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News - 03.06.2008 indietro
Premio Maria Adriana Prolo alla carriera 2008 a Marco Bellocchio

Associazione Museo Nazionale del Cinema

PREMIO MARIA ADRIANA PROLO 2008 ALLA CARRIERA
al regista MARCO BELLOCCHIO

Gavi, Sabato 7 Giugno

La Sezione Cinema del Festival Internazionale A.F. Lavagnino, presenta anche per l’anno
2008 l’assegnazione del Premio alla carriera che l’Associazione Nazionale del Cinema ha
intitolato a Maria Adriana Prolo, fondatrice del Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Nelle ultime cinque edizioni sono stati premiati le attrici Lucia Bosè e Ottavia Piccolo, il
compositore Manuel De Sica ed i registi Ugo Gregoretti e Giuliano Montaldo.
Il Premio Maria Adriana Prolo alla carriera è attribuito nell’edizione 2008 al grande regista
Marco Bellocchio.
Dopo oltre trenta titoli tra lungometraggi, cortometraggi e documentari, Bellocchio approda
finalmente in Piemonte per girare il suo nuovo film, Vincere, incentrato sulla figura di Ida
Dalser, a lungo amante di Mussolini e madre di suo figlio Benito Albino, morta nel manicomio
di San Clemente a Venezia nel 1937.
Ogni volta che ho fatto un film, ho avuto la tentazione di essere qualcun altro (Godard,
Renoir), invece Marco è sempre stato violentemente se stesso: anzi, perché queste mie
parole non implichino una sua immobilità, dico che diventa ogni volta se stesso.
Bernardo Bertolucci
Vincere racconta il rapporto tra Ida Dalser e il giovane Mussolini quando ancora era socialista.
Da questo rapporto nacque un figlio, Benito Albino. Mussolini lo riconobbe e il giorno dopo, in
puro stile italiano, sposò civilmente Rachele, da cui cinque anni prima aveva avuto una figlia,
Edda. Con l’ascesa al potere, per ingraziarsi il Vaticano e firmare i Patti lateranensi, per cui
sarebbe stato definito dal Papa “l’uomo della provvidenza”, Mussolini si sposò in chiesa, fece
battezzare i figli nati dal matrimonio, fece rinchiudere Ida in manicomio. Era la ragion di stato.
Ma la Dalser non si rassegnò mai, continuò a ribellarsi, come se cercasse una giustizia
impossibile e perciò una fine tragica. Quello che mi affascina è proprio l’indomabilità di questa
donna che non vuole accettare la realtà, mentre assiste incredula e affascinata all’ascesa di
Mussolini. Poi però, quando è rinchiusa in manicomio, a un certo momento è come se
“vedesse”, diventasse saggia, lo dimostrano le sue lettere profetiche.

