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News - 11.12.2015 indietro
COSA C’È DIETRO LA CURVA Binario Morto Giovedì 17 Dicembre @Cecchi Point

COSA C’È DIETRO LA CURVA
ciclo di proiezioni e incontri per affrontare i nodi del nostro presente a partire dai libri di LUCA RASTELLO
Secondo appuntamento della rassegna:

BINARIO MORTO

Giovedì 17 Dicembre 2015, ore 21.00,

Cecchi Point – Hub Multiculturale

(Via Antonio Cecchi 17/21, Torino)

Ingresso libero con possibilità di un’offerta Up to You

Il ciclo di appuntamenti COSA C’È DIETRO LA CURVA si propone di indagare alcune delle contraddizioni irrisolte del nostro presente, partendo dai libri di Luca Rastello, scrittore e giornalista scomparso a Torino il 6 luglio 2015.

La rassegna, che si sta svolgendo a Torino da novembre ai primi mesi del 2016, propone la visione di film e materiali audiovisivi inediti, accompagnata da incontri di approfondimento con registi, scrittori e giornalisti.

Ogni appuntamento è ispirato a uno dei libri di Luca Rastello e dedicato a un tema specifico:

- l’eredità rimossa degli Anni Settanta

- il binario morto dell’alta velocità ferroviaria

- la guerra in casa e la frontiera addosso relativa alla crisi dei rifugiati

Il secondo appuntamento a ingresso libero della rassegna COSA C’È DIETRO LA CURVA è in programma giovedì 17 Dicembre ore 18.00 al Cecchi Point – Hub Multiculturale e prende le mosse dal libro di Luca Rastello "Binario morto. Alla scoperta del Corridoio 5 e dell’Alta velocità che non c’è" (Chiarelettere 2013), scritto con Andrea De Benedetti, che sarà presente all’incontro. Insieme a lui, discuteranno Irene Pepe, laureata in comunicazione con una tesi su TAV e rappresentazione della violenza nella stampa valsusina e il regista Daniele Gaglianone. Verrà proiettata integralmente l’intervista "Una stanza di casa mia. Val di Susa e dintorni: conversazione con Luca Rastello" (2015, 62′), realizzata da Gaglianone durante la realizzazione del film documentario Qui (2014).

“Questo libro è stato anche il nostro tentativo di prendere sul serio i mantra agitati dalle propagande rispetto al TAV. Noi abbiamo preso sul serio il fatto che esistesse un asse viario percorribile; che questo asse fosse necessario; che fossero realizzati dei lavori; che tutta l’Europa fosse avanti e solo noi stessimo ritardando i grandi progetti…E siamo andati a vedere. E abbiamo tratto delle sorprese meravigliose, a volte un po’ deprimenti ma veramente imprevedibili.” Luca Rastello

“Questo libro è un racconto di viaggio… volendo è anche un orario ferroviario.” Andrea De Benedetti

A tutti gli appuntamenti è presente una libreria indipendente della città con i libri di Luca Rastello.

Luca Rastello ha viaggiato e lavorato nei Balcani, nel Caucaso, in Asia centrale, in Africa e in America del Sud. Ha lavorato per il Gruppo Abele e ha diretto «Narcomafie», «L’Indice» e Osservatoriobalcani.org, per molti anni ha lavorato alla redazione torinese de «la Repubblica» e insegnato alla Scuola Holden. Ha scritto La guerra in casa (Einaudi 1998), Piove all’insù (2006), Undici buone ragioni per una pausa (2009) entrambi per Bollati Boringhieri, La frontiera addosso (Laterza 2010), curato il Dizionario per un lavoro da matti (l’ancora del mediterraneo 2010) e, per Chiarelettere, Io sono il mercato e Binario morto con Andrea De Benedetti (2013) e I buoni (2014). I suoi libri sono tradotti in Spagna, Norvegia, Stati Uniti, Polonia e Gran Bretagna.

Cosa c’è dietro la curva è un ciclo di appuntamenti curato dagli Incriccati: Elena Rastello, Laura Spina, Carlo Greppi, Sebastiano Pucciarelli e Vittorio Sclaverani.

