Il film di AMNC, prodotto da Valentina Noya con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, è l’unica opera italiana selezionata nell’ambito di Venice Virtual Reality – 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

L’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) sbarca al Lido di Venezia con il film VR Free (We are free)di Milad Tangshir, prodotto da Valentina Noya e realizzato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte grazie al bando Under35 Digital Video Contest. Unico film italiano selezionato nell’ambito di Venice Virtual Reality76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, VR Free è un’esplorazione immersiva negli spazi della detenzione. Girato interamente tra le mura del carcere di Torino sarà in programma per il pubblico dal 29 agosto al 7 settembre in visione VR con diverse modalità di fruizione e anche per singolo spettatore su prenotazione, sull’isola del Lazzaretto Vecchio.

VR Free (We Are Free) è un documentario girato con la nuova tecnologia della realtà virtuale (VR) che pone lo sguardo sulla natura degli spazi della detenzione descrivendo alcuni momenti di vita all’interno della Casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino. Il film raccoglie la reazione di alcuni detenuti durante il loro breve incontro con video 360° che mostrano la vita fuori dal carcere. Usando i visori VR e le cuffie, i reclusi, privati temporaneamente della loro libertà, hanno virtualmente potuto partecipare ad alcune situazioni pubbliche e intime che non possono più vivere, come una partita di serie A allo stadio, una festa in discoteca il sabato sera, un’immersione sottomarina, l’incontro con la propria famiglia in un parco pubblico.

“VR Free è il tentativo di portare l’universo poco conosciuto del carcere sotto gli occhi del pubblico, – dichiara il regista Milad Tangshirma anche un invito a partecipare in forma più consapevole all’urgente discussione sui nostri spazi di detenzione. Finora la differenza più significativa tra VR e video ‘normali’ (flat film) è la sua potenzialità nel restituire un forte senso di immersione, è uno strumento potente per affrontare il concetto di spazio. Vi è una crescente tendenza a utilizzare la realtà virtuale per raccontare l’impatto sociale di alcuni progetti. Offrire nuove modalità per esplorare la cultura e l’identità, può aiutarci a superare alcune carenze e creare un’opportunità per una maggiore comprensione. Nessun cambiamento significativo può avvenire senza prima costruire una nuova narrativa pubblica. VR Free cerca di usare il mezzo VR per spingere e condividere un dialogo tra dentro e fuori il carcere. Oltre allo staff dell’AMNC ho avuto la fortuna di lavorare con importanti professionisti come Stefano Sburlati (fotografia e post produzione) e Vito Martinelli che con la sua esperienza ha condotto un importante lavoro sull’audio.

I limiti imposti dall’esperienza della reclusione – prosegue Valentina Noya produttrice del film con l’AMNC – non hanno solo conseguenze psicologiche ed emotive, ma anche fisiche. Basti pensare che, per il fatto di non poter osservare orizzonti o punti lontani, la vista dei detenuti è spesso soggetta a rapidi peggioramenti. Per questo, sperimentare anche solo virtualmente e per pochi minuti la sensazione di una vita “chiusa” può davvero aiutare il pubblico dei liberi a comprendere meglio il significato della detenzione. VR Free si inserisce idealmente nel contesto delle iniziative che l’AMNC cura da anni intorno alle questioni carcerarie: su tutti LiberAzioni – festival delle arti dentro e fuori, un complesso di iniziative, anche laboratoriali, volte a creare un dialogo tra interno ed esterno del carcere grazie all’arte che culminerà nel suo apice festivaliero per la sua seconda edizione a Torino tra il 14 e il 20 ottobre 2019. Durante la prima edizione del Festival Milad Tangshir vinse il premio “Diritti Globali” con il documentario Displaced che racconta il drammatico viaggio dei migranti, in particolare dalla prospettiva dei più piccoli, sulla rotta balcanica.

“Siamo molto orgogliosi di aver contribuito alla realizzazione di questo progetto, capace di raggiungere al meglio i risultati che ci eravamo prefissi con il Bando Under 35 Digital Video Contest – Giovani protagonisti”, ideato per sostenere opere crossmediali e transmediali particolarmente legate alle tecnologie emergenti come Realtà Aumentata, Realtà Virtuale e contenuti immersivi. Così il Direttore di Film Commission Torino Piemonte Paolo Manera commenta la presenza di VR Free a Venezia 76, aggiungendo che “Milad Tangshir si fa portavoce, grazie a VR Free, di una nuova generazione di filmakers e creativi in grado di raccontare il presente con uno sguardo inedito e attraverso la sperimentazione tecnologica.”L’Associazione Museo Nazionale del Cinema ha già avuto un piccolo incontro con Venezia quando nel 2013 – ricorda Vittorio Sclaverani, Presidente dell’AMNC – per la 70a edizione della Mostra, Alberto Barbera chiese a 70 registi da tutto il mondo di confrontarsi sul futuro del cinema. Tra questi anche Davide Ferrario che chiese la nostra collaborazione per realizzare Lighthouse episodio di Venezia 70 Future Reloaded; in quell’occasione Ferrario filmò una delle nostre proiezioni periferiche raccontando come siano necessari davvero pochi elementi per condividere ovunque la passione per il cinema. Essere oggi in concorso nella sezione VR, con una produzione indipendente, è un traguardo importante che dà valore al nostro lavoro quotidiano sul territorio, a partire dai molteplici progetti culturali d’inclusione

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