volere la luna e Streeen, la piattaforma per lo streaming del cinema indipendente e d’autore.

Il terzo appuntamento lunedì 19 ottobre alle 21,00 al Cinema Lux (Galleria San Federico 33, Torino) prevede l’anteprima regionale di The Cave di Feras Fayyad e Alizar Hasan (2019, 95′), candidato agli Oscar e vincitoredel Premio del pubblico alla VI edizione del Mese del Documentario. Feras Fayyad (Last Men in Aleppo) torna nel suo paese natale per seguire una squadra di dottoresse che curano instancabilmente le vittime in un ospedale ospitato in un bunker mentre combattono il sessismo sistemico. La camera porta lo spettatore in un paesaggio sotterraneo, una rete di tunnel segreti sotto Ghouta, nei pressi di Damasco. Girato nell’arco degli ultimi due anni in condizioni difficilissime, il film offre un punto di vista unico sulle vicende drammatiche della Siria che sono alla base anche dei fenomeni migratori contemporanei.

La serata di lunedì 26 ottobre alle 21,00 al Cinema Lux (Galleria San Federico 33, Torino) è dedicata ai temi dell’immigrazione con Ghiaccio di Tomaso Clavarino (2019, 80′), alla presenza del regista e di Daniela Berta, direttrice del Museo Nazionale della Montagna di Torino. Il documentario prodotto da ActingOUT racconta la storia di sei richiedenti asilo che dall’Africa sono arrivati in una valle piemontese e in attesa di conoscere il loro futuro fondano la prima squadra di curling di rifugiati. Il film segue le vicende del gruppo, tra integrazione e burocrazia, mantenendo l’attenzione sullo sport come mezzo di riscatto sociale e umano; l’appuntamento è organizzato in collaborazione con Museo Nazionale della Montagna.

Giovedì 29 ottobre alle 21,00 ci si sposterà nella sala Gabriella Poli del Centro Studi Sereno Regis (Via Garibaldi 13, Torino) con la proiezione di The climate limbo di Francesco Ferri, Elena Brunello e Paolo Caselli (2019, 40′) alla presenza dei registi in sala. Il film affronta la complessa connessione tra disastri ambientali e migrazioni attraverso le storie di Queen, fuggita dalla Nigeria a causa dei danni causati dal petrolio sull’ambiente, di Rubel, scappato dalle inondazioni del Bangladesh, e le voci di Francesco, Luigi e Carlotta, agricoltori e allevatori italiani che si confrontano con il problema della desertificazione e della perdita di biodiversità in Italia, il film documenta come il cambiamento climatico spingerà sempre più persone a lasciare la propria terra. Intervengono Mara Alaqua di Cambalache, l’associazione che ha prodotto il documentario e Nouhoum Traoré dell’Associazione Mosaico.

Giovedì 5 novembre alle 21,00 presso la sala Gabriella Poli (Via Garibaldi 13, Torino) sarà la volta di Millions Can Walk di Christoph Schaub e Kamal Musale (2015, 88′); il documentario racconta un episodio della storia degli Adivaso, una popolazione indigena dell’India che nell’ottobre del 2012 si mise in marcia, attraversando villaggi e città, per protestare in forma nonviolenta per i propri diritti contro i continui espropri e la costruzione selvaggia di grattacieli e infrastrutture sui terreni che erano stati loro. Introduce la giornalista Daniela Bezzi.

La rassegna prosegue giovedì 12 novembre alle 21,00 nella sala Gabriella Poli (Via Garibaldi 13, Torino) con Non è un pranzo di gala di Stefano Grossi (2018, 50′), il primo film italiano sulla storia della nonviolenza, realizzato con i giovani attori del Liceo Coreutico Germana Erba di Torino nell’ambito della mostra 100 anni di pace, dove sono messe in scena in forma molto intensa le vite di chi ha lottato per un mondo migliore con la solo forza delle idee e della giustizia.

La rassegna si concluderà giovedì 19 novembre alle 21,00 presso la sala Gabriella Poli (Via Garibaldi 13, Torino) con The Milky Way di Luigi D’Alife (2020, 84′), alla presenza dell’autore. Di giorno le montagne tra Clavière e Monginevro sono attraversate da migliaia di sciatori in vacanza sulla neve nel comprensorio sciistico “La Via Lattea”; di notte, sono percorse di nascosto tra i boschi da decine di migranti che lasciano l’Italia per proseguire il loro viaggio oltre il confine con la Francia. The Milky Way prodotto da SMK factory è la storia della solidarietà degli abitanti e dei pericoli affrontati dai migranti raccontata attraverso scorci di vita e graphic novel animate sullo sfondo del mondo di montagna con la consapevolezza che qui come in mare nessuno si lascia da solo.

La quarta edizione de Gli occhiali di Gandhi è curata dal Centro Studi Sereno Regis e dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema con la preziosa collaborazione del Convitto Nazionale Umberto I, Cinema Lux – Movie Planet Cinemas, Volere la luna, Streeen e Museo Nazionale della Montagna.

Per maggiori info: info@amnc.itinfo@serenoregis.org – 3475646645

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