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News - 06.10.2005 indietro
Contessa di Parma di Alessandro Blasetti

Una commedia nella Torino anni Trenta.

L’Associazione Museo Nazionale del Cinema, la Fondazione Maria Adriana Prolo Museo Nazionale dl Cinema, Dietro la Cinepresa-percorsi nei mestieri del cinema e Il Comitato Alessandro Blasetti organizzano il 6 ottobre prossimo la prima proiezione del film ristampato (ore 21, Cinema Massimo, Sala Uno) ed una Tavola Rotonda strutturata in due sessioni: una al mattino (ore 9, Cinema Massimo, Sala Tre) dedicata al rapporto del film con la realtà torinese sotto vari punti di vista: l’arte figurativa, la moda, lo sport, la storia sociale e politica; l‘altra al pomeriggio (ore 15, Auditorium del Laboratorio “Guido Guazza”, Università, via Sant’Ottavio 20) dedicata al tema della “modernità” nella commedia degli anni Trenta. Prossimamente sarà pubblicato un libro contenente gli atti della Tavola Rotonda ed altri interventi di studiosi.

Il Comitato Alessandro Blasetti già in passato ha promosso mostre (a Roma e Agrigento), pubblicazioni (1900 A. Blasetti 2000), CD-Rom (Alessandro Blasetti, un primo incontro), restauri di film (Fabiola, Ettore Fieramosca, Europa di notte) e di cortometraggi (Nel Duomo di Milano, La gemma orientale dei papi, Castel Sant’Angelo, Caccia alla volpe nella campagna romana). Recentemente ha fatto restaurare e ristampare il film Contessa di Parma, realizzato nel 1937 a Torino con un cast tecnico e artistico di primo piano: sceneggiatori sono Gherardo Gherardi, Aldo De Benedetti e Mario Soldati (quest’ultimo figura anche come aiuto regista); scenografo il noto pittore Enrico Paulucci; direttori della fotografia Otello Martelli e Giovanni Vitrotti; autori delle musiche Amedeo Escobar e Giovanni Fusco; interpreti Elisa Cegani, Antonio Centa, Umberto Melnati, Maria Denis, Osvaldo Valenti, Nunzio Filogamo.
Alessandro Blasetti, il “papà” del cinema italiano, in quarant’anni di attività ha sperimentato generi cinematografici diversi e spesso non ancora frequentati prima di lui, ha inventato strutture narrative originali, formule rappresentative inconsuete, dimostrato sempre una competenza professionale di prim’ordine. Con Contessa di Parma ha inaugurato nel nostro panorama cinematografico il filone della “commedia sofisticata” à la manière di Lubitsch, Cukor e Capra. Gli “ingredienti”: una storia semplice ma non banale, buon ritmo narrativo, dialogo spigliato, recitazione vivace, ambientazione alto-borghese. Oggi questo film dimostra ancora innegabili qualità stilistiche e formali: buon ritmo, dialoghi piacevoli e scorrevoli, taglio efficace ed espressivo delle inquadrature ravvicinate, composizione plastica dei totali. Per quanto la storia sia un po’ esile, la sceneggiatura è costruita in modo solido e coerente e gli attori sono amalgamati in maniera perfetta: Elisa Cegani è sicura e spigliata nel suo primo ruolo da protagonista, Maria Denis dimostra briosa grazia e compostezza, Antonio Centa è legnoso e impacciato come richiesto dalla parte, Melnati e Filogamo interpretano gustose parodie dei loro abituali personaggi di gagà. Altro elemento fondamentale è la sontuosa e quasi astratta scenografia curata dal pittore Enrico Paulucci, il noto esponente del gruppo dei Sei di Torino. A lui sono dovuti anche i bellissimi titoli di testa.

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