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News - 21.06.2012 indietro
Esiti Sonorizzazioni Cinema Muto Torinese - 15 e 16 Giugno 2012

L'Associazione Museo Nazionale del Cinema, la Fondazione della Comunità di Mirafiori onlus, la Casa nel Parco, il CPG di Strada delle Cacce, Radio T.R.I.P. le Brigate Irma Vep, l'Associazione Videocommunity, il Cecchi Point - Hub Multiculturale e il Museo Nazionale del Cinema sono lieti di annunciare i gruppi selezionati che si esibiranno il 17 Novembre 2012 presso la Mole Antonelliana in occasione della "Giornata Mondiale dei Musei in Musica" e ringraziare per la grande disponibilità tutti gli artisti che hanno partecipato al progetto.

La Giuria, composta da Claudia Gianetto (Museo Nazionale del Cinema), Fabio Pezzetti Tonion (Brigate Irma Vep) e Giovanna Mais (Associazione Museo Nazionale del Cinema) è giunta ad una scelta finale, pur sottolineando la qualità molto alta delle proposte musicali e il valore intrinseco dei gruppi e dei solisti.


- 1911 Lokomotif Ensemble
"Robinet innamorato di una chanteuse" (S.A. Ambrosio, 1911)

La formazione affronta con piglio deciso la comica di Robinet, con un linguaggio sì esuberante ma al contempo capace di arrestarsi in momenti maggiormente riflessivi. Così le dinamiche narrative del film vengono rispettate e il gruppo si dimostra capace di variazioni in un ampio spettro sonoro, armonico e soprattutto ritmico. La struttura lineare dell’esposizione musicale predilige una costruzione sonora che si sviluppa per analogia, optando per un suono brioso e un ritmo sostenuto che si adatta adeguatamente al carattere del film.

- I Fasti
"La madre e la morte" (S.A. Ambrosio, 1912)

Fautore di un suono che meticcia derive elettroniche e spinte maggiormente elettriche, il gruppo va al cuore della dimensione drammatica del film adottando strutture ossessive e ripetitive che creano un rarefatto seppur implacabile muro sonoro. Questa struttura ritmico-armonica del dolore e della cupa disperazione forma un velo che si posa su tutto il film e che è talvolta, con grande suggestione e forza drammatica, è squarciato da improvvise lame liriche e cariche di pathos, capaci di illuminare un percorso altrimenti oscuro e opprimente.

- Death Disco
"Esposizione di Torino" (1911)

Il gruppo si confronta con un film che presenta una natura ostica, costruito com’è su tagli e cesure, su una linearità cronologica che non presenta però una classica dimensione di “narrazione”. La scelta di lavorare su una struttura musicale che invece ricerca la linearità e una chiara (a volte trattenuta, a volte maggiormente esplicitata) coerenza narrativa, è la scommessa che i Death Disco intraprendono nel sonorizzare questo film: strutture tematiche coerenti, sincroni che cadono "chirurgicamente" nei momenti di cesura, aperture melodiche e armoniche che si innestano con fluidità nel tessuto del discorso sonoro rendono non solo apprezzabile lo sforzo creativo dei musicisti, ma proiettano sul film una luce sonora inedita capace di valorizzarlo.

- Fabrizio Gaggini
"La vita delle farfalle" (S.A. Ambrosio, 1911)

Il musicista realizza una proposta rarefatta e suggestiva, lavorando sul rapporto tra chitarra acustica e il sottofondo di una base neutra quanto basta per non essere invasiva e tuttavia capace di delineare passaggi sonori caratterizzati dalla ricerca di una possibilità di equilibrio tra tensione e stabilità. Senza mai essere invadenti, le linee sviluppate dalla chitarra accompagnano sottolineandole le immagini di questo film documentario, riuscendo creare un paesaggio sonoro che pertiene allo stesso grazie alla rarefazione del suono.

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