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News

Bando concorso cinema LiberAzioni 2025

Il concorso cinematografico nazionale è parte del progetto LiberAzioni – festival delle arti dentro e fuori, promosso dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema con l’intento di sollecitare e promuovere la creatività riguardo il tema del carcere, della pena e dei diritti. In particolare l’obiettivo è creare – attraverso una serie di percorsi, laboratori ed eventi culturali – opportunità d’incontro, conoscenza e scambio tra chi in carcere vive e il territorio che lo stesso abita. La partecipazione è gratuita; la call è aperta dal 17 marzo al 15 giugno 2025. Sono ammessi i film sotto i 30 minuti realizzati in data non antecedente al 1 gennaio 2024. Di seguito il testo completo del bando:

1) La partecipazione al Concorso cinematografico nazionale di LiberAzioni festival 2025 è gratuita.

2) Sono ammessi al Concorso i cortometraggi di finzione, documentari brevi e film d’animazione realizzati da autrici e autori italiani o residenti stranieri sul territorio nazionale, senza limiti d’età che riflettano sui temi della reclusione, della pena, della libertà, della giustizia sociale e la relazione dentro/fuori così come sui diritti umani e civili.

3) Sono ammessi i film realizzati in data non antecedente al primo gennaio 2024 e la cui durata non sia superiore ai 30 minuti.

4) Le opere superiori ai 30 minuti potranno essere selezionate per la sezione Fuori Concorso.

5) I lavori selezionati saranno valutati dalle giurie che, a insindacabile giudizio, assegneranno tre premi in denaro per un valore complessivo di 3.500,00 € così suddivisi: 1) 1.500,00 € per il Primo Premio LiberAzioni Cinema dedicato al regista Corrado Iannelli, grazie al sostegno di Nova Coop, sarà assegnato da una giuria mista composta da professioniste/i del settore audiovisivo e da detenuti della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino; 2) 1.000,00 € per il Premio Marina Panarese destinato esclusivamente ad autrici e autori di origine straniera (seconda generazione) o stranieri, residenti in Italia che sarà assegnato da una giuria mista composta da autrici/autori, amici di Marina Panarese e da detenuti del Polo universitario del carcere di Torino; 3) 1000,00 € per il Premio LiberAzioni Cinema Giovani che sarà assegnato da una giuria mista composta da giovani autrici e autori, promotori culturali nonché critici cinematografici.

6) Per poter partecipare al Concorso, gli autori e le autrici dovranno necessariamente inviare entro e non oltre il 15 giugno 2025 una mail all’indirizzo liberazioni.torino@gmail.com contenente i seguenti materiali:
a) il link non elencato (es. su youtube, vimeo) o privato con password per permettere alla comitato di selezione e alla giuria di visionare il film online;
b) una breve sinossi (max 500 caratteri) con indicazione del/dei nome/i degli autori e del registə;
c) 3 immagini in buona risoluzione relative al film (minimo 300 dpi) e 1 fotografia del registə;
d) indicazione se il film sia o meno libero da diritti e se contenga brani letterari o musicali di cui non sia stata chiesta l’autorizzazione;
e) l’indicazione se il film sia già stato proiettato prima d’ora e in quale occasione; f) data e luogo di nascita;

7) L’iscrizione e l’invio dei materiali richiesti tramite mail dovrà avvenire entro e non oltre il 15 giugno 2025.

8) Solo in caso di selezione al Concorso, sarà richiesto agli autori di condividere tempestivamente una copia digitale del proprio film in alta definizione, nelle modalità e nei tempi indicati dall’organizzazione del Concorso.

9) La partecipazione al bando comporta l’accettazione di tutte le norme contenute nel presente regolamento e implica il rilascio del consenso all’Associazione Museo Nazionale del Cinema di utilizzare le opere ai fini del Concorso anche in eventuali future iniziative senza scopo di lucro, coerenti con lo spirito di LiberAzioni festival, con la citazione della proprietà intellettuale dell’autore che sarà informato preventivamente di ogni eventuale proiezione.

