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Torino Città del Cinema / Enciclopedia del Cinema in Piemonte

News - 24.02.2006 indietro
Serata “Carlo Campanini”

Proiezione del film di Mario Mattoli:
“Luce nelle tenebre” (1941)

Cinema Massimo – Sala 3
Via Verdi 18 – Torino
Martedì 7 marzo 2006 - Ore 21,15

Presentazione del libro di Massimo Scaglione:
“I divi del periodo fascista. Per vincere ci vogliono i leoni” (Edizioni Lindau)

Intervengono: Margherita Fumero, Franco Prono, Massimo Scaglione e Stefano Della Casa

Ingresso libero

La serata dedicata a Carlo Campanini è il secondo appuntamento della stagione cinematografica 2006 dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema (Amnc). Campanini, scomparso nel 1984, nel 2006 avrebbe compiuto il suo centesimo compleanno. L’Associazione Museo Nazionale del Cinema vuole ricordarlo con un incontro nella sua città natale. L’indimenticato caratterista del cinema italiano sarà protagonista, nella Sala 3 del cinema Massimo, di “Luce nelle tenebre”. La regia del film è di Mario Mattoli, con cui l’attore piemontese girò più di una pellicola. A parlare di Campanini e del suo lavoro di attore nel mondo del cinema, del teatro e della televisione, ci saranno Stefano Della Casa, presidente dell’Amnc e critico cinematografico, l’attrice Margherita Fumero e il regista Massimo Scaglione, autore di testi sul mondo del cinema e del teatro.
Stefano Della Casa e il docente Franco Prono, inoltre, presenteranno al pubblico l’ultimo libro di Scaglione: “I divi del periodo fascista. Per vincere ci vogliono i leoni”.


Per informazioni
Segreteria Associazione Museo Nazionale del Cinema
Alessandro Gaido - Cell. 347 241 43 17
www.amnc.it info@amnc.it


Il film
LUCI NELLE TENEBRE

1941, Italia, 83', b/n
Regia: Mario Mattòli
Genere: Drammatico/Sentimentale
Soggetto: Mario Mattoli
Sceneggiatura: Mario Mattoli
Fotografia: Arturo Gallea
Distribuito da: Ici
Prodotto da: Ettore Rosboch per Italcine
Aiuto regia: Steno (Stefano Vanzina)
Location: Stebilimenti di Cinecittà
Collaborazione al soggetto, non accreditata: Tilde Scalzi

Attori: Fosco Giachetti (Ing. Ferrari), Alida Valli (Marina Ferri), Clara Calamai (Clara Ferri), Enzo Biliotti (Dott. Ferri), Carlo Campanini (Collega Di Ferrari)

Trama
Un ingegnere minerario, serio e laborioso, in seguito a circostanze fortuite che lo portano nella casa di un medico, fa la conoscenza delle sue figlie. Due ragazze di carattere diversissimo; l'una spontanea, semplice e schietta, l'altra, frivola e torbida. L'ingegnere che ha suscitato nella prima un sentimento di affetto, si fidanza però con l'altra; ma è costretto a partire, chiamato alla...
E’ il primo film della serie diretta da Mattòli, conosciuta con il titolo: “I film che parlano al vostro cuore”.

Biografia
CARLO CAMPANINI

Nasce il 5 Ottobre 1906 a Torino e muore il 20 Novembre 1984 a Roma. Iniziò la sua carriera artistica con ambizioni musicali: studiò corno, si esibì come cantante e passò poi al teatro dialettale, recitando un paio d’anni a Torino nella quotata compagnia piemontese di prosa di Mario Casaleggio, che aveva un repertorio sterminato di commedie, drammi, vaudeville. Andò subito in tournée a Buenos Aires, e vi rimase sei mesi. Tornato in Italia, per mantenersi fu costretto a lavorare in una fabbrica di molle; trasse proprio dall’ambiente di lavoro l’ispirazione per la prima della sue numerose macchiette: grazie all’imitazione del suo compagno di tornio, che era balbuziente, nel 1928 venne assunto come tenore comico nella compagnia di rivista Achille Maresca. All’inizio degli anni ’30 passò all’operetta, prima con la compagnia di Isa Bluette e Nuto Navarrini, poi in quella della soubrette bolognese Vivienne D'Arys. Nel 1939 esordì nel cinema in Dora Nelson (1939), una commedia dei”telefoni bianchi ", che aveva come protagonista la bellissima attrice Assia Noris. In cinema Campanini, oltre alle divertenti commedie brillanti da lui interpretate negli anni ’40 e ’50, si dimostrò anche un grande attore drammatico in Le miserie del signor Travet, del 1946, di Mario Soldati, e in Il bandito, sempre del 1946, di Alberto Lattuada. Nel 1950 ci fu l'importante incontro con Walter Chiari, del quale Campanini divenne la preziosa spalla in scenette oramai”storiche ": l'imitazione dei fratelli De Rege (indimenticabile la proverbiale battuta”Vieni avanti, cretino!”,) e il”Sarchiapone ", ambientato in un vagone ferroviario. La coppia Chiari-Campanini ebbe un enorme successo anche in televisione; l’attore torinese si guadagnò attestati di stima dei critici e vibranti applausi del pubblico. Dotato di una comicità spontanea, Campanini aveva la rara capacità di studiare a fondo le persone con cui recitava, per prevederne le battute fuori copione o anche per stimolarle. Nella sua lunga carriera teatrale e cinematografica ha dato vita a macchiette e personaggi sempre rappresentati con fine senso umoristico e calore umano. Negli anni '70, quando ormai considerava giunto il momento della pensione, venne richiamato alla ribalta a Torino, in una compagnia stabile (al Teatro Carignano) di commedie un po' in lingua un po' in piemontese, scritte su misura per Macario da Amendola e Corbucci. Ma Macario aveva improvvisamente deciso di riaffrontare le tournée nazionali, accanto a Rita Pavone (in Due sul pianerottolo), la compagnia era rimasta senza primattore e Campanini, sino al 1980-81, continuò a far divertire il”suo”pubblico. Dopo una più che cinquantennale carriera in teatro, cinema e televisione (egli amava definirsi con modestia, un”ragioniere della risata "), nel 1981 si ritirò dalle scene, adducendo dignitosamente motivi d’età.

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