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News - 08.09.2011 indietro
14 Settembre - "O Dreamland: il luna park dell'anima" - Inaugurazione stagione culturale dell'AMNC 2011/2012

La nuova stagione culturale dell'Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) inaugura con una serata dedicata al tema del Luna Park, alle sue attrazioni da fiera, alle luci, ai suoni, ai movimenti.

Mercoledì 14 settembre, alle ore 20.45 presso il Cinema Massimo, l'AMNC presenta "O Dreamland", un ensamble di corto e lungometraggi di cui il Luna Park è il protagonista indiscusso; un parco dei divertimenti, ma anche un enclave segreta in cui il tempo e lo spazio si espandono o si ritraggono, un cammino oscuro che conduce dentro il tunnel dell'amore e scaraventa nel pericolo ricercato di ogni precipitosa caduta dalle montagne russe. Il Luna Park è un perenne carnevale dei sensi (e degli spiriti, come nell'inquietante "Carnival of Souls" di Herk Harvey, 1960), un'isola sognante che si spalanca lontano dai luoghi noti, una vacanza onirica dal quotidiano, un viaggio a basso costo nell'inatteso. Ma soprattutto, è un luogo la cui topologia rimanda a quella del cinema, costituito da dolly e carrelli che conducono lo sguardo, lo sollevano, lo fanno sprofondare e intriso di dissolvenze sul nero e improvvisi cambi di ritmo; il cinema nasce come "fenomeno da baraccone", come divertimento da fiera, nella fiera e le sue origini sono da rintracciare proprio nel Luna Park.

Su questo tema si sviluppano le diverse linee e interpretazioni dei film proposti in programma: accanto agli esperimenti "in corto" di video arte di Anna Franceschini con "Il giocatore non può cambiare posizione a suo piacimento" (2009), convivono le tensioni politiche di Armando Ceste ne "Il rock mi ha salvato la vita" (1985) e le ricerche metafisiche del regista Alberto Fasulo che interverrà per presentare la sua recentissima opera "Atto di dolore" (2011).

Ad accompagnare i tre cortometraggi, una piccola riscoperta del cinema indipendente americano che ha segnato la futura Nouvelle Vague di Godard, Rivette e Truffaut: "Il piccolo fuggitivo" di Morris Engel, Ray Ashley e Ruth Orkin, straordinaria opera che osserva, con lo sguardo del protagonista - un bambino in fuga dalla famiglia -, la realtà del mondo in un parco divertimenti. Di questo film, per cui l'Associazione Museo Nazionale del Cinema ha curato la nuova sottotitolazione, lo stesso François Truffaut ha dichiarato: "La Nouvelle Vague non sarebbe mai nata se non fosse stato per Morris Engel che con il suo "The Little Fugitive" ci indicò la strada della produzione indipendente".

Il programma è stato ideato e curato da Daniela Persico e Alessandro Stellino, fondatori di "Filmidee.it - Cinema is not dead. We are", http://www.filmidee.it/ magazine online trimestrale di critica cinematografica fondato quest'anno che vede tra i suoi collaboratori Roy Menarini, Salviano Miceli, Giona A. Nazzaro, Alberto Pezzotta, oltre ai torinesi Cristina Colet, Matteo Pollone, Gabriele Diverio, Claudio Di Minno, Emanuele Tealdi, Caterina Taricano, Vittorio Sclaverani e Marco Mastino, che saranno presenti in sala.

Intervengono alla serata: Daniela Persico e Alessandro Stellino (Filmidee.it) e Alberto Fasulo (regista). Modera: Marco Mastino (Associazione Museo Nazionale del Cinema).

Ingresso a 3,00 Euro


Di seguito le sinossi dei film proposti:

Morris Engel, Ray Ashley e Ruth Orkin
"Il piccolo fuggitivo" (The Little Fugitive)
Usa 1953, 75', b/n (V.O.Sott.Ita.)
Sensibile ritratto della fragilità dell'infanzia ma anche sguardo tragicomico su un'età capace di atroce crudeltà, il film realizzato collettivamente dai tre registi è uno dei capisaldi fondanti il New American Cinema, un punto di riferimento per le nuovelles vagues a venire nella sua mescolanza di sguardo documentario e astrazione poetica. Vinse il Leone d'Argento al Festival di Venezia e ottenne un buon successo di critica negli Stati Uniti.
Sc.: R. Ashley; Fot.: Morris Engel; Int.: Richard Brewster, Winifred Cushing, Jay Williams.

Anna Franceschini
"Il giocatore non puo cambiare posizione a suo piacimento"
Italia 2009, 19', col.
Fantasticheria ambientata all'interno di un luna park firmata da una delle videoartiste più interessanti del panorama contemporaneo. Un viaggio che inizia all'insegna del divertimento e dell'entusiasmo si trasforma progressivamente in una trappola per occhi e corpi.

Armando Ceste
"Il rock mi ha salvato la vita"
Italia 1985, 5', col.
Una ragazza cammina tra le giostre di carnevale di piazza Vittorio. Sale sull'otto volante, da dove, dall'alto si può vedere meglio il panorama di Torino. Alla soggettiva si alternano brevi stacchi di interviste con operai e cortei. Alla fine, in fondo alla piazza appare l'amico Donato D'Ambrosio cui è dedicato il video. Lo spunto è la celebre frase di Wim Wenders. Il film segna il ritorno dietro la macchina da prese per Ceste dopo l'esperienza del Collettivo Cinema Militante.

Alberto Fasulo
"Atto di dolore"
Italia 2011, 11', col.
Durante la festa dell'Immacolata Concezione, un uomo che prega nel santuario francescano della Madonna della Rosa. La sua mente vaga e si perde nella folla di un Luna Park. Come una ragnatela tesa tra cielo e terra, abbraccia il mondo e tutto ciò che è umano. In un piano sequenza unico, ipnotico e virtuosistico in bianco e nero, Alberto Fasulo filma l'angoscia di uno sguardo desideroso di vita, ma radicato nella forza di gravità.


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- Ufficio Stampa
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