10) Per maggiori informazioni scrivere a liberazioni.torino@gmail.com o contattare le pagine Facebook @liberazionifestival e Instagram @liberazionifestival

Selezione dei film del concorso: L’uomo più ricco del mondo di Raffaella Piemontese (2024, 3′), Sommersi di Gianmarco Pezzoli (2024, 18’), EXPOSÉ di Francesco Stefanoni e Beatrice Ciotoli (2025, 16′), Ofarja di Ahmed Ben Nessib (2024, 15′), Let me be your mirror di Noemi Gentiluomo (2025, 13’), Come i pesci che non sanno respirare di Antonella Santarelli (2024, 15’), I fiori dello spirito di Romeo e Alessio Gjokaj (2025, 5’), A domani di Emanuele Vicorito (2025, 18’) Ricordi digitali x cuori in affanno di Luca di Paolo (2024, 15’), Rise Up di Caterina Salvadori (2025, 11’), Campo Libero di Cristina Principe (2025, 16′), Nella Mia Zona di Davide Vigore (2025, 29′), Limbo di Vincenzo Ardito (2025, 22’), Siamo A’mmare di Alessio Genovese (2024, 15’), Trasparenze di Mario Blaconà (2024, 7′), Sogni di Giulio Maroncelli (2025, 13′), L’Imfura Jean Hilaire Juru (2025, 11′), SANDEEP! di Paolo Gentinella (2024, 14′), Giudizio sospeso di Lorenzo Maria Chierici (2025, 24′), Fame d’aria di Giulia Bettaglio (2025, 4’), Ho paura di disegnare mia madre di Oleksandra Horobets (2024, 9′), Il passaggio realizzato dai detenuti della Casa di Reclusione di Fossombrone (2024, 3’); scopri il programma completo di LiberAzioni festival 2025 a: QUESTO LINK.

28 Maggio 2025
News

Cinema in giardino

L’Associazione Museo Nazionale del Cinema collabora con il Festival dell’Accoglienza nell’ambito della rassegna Cinema in giardino che si svolgerà dal 3 al 17 giugno presso la Pastorale Migranti nel suggestivo Giardino della Magnolia con ingresso da Via Cottolengo 24/A, Torino. Cinema in giardino precede la 13a edizione di un’Estate al Cinema attraverso tre appuntamenti a ingresso libero:

Martedì 3 giugno ore 20.30 proiezione di Manodopera di Alain Ughetto (Francia, Italia, Svizzera, Portogallo 2022, 70’), serata dedicata a Marina Panarese con apertura musicale a cura de Le Rinnine per sostenere LiberAzioni festival. In Piemonte, agli inizi del ‘900, la speranza di una vita migliore spinge Luigi Ughetto e sua moglie Cesira a varcare le Alpi e a trasferirsi con tutta la loro famiglia in Francia. Film autobiografico del regista, nipote di Luigi e Cesira, che ricostruisce la vita e le avventure dei suoi nonni, ripercorrendo la storia delle sue origini italiane. Miglior Film di Animazione agli European Film Awards e Premio della Giuria al Festival International du Film d’Animation di Annecy. Per prenotare gratuitamente online CLICCA QUI.

Martedì 10 giugno ore 21.00 proiezione di Anywhere Anytime di Milad Tangshir (Italia 2024, 80’), interviene il regista. Issa è un giovane immigrato clandestino che a Torino cerca di sopravvivere come può. Licenziato dal suo vecchio datore di lavoro, grazie a un amico inizia a fare il rider. Ma l’equilibrio appena conquistato crolla quando, durante una consegna, gli viene rubata la bicicletta appena comprata. Issa intraprende così un’odissea disperata per le strade della città, per ritrovare la sua bici.Presentato in concorso all’81a Mostra del Cinema di Venezia nell’ambito della Settimana Internazionale della Critica (SIC), il film ha ricevuto il Premio Luciano Sovena alla Miglior Produzione Indipendente. Per prenotare clicca QUI.

Martedì 17 giugno ore 21.00 proiezione di Tam Tam Basket di Mohamed Kenawi (Italia 2021, 49’); il film sarà preceduto dal cortometraggio Sonybou e la maranza realizzato dagli studenti della Scuola secondaria di I grado G.B. Viotti di Torino. Dal cuore della povertà, rovine e miseria di Castel Volturno, una piccola città vicino a Napoli, nacque un sogno: TamTam, una squadra locale di basket, composta interamente da giovani provenienti da famiglie migranti. Il sogno si scontra con “lo scoglio” delle leggi nazionali e di classe. I problemi, ma anche la squadra, vanno avanti e il sogno aspetta ancora la sua realizzazione e vittoria. Per prenotare clicca QUI.

