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News - 03.03.2015 indietro
Maurizio Zaccaro presenta “Adelante Petroleros” Giovedì 12 marzo @Cecchi Point

Maurizio Zaccaro presenta "Adelante Petroleros"

esperienze comunitarie in Ecuador e in Salvador a confronto

mostra fotografica + aperitivo benefit + film

Giovedì 12 marzo 2015 dalle ore 19,00

Cecchi Point – Hub Multiculturale Via Antonio Cecchi 17/21, Torino

Giovedì 12 marzo presso il Cecchi Point – Hub Multiculturale è in programma un appuntamento dedicato all’ambiente, al cinema e al cibo nel contesto culturale e politico del centro e sud America con la proiezione ad ingresso libero alle ore 21,00 del film documentario "Adelante Petroleros, l’oro nero dell’Ecuador" (2013, 75′) di Maurizio Zaccaro che per l’occasione incontrerà il pubblico torinese. Un film di denuncia che racconta dello sfruttamento del petrolio in Ecuador e di come le persistenti ineguaglianze nell’accesso, gestione e controllo delle risorse naturali provochino impoverimento delle persone e dell’ambiente naturale. L’appuntamento sarà preceduto dall’inaugurazione della mostra fotografica Sviluppo partecipativo. Un approccio su misura per la Comunità rurale di Santa Marta nel Salvador alle 19,00 presso il CecchiMangia dove si potrà partecipare a un aperitivo salvadoreño di raccolta fondi a sostegno del progetto compostHEMOS. L’evento è curato dalla rete di realtà composta da Mani Tese, Associazione Museo Nazionale del Cinema, Videocommunity, MASAMA, Psicologi nel Mondo e Antropocosmos i cui rappresentanti interverranno nel corso della serata insieme al regista Maurizio Zaccaro, Clara Castellucci, Ufficio Stampa di Mani Tese Nazionale ed Enrico Cassini collaboratore della cattedra di Filosofia del diritto, Dipartimento di Giurisprundenza, UniTo.

"La terra non solo è un bene comune, ma è la nostra natura. Ha dichiarato recentemente Carlo Petrini, patron di Slow Food, che ha ripetutamente citato la Costituzione dell’Ecuador come esempio di progresso e speranza. In Ecuador è stato inserito nella Costituzione un articolo specifico dove il nome della Pacha Mama (dalla lingua quechua: Madre Terra, ovvero la dea primigenia della terra, dell’agricoltura e della fertilità) viene posto in riferimento ineludibile alla sovranità territoriale, a difesa della biodiversità e della natura; facendo intendere che con ciò gli ecuadoriani hanno compreso la necessità fondamentale di essere lungimiranti sulle scelte ambientali del proprio territorio. Purtroppo quello che abbiamo visto e documentato girando nel cuore della foresta pluviale fa affiorare uno scenario completamente diverso da quello propagandato dalla Costituzione dell’Ecuador. In questo nostro viaggio, sono stati molti gli incontri con chi si oppone al disastro annunciato dal Presidente Rafael Correa che, nonostante le belle parole della Costituzione, ha dichiarato concluso il progetto Yasunì ITT, istituito sei anni prima per proteggere uno dei luoghi a più alta biodiversità del pianeta dall’aggressione delle compagnie petrolifere: il parco nazionale dello Yasunì, mettendo così la foresta pluviale in balia del land grabbing internazionale (letteralmente, razzia di terre) ovvero concessioni, ma a volte anche di acquisti massicci da parte delle multinazionali degli stati più ricchi, di enormi porzioni di territorio nei paesi più poveri per trasformarli non solo in colture intensive che servono a costruire una grossa riserva di cibo per l’occidente ma anche, e soprattutto, ad estrarre le ricchezze nascoste nel sottosuolo di quei paesi, fra tutti oro e petrolio. Quello che sta accadendo in queste terre è la distruzione dell’ambiente locale e l’estinzione totale delle nazioni indigene che hanno nella foresta pluviale il loro territorio ancestrale. Si stima che una volta estratto tutto il petrolio disponibile nascosto sotto lo Yasunì si potrà fornire al mondo energia per soli dieci giorni. Per creare quello che si sta per distruggere ci sono invece voluti milioni di anni. La terra ha abbastanza risorse per i bisogni di tutti, ma non per l’avidità di poche persone diceva Gandhi. Ma ai “petroleros” le parole del Mahatma fanno solo il solletico. Adelante petroleros, adelante!" Maurizio Zaccaro

