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News - 08.06.2009 indietro
Gavi, Sabato 13 Giugno 2009, a MASSIMO SCAGLIONE PREMIO MARIA ADRIANA PROLO 2009 ALLA CARRIERA

Gavi, Sabato 13 Giugno 2009

PREMIO MARIA ADRIANA PROLO 2009 ALLA CARRIERA

a MASSIMO SCAGLIONE

La Sezione Cinema del Festival Internazionale A.F. Lavagnino presenta, anche per la sua IX edizione, l’assegnazione del Premio alla carriera che l’Associazione Museo Nazionale del Cinema ha intitolato alla sua fondatrice. Nelle ultime sei edizioni del festival, il premio è stato attribuito alle attrici Lucia Bosè e Ottavia Piccolo, al compositore Manuel De Sica ed ai registi Marco Bellocchio (l'anno scorso), Ugo Gregoretti e Giuliano Montaldo.

Il Premio “Maria Adriana Prolo” alla carriera 2009 sarà conferito al regista televisivo, radiofonico e teatrale torinese Massimo Scaglione, nel corso della serata conclusiva del Festival che si terrà sabato 13 giugno presso la Tenuta San Pietro di Tassarolo.

“Massimo Scaglione ha molti meriti, è impossibile elencarli tutti in poche righe. Come teatrante, è riuscito a coniugare il teatro d'avanguardia (Ionesco, Beckett e altri) che per primo ha portato in Italia, con il teatro in lingua piemontese, togliendolo dal ghetto delle filodrammatiche e ridandogli dignità e splendore.
Lavorando alla Rai, si è sempre battuto come un leone perché le risorse umane interne fossero valorizzate al massimo e non accantonate per elargire favori alle clientele di vario genere. Si è avvalso delle sue conoscenze personali e della sua autorevolezza per far assegnare alla sede Rai di Torino programmi importanti. Nei due mandati da senatore ha fatto parte delle commissioni cultura e vigilanza Rai, smascherando ogni volta le menzogne che l'alta dirigenza dell'azienda cucinava per i nostri parlamentari.
Massimo è una persona di rara generosità: ogni volta che un artista dello spettacolo torinese si è trovato in difficoltà, anziché voltarsi dall'altra parte come molti dell'ambiente fanno, ha mosso mari e monti perché a questi colleghi sfortunati venisse offerta un'altra possibilità per dimostrare la loro bravura. Perciò, Massimo Scaglione santo subito!”

BRUNO GAMBAROTTA

Massimo Scaglione

Nato a Garessio in provincia di Cuneo nel 1931 e laureatosi in lettere all’Università di Torino, ha svolto un’intensa attività di critico cinematografico e di saggista, prima di vincere un concorso alla Rai-TV come regista nel 1955. Nello stesso anno diventa aiuto-regista al Teatro Stabile di Torino e fonda “Il teatro delle dieci” una compagnia che lavora da 25 anni e che si rivela molto importante nel campo del teatro d’avanguardia e successivamente nell’ambito degli autori italiani contemporanei. Come regista teatrale mette in scena, spesso per primo in Italia, i lavori di Jonesco, Beckett, Genet, Adamov, Mortimer, Pavese, Fenoglio, Primo Levi, Scascia e Arpino.

Con Gipo Farassino divide la responsabilità de “Il teatro delle dieci” che si propone di portare avanti il discorso sulla cultura piemontese anche attraverso numerose pubblicazioni, quali Il teatro in piemontese, Il dizionario del teatro, Il teatro Carignano, Giovanni Toselli, Storia del teatro piemontese, Le dive del regime, Fortunato il capostazione di Moncalvo!, I miei primi quarant’anni alla Rai-Tv.
Fino al 1992, anno in cui decide di ritirarsi dall'attività di regista, dirige più di mille programmi in radio e in televisione, tra i quali Mocambo Bar, che lancia il cantautore Paolo Conte, Le storie di Arlecchino, sulla Commedia dell'Arte, Parti femminili, due atti unici di e con Franca Rame. Come regista stabile alla Rai-TV, dirige centinaia di commedie originali e sceneggiati alla radio (Gea della Garisenda, L’agente confidenziale, Pranzo da Antonio, Daniele Cortis, Roderick Hudson) ed altrettanti alla TV (Albert Einstein, Henry Fabre, Grand Hotel Follies, Una nuvola d’ira di Arpino, Tribunale di divorzio e Histoire du soldat di Strawinsky).

Nel campo del teatro lirico inaugura il Piccolo Regio di Torino con Prima la musica poi le parole di Salieri e prosegue poi con Tosca al Palazzetto dello Sport. Al Teatro Regio allestisce Il matrimonio segreto di Cimarosa, al Verdi di Trieste le operette Fior d’Haway, Il paese del sorriso, Sogno d’un valzer. All’Opera di Roma e alle Terme di Caracalla mette in scena La fanciulla del West, all’ Ente Lirico di Cagliari Carmen di Bizet, al Bellini di Catania Il paese del sorriso, alla Corte Malatestiana di Fano Nabucco, Don Pasquale, Elisir d’amore.
Tra gli sceneggiati tv, i radiodrammi e i film da lui diretti si possono ricordare Il versificatore
(tratto da Primo Levi) e Ancora un giorno (da Joseph Conrad). Uno dei suoi ultimi lavori è la divertente parodia de "I promessi sposi", con i comici Lopez - Solenghi – Marchesini, andata in onda sulla Rai nel 1990 ottenendo molto successo. Per la sua attività teatrale vince inoltre numerosi riconoscimenti, tra cui il premio IDI e per la Tv il Premio Regia Televisiva nel 1991. Scrive molti saggi sulla storia del teatro (in particolare su quello piemontese) e sulla televisione, tra cui Lo spettacolo televisivo per la UTET, Attori sotto la Mole, Saluti e baci edito da La Stampa di Torino. Dirige la scuola di recitazione della Famija Albeisa e da anni svolge anche attività didattica presso “Spazio musica” di Orvieto e “Accademia della voce” di Torino.
È docente al Dams di Torino per i corsi di “Teoria e tecnica del linguaggio radiotelevisivo”, “Storia del teatro piemontese” e “Storia della drammaturgia radiofonica”.

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