Mohamed Kenawi è nato in Egitto nel 1972, laureato in Lingua e Letteratura italiana presso l’Università Ein Shams del Cairo e successivamente diplomato in regia e montaggio presso l’Istituto Superiore per la Cinematografia e la Televisione.In Italia dal 2000. Assistant Producer presso la sede romana del canale satellitare Orbit – operante in Medio-Oriente, Nord Africa e Asia – dal 2003 al 2006. Fondatore e Film-maker della Domino Film dall’inizio del 2006. Come autore, produttore e regista ha realizzato numerosi documentari girati in varie zone del mondo, affrontando tematiche che trattano di diversità, minoranze etniche, multiculturalità e diritti umani.

27 Maggio 2025
News

PIL di Stefano Di Polito al CineTeatro Monterosa

Mercoledì 21 maggio alle ore 21.00 presso il CineTeatro Monterosa (Via Brandizzo 65, Torino) è in programma una proiezione speciale di PIL – Perché immigrazione è lavoro di Stefano Di Polito (2024, 48′), l’ingresso è libero con la possibilità di fare un’offerta.

PIL è un film nato dalla collaborazione con un gruppo di ragazzi di una classe di terza media della Scuola Aristide Gabelli di Torino: un’inchiesta che affronta il contrasto tra la percezione negativa dell’immigrazione e l’importante contributo che gli immigrati danno alla nostra società. Attraverso dati e testimonianze dirette di nove attivisti immigrati in Italia, il film mira a ribaltare la narrazione dominante mostrando che gli immigrati ci aiutano a casa nostra, nonostante le difficoltà causate dalle crescenti discriminazioni e diseguaglianze sociali. Al film hanno partecipato tra gli altri Suad Omar, formatrice e scrittrice, Lamine Sow, sindacalista CGIL, Jacob Bamba “Muso”, musicista, Karim Metref, giornalista indipendente e Ana Cecilia Ponce, mediatrice interculturale, Faouzi Haj Sassi, titolare di un CAF, Mirela Aurora Rau, mediatrice in un ambulatorio medico, Omar Sillah, responsabile di un progetto contro la povertà e Souad Maddahi, mediatrice con le famiglie.

Intervengono il regista Stefano Di Polito, l’insegnante Andrea Alario, le studentesse e gli studenti della Scuola Gabelli.

20 Maggio 2025
News

La prodigiosa trasformazione della classe operaia in stranieri

Dopo l’anteprima al 77° Locarno Film Festival e un evento speciale alla decima edizione di Lavori in Corto in occasione del Premio Giovanni Panosetti, La prodigiosa trasformazione della classe operaia in stranieri di Samir sarà proiettato domenica 25 maggio alle ore 20,30 a Torino presso il Cinema Massimo di Torino (Via Giuseppe Verdi 18) alla presenza del regista in sala. A conclusione della proiezione parleranno delle migrazioni di ieri e di oggi il regista Samir, Emanuele Maspoli (Porta delle Culture), Younis Tawfik (Scrittore e giornalista), Hassan Khorzom (rifugiato, mediatore culturale per Migrantour e il Museo Egizio) e Gianfilippo Pedote (produttore). Ingresso 8,00 euro l’intero e 5,00 euro i ridotti (tessera Aiace, under18, Over 60 e studenti universitari).

Erano operai, erano sfruttati ma avevano un progetto di trasformazione della società. Oggi sono soltanto stranieri, frammentati, isolati, discriminati. Il film racconta gli anni della grande emigrazione italiana in Svizzera a partire dal secondo dopoguerra, quando centinaia di migliaia di italiani lasciarono i loro paesi e le loro famiglie per sfuggire alla povertà e cercare lavoro dove c’era bisogno di braccia per sostenere un’economia in espansione. Furono anni duri, segnati dall’isolamento sociale, da intolleranza e pregiudizi, da condizioni di vita e di lavoro pesanti e spesso umilianti. La pressione di sindacati e associazioni determinò tuttavia un lento cambiamento politico e culturale e le condizioni dei lavoratori immigrati migliorarono, al punto che i loro discendenti sono oggi cittadini integrati e rispettati. E la classe operaia sembra scomparsa: tutti appartengono alla classe media. Gli altri, gli operai di una volta, sono semplicemente gli stranieri, i nuovi migranti, precari, invisibili, sfruttati e senza tutele. In particolare in Italia, che da terra di emigranti è diventata un paese di immigrazione.