Marco Bellocchio


BIO-FILMOGRAFIA DI MARCO BELLOCCHIO
Nato a Piacenza nel 1939, Marco Bellocchio si dimostra uno dei più importanti autori italiani
già col primo lungometraggio, I pugni in tasca, uscito nel 1965 dopo tre cortometraggi
realizzati da studente del Centro Sperimentale di Cinematografia.
Dissacrante, anticonformista e anticlericale (ha frequentato, da piccolo, le scuole salesiane),
Bellocchio non si smentisce con i film successivi, specialmente La Cina è vicina (1967) e
Discutiamo, discutiamo (1969), nei quali la rabbia del primo film è stemprata da toni ironici non privi di cattiveria. Il popolo calabrese ha rialzato la testa (1969) e Viva il 1° maggio rosso
proletario (1969) rivelano un grande talento di documentarista, mentre negli stessi anni
l’impegno politico e militante di Bellocchio si fa più intenso: è tra i firmatari, del documento
pubblicato sul settimanale L'espresso contro il commissario Luigi Calabresi.
Nel nome del padre (1972) sottolinea in chiave maggiormente grottesca la necessità della
rivolta contro i “padri”, mentre il più convenzionale Sbatti il mostro in prima pagina (1972)analizza con freddezza il potere della stampa e la sua subordinazione politica.
Con Nessuno o tutti (1975) e Matti da slegare (1976), diretti in collaborazione con Silvano
Agosti, Sandro Petraglia e Stefano Rulli, l’attenzione di Bellocchio si focalizza sulla questione dei manicomi.
I film (successivamente accorpati assieme) avranno grande eco e successo,
tanto che da lì a poco la legge Basaglia ne imporrà la chiusura (pochi giorni fa è ricorso il
trentennale). Sempre del 1976 è Marcia trionfale, uno dei film più duri ma anche più criticati
dell’autore, mentre del 1977 è invece Il gabbiano, la prima delle raffinate trasposizioni
letterarie ad opera del regista, che nel 1978 conosce lo psichiatra Massimo Fagioli, con cui
intraprende non solo una terapia, ma anche una lunga e fruttuosa collaborazione: Fagioli
parteciperà come sceneggiatore a quattro film di Bellocchio tra il 1986 e il 1994 (Diavolo in
corpo, La visione del Sabba, La condanna, Il sogno della farfalla). Prima, però, Bellocchio
ritrova Lou Castel, protagonista de I pugni in tasca, per uno dei suoi indiscutibili capolavori, Gli
occhi, la bocca (1982), e dirige Marcello Mastroianni nella trasposizione cinematografica
dell’Enrico IV pirandelliano (1984), uno scrittore che ha un peso considerevole nella sua
filmografia.
Negli ultimi quindici anni ritorna con insistenza al documentario e al cortometraggio, diluendo
la produzione di lungometraggi di finzione. I film di questo ultimo periodo sono stai apprezzati
in molti festival e rassegne, ed esaltati anche dai critici che avevano voltato le spalle al regista nel corso della sua collaborazione con Fagioli. Il pubblico stesso ha riscoperto Bellocchio,facendo de L'ora di religione (2002), Buongiorno, notte (2003) e Il regista di matrimoni (2006)anche dei campioni al box-office italiano.
È del 2006 la candidatura per la Camera dei Deputati nella lista della Rosa nel Pugno.
Dirige a Bobbio il Laboratorio Farecinema (i cuoi lavori ottengono spesso riconoscimenti e
passaggi ad importanti Festival) ed è l’ideatore del Bobbio Film Festival.
Bobbio, città adottiva di Bellocchio, è uno dei paesi più ad Ovest dell’Emilia, in quella zona di
congiunzione tra Liguria, Piemonte ed Emilia di cui fa parte anche Gavi e che fa quindi di
Bellocchio un vicino di casa della Sezione Cinema del Festival Internazionale A.F. Lavagnino,
lieto di ospitare quest’anno un Maestro di rabbia e di stile, una delle figure più autorevoli della
storia del nostro Cinema.


FILMOGRAFIA DI MARCO BELLOCCHIO
• La colpa e la pena (cm, 1961)
• Abbasso il zio (cm, 1961)
• Ginepro fatto uomo (cm, 1962)
• I pugni in tasca (1965)
• La Cina è vicina (1967)
• Discutiamo, discutiamo (ep. di Amore e Rabbia, 1969)
• Il popolo calabrese ha rialzato la testa (doc., 1969)
• Viva il 1° maggio rosso proletario (doc., 1969)
• Nel nome del padre (1971)
• Sbatti il mostro in prima pagina (1972)
• Nessuno o tutti (doc., in coll. S. Agosti, S. Petraglia, S. Rulli, 1975)
• Matti da slegare (doc., in coll. S. Agosti, S. Petraglia, S. Rulli, 1976)
• Marcia trionfale (1976)
• Il gabbiano (1977)
• La macchina cinema (doc., in coll. S. Agosti, S. Petraglia, S. Rulli,1978)
• Vacanze in Val Trebbia (cm, 1980)
• Salto nel vuoto (1980)
• Gli occhi, la bocca (1982)
• Enrico IV (1984)
• Impressions d’un Italien sur la corrida en France (doc. 1984)
• Diavolo in corpo (1986)
• La visione del sabba (1988)
• La condanna (1991)
• L’uomo dal fiore in bocca (cm.,1993)
• Il sogno della farfalla (1994)
• Sogni infranti (doc., 1995)
• Il principe di Homburg (1997)
• Elena (cm., 1997)
• Il gabbiano atto I, scena seconda (cm., 1997)
• La religione della storia (doc., 1998)
• Un filo di passione (cm., 1999)
• Sorelle (cm., 1999)
• Nina (cm., 1999)
• La balia (1999)
• L’affresco (cm., 2000)
• Il maestro di coro (cm., 2001)
• Appunti per un film su “Zio Vanja” (cm., 2002)
• Oggi è una bella giornata (cm., 2002)
• L’ora di religione (2002)
• Addio del passato” (doc., 2002)
• Buongiorno, notte (2003)
• La cavallina storna (cm., 2005)
• La famiglia del vampiro (cm., 2005)
• Il regista di matrimoni (2006)
• Vincere (attualmente in fase di ripresa)

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