Info: perlucarastello@gmail.com – 347 56 46 645 – Facebook Per Luca Rastello

***

Il film

"Una stanza di casa mia. Val di Susa e dintorni: conversazione con Luca Rastello" di Daniele Gaglianone (Italia 2015, 62′), distribuzione Pablo – Kio Film.

“Nell’ambito delle riprese per il documentario Qui sulla lotta in Val di Susa contro la linea alta velocità Torino-Lione, nell’estate del 2012 incontrai Luca Rastello per raccogliere la sua testimonianza preziosa intorno alle vicende della Valle e al suo viaggio, a tratti picaresco ma sempre lucido e meticoloso, che aveva fatto qualche mese prima tra Lisbona e Kiev.” Daniele Gaglianone

- Gli ospiti

Daniele Gaglianone

Daniele Gaglianone è nato ad Ancona nel 1966, nel 1991 ha iniziato a collaborare con l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza. Ha girato cortometraggi di fiction e documentari, tra cui La ferita (1991), premiato al festival Cinema Giovani di Torino. Nel 2000 ha esordito nel lungometraggio con I nostri anni, selezionato alla Quinzaine di Cannes e nel 2004 Nemmeno il destino, ha vinto il Tiger Award a Rotterdam. Con Rata neće biti (la guerra non ci sarà) ha vinto il premio special della giuria al Torino Film Festival e il David di Donatello come miglior documentario. Nel 2013 ha presentato La mia classe alle Giornate degli autori della Mostra di Venezia. Filmografia parziale: Nella solitudine del sangue (cm, 1990), La ferita (cm, 1991), Era meglio morire da piccoli (cm, 1992), Sparare a vista sul sovversivo Agosti (cm, doc., 1993), L’orecchio ferito del piccolo comandante (cm, 1994), La carne sulle ossa (cm, 1996), I nostri anni (2000), Le domeniche del Signor Mantaut (doc., 2003), Nemmeno il destino (2004), Alle soglie della sera (doc., 2005), Rata neće biti (la guerra non ci sarà) (doc., 2008), Pietro (2009), Ruggine (2011), La mia classe (2013), Qui (doc., 2014).

Andrea De Benedetti

Andrea De Benedetti è nato a Torino nel 1970. Laureato in Grammatica italiana, dal 1997 al 2006 ha insegnato Lingua italiana all’Università di Granada (Spagna) e nello stesso periodo ha cominciato a collaborare come corrispondente per diverse testate italiane («il manifesto», «Guerin Sportivo», «Tuttosport»). Dopo il rientro in Italia, ha insegnato nei corsi Ssis dell’Università di Torino, nei master in traduzione editoriale dell’agenzia formativa TuttoEuropa e nei corsi di Italiano L2 dell’Università di Pavia. Contemporaneamente ha allargato la sua rete di collaborazioni giornalistiche firmando inchieste, interviste e articoli di sport e costume per testate quali «GQ», «D la Repubblica delle Donne» e «Pubblico». Tra le sue pubblicazioni, L’informazione liofilizzata (Franco Cesati, 2004), Ogni bel gioco (Nerosubianco 2006) e Val più la pratica. Piccola grammatica immorale della lingua italiana (Laterza 2009). È co-autore, con Mimmo Genga, di una grammatica italiana per le scuole superiori (E ora, l’italiano) pubblicata da Laterza (2011). Nel 2015 ha pubblicato per Einaudi La situazione è grammatica. Perché facciamo errori. Perché è normale farli.

Irene Pepe

Irene Pepe è una specialista della comunicazione, sta lavorando come social media manager per diversi piccoli-medi business. Ha lavorato come fotografa freelance, come copywriter (al Comune di Torino) e visual communication specialist (a New York) e per cinque anni ha fatto parte di Balon Mundial. Si è laureata in Comunicazione Pubblica e Politica con una tesi sulla Tav, precisamente ha indagato la rappresentazione della violenza che emerge dalla stampa locale valsusina relativamente ai momenti salienti della protesta. In seguito ha proseguito le sue ricerche per indagare come si parlava di tav e violenza sui quotidiani nazionali e ha presentato la ricerca con il ContrOsservatorio Valsusa al Circolo dei Lettori di Torino nel febbraio 2014, in Valsusa, a Perugia e a Taranto.

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