Il film è una produzione svizzera e italiana di DSCHOINT VENTSCHR e CASA DELLE VISONI, in coproduzione con RSI Radiotelevisione svizzera, Schweizer Radio und Fernsehen SRF, Radio Télévision Suisse, SRG SSR con il sostegno di MiC Ministero della Cultura, Regione Lazio, AAMOD, Bundesamt für Kultur, Zürcher Filmstiftung. La distribuzione è curata da MESCALITO FILM.

16 Maggio 2025
News

A Nuclear Journey: cinema e parole sull’atomo di guerra e di pace

Give Peace A Screen, Cinemambiente, Seeyousound, Centro Studi Sereno Regis presentano A Nuclear Journey: cinema e parole sull’atomo di guerra e di pace presso la sala Gabriella Poli (via Garibaldi 13, Torino) nei giorni di venerdì 23 e sabato 24 maggio 2025, con la collaborazione dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema, Pro Natura Torino, Osservatorio dei cittadini sul nucleare, Vision of Sustainability.

Give Peace A Screen continua la sua marcia di avvicinamento alla terza edizione del festival con un altro evento OFF dedicato all’energia nucleare. Per l’occasione nasce la collaborazione con due festival storici del panorama torinese, Cinemambiente e See You Sound: tre festival uniti per parlare di energia nucleare in una due giorni di parole e di immagini.

Programma

Il convegno | Energia nucleare: il bisogno e il non detto (prima giornata)

Venerdì 23 maggio | h 14.00

14.00 Accoglienza e introduzione

14.30 Presentazione degli ospiti, dei film e dei Pannelli

Dalla crescita infinita ai vincoli dei limiti

  • Relazioni critiche tra economia ed ecologia, Marino Ruzzenenti, storico dell’età contemporanea, in particolare di temi ambientali, collabora con la Fondazione «Luigi Micheletti» di Brescia.
  • Sufficienza energetica ed equità, Osman Arrobbio, sociologo dell’ambiente e dell’energia, ricercatore presso l’Università di Parma”.

Energia e sicurezza

  • Energia e sicurezza tra tecnocrazia e democrazia: la questione del nucleare, Marco Deriu, sociologo, docente di Comunicazione ambientale presso l’Università di Parma.

17.30 – 18.00 Dibattito

I film

h 18.30

Into eternity: a film for the future di Michael Madsen, Danimarca, Svezia, Finlandia, 2010, 75’

Costruire un luogo che resti intatto centomila anni. Questa è infatti l’aspettativa di vita del primo deposito permanente di scorie radioattive, costruito in Finlandia, 5 km sottoterra. Ma come avvisare del pericolo eventuali visitatori da un futuro remoto? Quali linguaggi potrebbero essere compresi, quali istruzioni rispettate? Una grande sfida comunicativa: parlare a chi ci sarà tra centomila anni. E farsi capire, per scongiurare un disastro radiattivo.

h 20.30

A Body in Fukushima di Eiko Otake, Giappone, 2022, 110’

Il film è stato realizzato a partire da decine di migliaia di fotografie, scattate da William Johnston, che ritraggono Eiko Otake nei paesaggi surreali e irradiati di Fukushima, in Giappone, dopo la fusione nucleare. Un film meditativo, suggestivo, denso di emozioni.

Sabato 24 maggio

Il convegno | Energia nucleare: il bisogno e il non detto (seconda giornata)

h 9.30

Un’energia ‘speciale’

  • Gaia irradiata e irradiante. Uno sguardo globale, Giuseppe Barbiero, ricercatore in Ecologia, docente di Biologia e di Ecopsicologia e direttore del GREEN LEAF dell’Università della Valle d’Aosta.
  • Le scorie radioattive, dove nasconderle?, Gian Piero Godio, già tecnico del CNEN di Saluggia, referente dell’Osservatorio sul Nucleare.
  • L’ecopacifismo femminista e il nucleare. (videocall), Bruna Bianchi, Dipartimento di Studi storici, Università di Venezia

12.20 – 13.00 Dibattito

h 14.30

Implicazioni sanitarie, sociali, politiche  

  • Rapsodie fuori stagione. L’imbroglio nucleare fra sicurezza, deterrenza e tassonomia, Enzo Ferrara, presidente del Centro Studi Sereno Regis, ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) di Torino

15.10 – 15,40 Dibattito, con contributo da remoto di Marco Deriu

Il nucleare ‘sostenibile’

