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Torino Città del Cinema / Enciclopedia del Cinema in Piemonte

News - 10.09.2011 indietro
Alla casa nel Parco di Mirafiori, i Venerdì di Settembre, si va al Cinema

L'Associazione Museo Nazionale del Cinema è lieta di proseguire la collaborazione con la Fondazione della Comunità di Mirafiori onlus partecipando a due delle quattro serate di cinema all'aperto programmate nel mese di settembre. La programmazione è variegata e coniuga l'animazione, la commedia all'italiana, i documentari e i cortometraggi muti sonorizzati dal vivo.

http://www.fondazionemirafiori.it/news-nel-menu/settembre-2011-alla-casa-nel-parco

Il secondo appuntamento nel mese con il Cinema all'aperto è fissato per

Venerdì 16 Settembre, ore 21,00
presso la Casa nel Parco, Via Panetti 1, Torino
Ingresso libero

OMAGGIO A MARIO MONICELLI,
maestro della commedia all’italiana.
"I compagni" (Italia, 1963, 128')

La serata verrà introdotta e presentata da Matteo Pollone dell'AMNC.

IL FILM

"I compagni" (Italia, 1963, 128')

Regia: Mario Monicelli; soggetto e sceneggiatura: Age, Scarpelli, Mario Monicelli; fotografia: Giuseppe Rotunno; montaggio: Ruggero Mastroianni; musiche: Carlo Rustichelli; scenografia: Mario Garbuglia; costumi: Piero Tosi.
Interpreti e personaggi: Marcello Mastroianni (prof. Sinigaglia), Renato Salvatori (Raoul), Annie Girardot (Niobe), Gabriella Giorgelli (Adele), Folco Lulli (Pautasso), Bernard Blier (Martinetti), Raffaella Carrà (Bianca), François Perier (maestro Di Meo), Vittorio Sanipoli (cavalier Baudet), Mario Pisu (l'ingegnere).
Produzione: Lux Film, Vides Cinematografica, Méditerranée Cinéma Production, Avala Film; produttore: Franco Cristaldi.
Origine: Italia, Francia, Jugoslavia, 1963; durata: 128'.

Torino, fine Ottocento. A seguito dell'ennesimo incidente in una fabbrica tessile, gli operai entrano in sciopero. Appoggiati dal professor Sinigaglia, gli operai incominciano una lunga lotta rivendicando diritti che i padroni non intendono concedere. Senza stipendio e quindi senza possibilità di continuare lo sciopero, gli operai sono sul punto di cedere, mentre Sinigaglia, ricercato dalla polizia, è costretto a nascondersi da una prostituta…

Con "I compagni" Mario Monicelli prosegue sulla strada tracciata da "La grande guerra", con il quale la commedia all'italiana diventava una lente attraverso la quale leggere non solo l’Italia presente, ma anche la storia del nostro paese, per ritrovarvi le stesse disuguaglianze, le stesse sopraffazioni, le stesse ingiustizie. La commedia all'italiana si scontra con un’epica nostrana, un'epica della sconfitta e della dignità messa in scena con grandi mezzi. L’impiego produttivo non serve però a costruire un kolossal, bensì alla libertà di Monicelli di lavorare sui dettagli, sui volti, su una ricostruzione minuta ma non ossessiva, sulla costruzione di un tessuto verosimile sul quale s'innestano le vicende di personaggi di ieri perfettamente riconoscibili anche oggi.

Proporre questo film a Mirafiori ha un significato particolare. La storia del quartiere, passato da borgo agricolo a quartiere industriale di Torino negli anni successivi a quelli raccontati dal film. La storia di Mirafiori, intimamente legata alle lotte dei proprio abitanti attorno alle officine aeronautiche prima e allo stabilimento Fiat poi, è una storia anche questa di dignità e rabbia, di lotte giuste e dolorose sconfitte, come quelle raccontate dal film. Le ultime vicende del referendum indetto da Marchionne tra i lavoratori della Fiat è la versione aggiornata di quel braccio di ferro tra potere e operai che Monicelli rappresenta con grande lucidità e senza ipocrisie nel suo film.

Ma allo stesso tempo, la proposta di un film come "I compagni" a Mirafiori, nel 2011, è segno anche della vitalità di un quartiere che non ha mai accettato la definizione di quartiere industriale, che si mostra in tutta la sua fertile curiosità cinefila, musicale, artistica, letteraria e sportiva. Una serata che quindi vuole non solo riproporre un grande film e ricordare un maestro del nostro cinema, ma anche entrare in sintonia con la storia del quartiere, con la sua gente, e che si propone come il tassello di una proposta culturale più ampia da svilupparsi a partire da questa estate.

Matteo Pollone

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