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News - 13.02.2015 indietro
Canto per la Palestina “Song on a narrow path. Storie di Gerusalemme” di Akram Safadi mercoledì 18 febbraio @Cecchi Point & venerdì 20 febbraio @R.A.F.

Canto per la Palestina

"Song on a narrow path. Storie di Gerusalemme"

di Akram Safadi

> Cecchi Point – Hub Multiculturale (Via Cecchi 17, Torino)

mercoledì 18 febbraio ore 21,00

> R.A.F. Centro diurno Momenti Familiari (Via Pio VII, 61)

venerdì 20 febbraio ore 21,00

Ingresso libero fino ad esaurimento posti


L’Associazione Museo Nazionale del Cinema,Videocommunity, la Cooperativa PG Frassati e l’Associazione MAC organizzano una doppia proiezione speciale del film documentario "Song on a narrow path. Storie di Gerusalemme" di Akram Safadi, mercoledì 18 febbraio al Cecchi Point (Via Antonio Cecchi 17, Torino) e venerdì 20 febbraio presso il Centro Diurno momenti familiari (Via Pio VII 61, Torino); entrambe le proiezioni sono ad ingresso libero e saranno accompagnate dal regista Akram Safadi e dall’antropologa Ambra Zambernardi.

Akram Safadi, fotografo palestinese ci racconta la sua città, Gerusalemme. Attraverso le sue fotografie ripercorriamo l’Intifada degli anni ‘80: per le strade si consuma il dolore e la rabbia, per le strade rimangono i morti. Il fotografo è saturo di queste immagini. Si interroga sul suo personale destino e “chiede aiuto” ad alcuni negativi su cui ha ritratto tre persone lontane dalle news e dalla vita di strada. Ognuna di loro ci conduce negli “umori” di una città occupata da più da decenni. Reem è l’artista che cerca spazi per la creatività, Ali è l’ex prigioniero politico soffocato dall’occupazione e Farouk l’aristocratico che vive della sua memoria. Gerusalemme è per tutti loro un sogno che turba lo spirito nella continua alternanza di violenza e ansia di vita.

"Gerusalemme è un sentimento molto radicato in me. Per tutta la vita ho cercato di catturarlo, ma è come fotografare un’emozione: quando pensi di avercela fatta ti sfugge di mano. Il mio sogno è che diventi una città come tante…sarà mai possibile?." In queste parole del regista traspare quel groviglio di amore, strazio e nostalgia per la sua città natale, che Akram Safadi condivide con i personaggi del suo film, tutti alla ricerca di una via d’uscita alle loro esistenze soffocate dall’Occupazione israeliana, che da decenni snatura e deforma una quotidianità fatta di attesa e sospensione, tra uno strappo e quello successivo. Il 18 febbraio del 1947 la Gran Bretagna del Mandato deferì all’ONU la spinosa questione Palestina, che non era più in grado di amministrare. L’Assemblea Generale dispose la spartizione ed internazionalizzò Gerusalemme. Il 18 febbraio di 68 anni dopo cogliamo l’occasione di questa ricorrenza per riflettere sulla situazione attuale in Palestina e a Gerusalemme in particolare, ripercorrendo, anche attraverso il film proposto, i cambiamenti occorsi in questi decenni e le ripercussioni emotive che hanno provocato a chi la abita.

"Sono residente da poco tempo a Torino, – dichiara il regista – mi incuriosisce tanto l’incontro con il pubblico Italiano qui. Aggiungo, che la riproposta di questo film, poco visto e poco datato, può contribuire a restituire l’importanza di una causa nobile e giusta in un momento sovraccarico di confusione e caos diffuso in tutto il Medio Oriente."

Prima delle proiezioni sarà possibile usufruire dalle 19,30 di un aperitivo o di una cena vegetariana presso il CecchiMangia mercoledì 18 (cecchimangia@gmail.com – 393 89 58 535) e di un apericena ai sapori della cucina di Gerusalemme a cura di MAC CHE’ MANGIAMO STASERA? la famosa cucina di Mac con le sue creatività e contaminazioni, venerdì 20 (movimentoartecreativita@gmail.com – 3299443150).

Per maggiori informazioni: 347 56 46 645 – cinema@cecchipoint.it

IL FILM
"Song on a narrow path. Storie da Gerusalemme" di Akram Safadi (Italia, Belgio, Francia 2001, 52′)

Produzione: Stefilm / Versus Production / Dora Productions

Coproduzione: Bayerischer Rundfunk (D) / RTBF (B) / C.N.C.F (B) / TELE+ / Swiss Agency for dvelopment and cooperation (SDC) / Soros Founfation / C.U.S (F)

L’AUTORE
Akram Safadi, autore, regista e fotografo è nato a Gerusalemme Est e si è formato presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Bir Zeit nei Territori occupati palestinesi e presso l’Università di Manchester nel Regno Unito (MA Screen Studies). Negli anni ‘80 sviluppa ed approfondisce, attraverso workshop in Palestina e in Europa, il suo interesse per la fotografia. Lavora inoltre come assistente alla regia per film documentari e collabora alla realizzazione di percorsi formativi e workshop per giovani artisti e filmmaker. Nel 1987 inizia il suo primo reportage fotografico sulla lotta civile palestinese contro l’occupazione israeliana (Prima Intifada). Nello stesso periodo è fotografo di scena per varie compagnie teatrali presso il Teatro Nazionale Palestinese di Gerusalemme. Lavora per le agenzie Agence France Press, Reuter, e Associated Press come fotoreporter freelance e vede pubblicato il proprio lavoro su giornali e riviste locali e internazionali. Come fotografo espone in mostre fotografiche itineranti in vari paesi della Comunità Europea dal 1989 al 1994. Dal 1992 collabora con la casa di produzione Stefilm International di Torino. Ha partecipato alla produzione di diversi cortometraggi in qualità di stagista con il direttore della fotografia Torinese Pietro Cortino. Akram Safadi è l’autore-regista di "Song on a Narrow Path", un documentario basato sulla propria esperienza di fotoreporter. Il film è prodotto nel 2000 da Stefilm, distribuito e trasmesso con grande successo da canali televisivi di Medio Oriente, Francia, Germania, Belgio, e Italia. Ha ricevuto il primo premio dell’Esmaelia Film Festival ed è stato inoltre selezionato per numerosi film festival internazionali. Attualmente è in fase di montaggio il suo nuovo film "Sada" (2015).

NOTE DI REGIA
"Questo film è il ritratto della mia città, come io la vedo, attraverso la vita di chi conosco bene. Quando ho terminato i miei studi la prima cosa che ho fatto è stato di trovarmi una macchina fotografica. Ero di nuovo nelle strade, ma questa volta per fotografare. Nel 1987 le vie di Gerusalemme erano invase da una nuova ondata di proteste contro l’occupazione israeliana. Facevo parte della folla abituale di fotografi che venivano da tutto il mondo. Fotografavo scene a cui ero abituato fin dalla mia infanzia. Ho così incominciato a scoprire la forza delle immagini rispetto alle parole. Le mie foto sono state pubblicate in tutto il mondo. Anche loro hanno contribuito a proporci solo e sempre come vittime. Mi sono reso conto che noi eravamo identificati dalle stesse immagini."

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