  • Troppa energia fa male…, Angelo Tartaglia, professore emerito di Fisica presso il Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino.
  • Energia, diritti umani, diritti della Terra, Mario Agostinelli, chimico-fisico, è stato ricercatore all’ENEA,  presidente dell’Associazione Laudato si’

17.30 18.00 Dibattito e Conclusioni

Coordina Angela Dogliotti, vicepresidente del Centro Studi Sereno Regis

I film

h 18.30

Le Polygone, un secret d’État di Cédric Picaud, Francia, 2023, 53’

Nel 1957, la Francia creò segretamente un Poligono per testare i sistemi di detonazione delle bombe nucleari. I lavoratori locali lo costruirono, lo mantennero, lo misero in sicurezza e rimasero in silenzio, subendone gli effetti. Dieci anni dopo la chiusura del Poligono, si vuole sapere quanto il Poligono abbia inquinato l’ambiente e avvelenato le menti.

The Atomic Bowl: football at Ground Zero & The Forgotten Bomb di Greg Mitchell, Usa,  2024, 54’

Un nuovo documentario del pluripremiato scrittore e regista sull’inquietante e a lungo dimenticata partita di calcio a stelle e strisce nel 1946 a Nagasaki, dove 80.000 civili erano morti solo poche settimane prima.

h 20.30

Espana contra el atomo di Sergio Cabezudo e Raul De Isidro, Spagna, 2020, 12’

Nel 1970, una fuga radioattiva nell’ex Junta de Energía Nuclear contaminò il fiume Manzanares e i dintorni della città di Madrid. Cinquant’anni dopo, i residenti e i lavoratori del centro lottano contro qualcosa di più terribile e dannoso delle conseguenze delle radiazioni: l’indifferenza di un’intera società.

Taiwaste di Patrik Thomas, Germania – Taiwan, 2022, 25’

Alla fine degli anni ’70, il governo taiwanese decise di stoccare parte delle scorie nucleari sull’Isola delle Orchidee, 65 km al largo della costa sudorientale di Taiwan, dove viveva il popolo Yami, da secoli una tribù isolata. Ingannato dal governo, il capo tribù firmò un contratto per la costruzione di un “conservificio di pesce”, che si rivelò essere un sito di stoccaggio di scorie nucleari. Dopo oltre 30 anni di proteste da parte degli Yami, il governo approva una nuova decisione per risolvere il problema dell’Isola delle Orchidee con una nuova strategia di stoccaggio decentralizzato. Il film accompagna due impiegati governativi nella loro lotta quotidiana per ridistribuire le scorie nucleari a tutti i cittadini taiwanesi.

Rock contro il nucleare 1983 / 24 min. / col. Regia, sceneggiatura, fotografia, sonoro, montaggio: BLOOD VIDEO. Musica: AA.VV.

Alla fine di maggio del 1983 redattori della fanzine Blood, militanti di Lotta Continua per il Comunismo e studenti del Collettivo Politico di Architettura occupano la Facoltà di Architettura di Torino per organizzare una tre giorni antinucleare di musica, autogestione e politica. Un gruppo di cineasti esordienti gira in quell’occasione un piccolo, imperfetto film da cui nasceranno nel decennio successivo tante cose in città e non solo… Nel collettivo di autoproduzioni Blood Video operarono tra il 1983 e il 1984: Marco Bonvino, Mimmo Calopresti, Pè Calopresti, Pier Milanese, Claudio Paletto, Fred Rotella, Eros Temponi, Enrico Verra.

3 Maggio 2025
News

Tre proiezioni di Parole&Cinema per il Salone OFF

Il Cinema Teatro Agnelli (Via Paolo Sarpi 111, Torino) propone nell’ambito del Programma OFF del Salone Internazionale del Libro la rassegna dal titolo Parole&Cinema in collaborazione con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC). L’iniziativa, giunta alla seconda edizione, si compone di tre appuntamenti in programma dall’11 al 18 maggio per riflettere su tematiche contemporanee narrate nei libri e sul grande schermo.