Alle 19,00 presso il CecchiMangia si inaugurerà la mostra mostra fotografica Sviluppo partecipativo. Un approccio su misura per la Comunità rurale di Santa Marta nel Salvador curata da MASAMA Laboratorio di pianificazione partecipata a Santa Marta, El Salvador e Psicologi nel Mondo. Santa Marta è una comunità rurale del Salvador che per dodici anni ha vissuto la guerra civile nel suo paese e l’esilio nel vicino Honduras. Minacciata da una seria emergenza ambientale, ma forte della propria eredità culturale e di una rara organizzazione sociale, la comunità si trova oggi di fronte alle sfide dello sviluppo: un’occasione per scegliere una strada propria. La mostra illustra il metodo partecipativo ideato e messo in atto nella comunità da parte di sei ingegneri e architetti che, dopo essersi perfezionati in Habitat, Tecnologia e Sviluppo al Politecnico di Torino, si sono occupati di scrivere, per Santa Marta, le linee guida di un piano di sviluppo condiviso tra la popolazione, uno strumento che sia sostenibile sotto i punti di vista sociale, economico e ambientale. Nel corso della presentazione sarà possibile partecipare ad un aperitivo benefit a 8,00 Euro la cui raccolta fondi verrà destinata all’attivazione di “compostHEMOS”, il primo progetto pilota previsto dal piano: la realizzazione di toilette compostanti a secco nel locale complesso scolastico. La finalità del progetto è quella di sensibilizzare e formare la Comunità verso tematiche sensibili riguardanti il proprio sviluppo, tramite l’autocostruzione di bagni che restituiscano fertilizzante naturale per scopi agricoli, riducendo il rilascio di liquami umani e fertilizzanti chimici e limitando quindi l’inquinamento del terreno e delle acque. Per maggiori informazioni sul progetto: http://proyectocomposthemos.weebly.com/ – workshopsantamarta@gmail.com – https://www.youtube.com/watch?v=S7zx4ZF3QTQ&feature=youtu.be

Per maggiori informazioni: cinema@cecchipoint.it – 347 56 46 645

Mani Tese è un’Organizzazione Non Governativa nata in Italia nel 1964 per combattere la fame e gli squilibri tra Nord e Sud del mondo. Grazie a migliaia di persone che contribuiscono ogni giorno con il proprio impegno personale e con donazioni concrete, Mani Tese opera attraverso progetti di cooperazione in 11 paesi in Africa, Asia e America Latina, iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento della società civile, esperienze concrete di sostenibilità ed economia solidale, volontariato ed educazione alla cittadinanza mondiale. Mani Tese è un Associazione riconosciuta come Ente Morale dotata di status consultivo speciale presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) dal 1997 e opera come Organizzazione Non Governativa ai sensi della legge 49/87 riconosciuta dal Ministero Affari Esteri Italiano e, ai sensi dell’art. 10 del D. Lgs. 460/97, è anche Onlus di diritto. Le vicende legate all’estrazione di petrolio in Ecuador, documentate da Maurizio Zaccaro – che ringraziamo per il suo prezioso lavoro – offrono solo alcuni esempi di ingiustizia ambientale dei nostri tempi. Il film Adelante petroleros ribadisce però con forza un messaggio universale: lo sfruttamento delle risorse naturali non rinnovabili – in Ecuador così come in altre parti del mondo – non produce sviluppo durevole, ma diseguaglianze, sfruttamento, povertà e disastri ambientali. Per metter fine all’attuale modello economico non più sostenibile, non bastano denunce e proteste. Occorre impegnarsi a promuovere su scala globale stili di vita sostenibili per tutti i popoli e per tutte le nazioni, nel Sud come nel Nord del mondo. Quale strumento migliore di un film documentario per arrivare alla coscienza delle persone?L’impegno di giustizia di Mani Tese, che si avvale del lavoro di centinaia di persone in tutto il mondo, è racchiuso in poche parole: contribuire a costruire un futuro migliore. Un futuro giusto. Un futuro giusto in cui ogni popolo è sovrano delle proprie risorse naturali. Un futuro giusto in cui la gestione democratica e partecipata di acqua, terra ed energia da parte delle comunità locali consente loro di decidere i propri sentieri di progresso. Un futuro giusto in cui gli stili di vita dei più ricchi tengono conto della finitezza delle risorse e non generano sfruttamento selvaggio della natura e violazione dei diritti fondamentali. Info: www.manitese.it/futurogiusto .

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