La rassegna si apre venerdì 11 maggio alle 21.00 con la proiezione del film Io sono ancora qui di Walter Salles (Brasile, Francia 2024, 137′) tratto dall’omonimo libro scritto da Marcelo Rubens Paiva edito da La Nuova Frontiera; introduce la proiezione Edoardo Peretti dell’AMNC. Ingresso 5,00 euro, ridotto 4,00 euro. Rio de Janeiro, 1971: il Brasile vive nella morsa della dittatura militare. La famiglia Paiva vive nell’unico modo possibile per resistere al clima di oppressione che aleggia sul paese: con ironia e affetto, condividendo la quotidianità con amici e parenti, ma un giorno si ritrovano vittime di un’azione violenta e arbitraria da parte del governo. Eunice resta d’improvviso senza suo marito Rubens, sola e con cinque figli, costretta a reinventarsi per proteggere i suoi cari e disegnare un futuro diverso da quello che la società le prospetta. Il film ha vinto l’Oscar 2025 come miglior film internazionale, un Golden Globe e il Premio per la miglior sceneggiatura al Festival di Venezia.

Venerdì 16 maggio ore 21.00 è in programma il film Pino Daniele – Nero a metà di Marco Spagnoli (Italia 2024, 94′), l’ingresso è libero fino a esaurimento posti disponibili in sala. Introducono la proiezione Paolo Verri e Stefano Senardi autore de La musica è un lampo edito da Fandango Libri. I Say I sto cca‘, A me me piace o’ blues, Quando chiove, Voglio di più: sono solo alcune delle tracce di Nero a metà, l’apprezzato album di Pino Daniele uscito nel 1980. Titolo quanto mai appropriato che riflette la riuscita fusione linguistica e musicale tra la cultura afroamericana e le armonie incastonate nel dialetto di Partenope. Molte immagini d’archivio, soprattutto dei live, fanno da contrappunto alle testimonianze contemporanee di un nutrito coro di musicisti e amici per ricordare Pino Daniele scomparso il 4 gennaio del 2015.

La rassegna si chiude domenica 18 maggio ore 21.00 proiezione de Le assaggiatrici di Silvio Soldini (Italia, Svizzera 2025, 123′) tratto dall’omonimo romanzo di Rosella Postorino edito da Feltrinelli. Introducono la proiezione il regista Silvio Soldini, l’autrice del libro Rosella Postorino, i produttori Cristiana Mainardi, e Lionello Cerri e lo scrittore Alessio Romano; modera Edoardo Peretti. Ingresso 5,00 euro, ridotto 4,00 euro. Autunno 1943, ai confini della Tana del Lupo, Rosa e altre ragazze vengono prelevate dalle SS per diventare le assaggiatrici di Hitler. Nonostante il terrore, le donne stringeranno tra loro alleanze, amicizie e patti segreti. Nel 2012 a 95 anni, poco prima di morire, una donna di nome Margot Wölk ha rivelato di essere stata una delle giovani tedesche costrette ad assaggiare i pasti di Hitler. Nessuno aveva mai saputo dell’esistenza delle assaggiatrici.

2 Maggio 2025
News

L’incidente di Giuseppe Garau al Cinema Massimo

Dopo una lunga tournée mondiale di presentazioni dove ha ottenuto molteplici e importanti riconoscimenti internazionali, il film L’incidente di Giuseppe Garau verrà proiettato a Torino lunedì 19 maggio alle 20.30 presso la Sala 2 del Cinema Massimo (Via Giuseppe Verdi 18), alla presenza del regista in sala. Ingresso 7,50 euro, ridotti 5,00 euro; è possibile acquistare online i biglietti in prevendita a QUESTO LINK.

L’incidente (Italia 2024, 70′), opera prima scritta e diretta da Giuseppe Garau, prodotto in forma indipendente da Storia del Fantasma, è stato realizzato interamente a Torino per due settimane nell’ottobre 2022 nel quartiere di Barriera di Milano, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e ha visto la presenza sul set di venti professionisti locali e di circa quaranta attori torinesi. La pellicola si distingue per la sua cifra stilistica radicale: girato interamente in pellicola 16mm, con la camera fissa sul sedile del passeggero, il film offre un’esperienza visiva immersiva.

Il film racconta la storia di Marcella (interpretata da Giulia Mazzarino), una donna in profonda crisi personale e familiare, che tenta di ricostruire la propria vita dopo un incidente che sconvolge il rapporto con la figlia. In un gesto di ribellione e sopravvivenza, Marcella acquista un carro attrezzi e inizia un percorso di rinascita interiore.

Tra i premi che L’incidente e ha ottenuto nei mesi scorsi ricordiamo:

–  Grand Jury Award allo Slamdance Film Festival (USA)
–  Best Feature al Pendance Film Festival (Canada)
–  Miglior film nella sezione Shooting Star Features al Nòt Film Fest (Italia)
–  Selezione ufficiale al Molodist Kyiv International Film Festival (Ucraina)
–  Concorso ufficiale al Lucca Film Festival (Italia)
–  Due menzioni d’onore ricevute in Italia: una dal Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici Italiani e l’altra dalla rivista Cineforum, che hanno sottolineato il valore espressivo e la forza innovativa dell’opera prima di Garau.

1 Maggio 2025
News

Anteprima del nuovo film di Donatella Di Cicco

Il film di Donatella Di Cicco, dopo l’anteprima di maggio, è nuovamente programmato a Torino sabato 5 luglio alle 21,00 presso il CineTeatro Baretti (Via Giuseppe Baretti 4) alla presenza in sala della regista, del montatore Guglielmo Trupia di Enece e di Severine Petit del TorinoFilmLab; per prenotare gratuitamente clicca QUESTO LINK di Eventbrite.

L’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) promuove l’anteprima regionale del nuovo film di Donatella Di Cicco prodotto da Enece, Via Campegna 58, Scala I, Interno 8, 80421, Napoli (Italia 2024, 78′, DCP, col.), vincitore del Premio della Giuria all’ultima edizione di Filmmaker. La proiezione è in programma martedì 13 maggio alle ore 20.30 presso il Cinema Massimo di Torino (Via Verdi 18), con ingresso a 6,00 euro. Intervengono la regista Donatella Di Cicco, il produttore Tommaso Perfetti, il produttore e montatore Guglielmo Trupia, modera Valentina Noya progettista e Vice Presidente dell’AMNC.

In una casa che un tempo era piena di vita, gli oggetti ora giacciono in un tranquillo disordine, in attesa di essere toccati per l’ultima volta. Dopo la scomparsa di suo padre, la regista torna nella casa dove è nata e cresciuta. Attraverso le sue mani, i resti materiali della vita dei suoi genitori si trasformano in una forma di eredità immateriale che proietta nel futuro. La casa a Napoli, una volta la pietra angolare della sua esistenza, diventa ormai un’eco lontana, eppure la sua eredità risuona attraverso le sue figlie, dove i legami familiari vengono riconfigurati come una forza magnetica che unisce attraverso il tempo e lo spazio.

“Questi beni, una volta semplici strumenti, – dichiara la regista Donatella Di Cicco – si sono trasformati in cose amate accumulando strati di significato personale nel tempo. In questa transizione hanno trasceso la loro funzione quotidiana, diventando compagni tranquilli nella vita domestica riposti nei cassetti o osservati silenziosamente da armadi alti. Come nota Remo Bodei, le cose rappresentano nodi e relazioni con la vita degli altri, ponti di collegamento noi a storie individuali e collettive, legami di continuità tra generazioni. Nell’atto di chiudere la casa dei genitori, i bambini diventano gli ultimi testimoni di un mondo che, senza le loro cure, svanirebbe nell’oblio”.

Donatella Di Cicco è nata a Napoli e vive a Torino: è un’artista, fotografa e regista il cui lavoro esplora i problemi sociali realtà all’intersezione tra catalogazione antropologica e intimità personale. Dopo averla iniziata carriera nella fotografia, dove ha esaminato l’interazione tra finzione e realismo nel contemporaneo contesti della collettività e dell’individuo, la sua pratica si è gradualmente spostata verso immagini in movimento, con una crescente attenzione alle storie personali e intime.
Il suo primo film Molto visibile segretamente nascosto, vincitore del Premio per il Migliore documentario alla 27a edizione del Bellaria Film Festival, ha segnato l’inizio di una serie di progetti che si evolvono in un ampio racconto familiare, che spazia dal 2008 al suo ultimo lavoro, Via Campegna 58, Scala I, Interno 8, 80421, Napoli.
Attraverso la sua ossessiva esplorazione della sua vita privata, Di Cicco approfondisce temi universali come il dolore, la maternità e passaggi generazionali: tra i suoi film degni di nota figurano Daimon (2016), presentato al Biografilm Festival e Ventisette (2021), presentato in anteprima al Museo Nazionale del Cinema a Torino e alla Fondazione Merz. I suoi cortometraggi e video sono stati presentati in diversi contesti, tra cui il Laceno d’Oro Festival Internazionale del Cinema, Lago Film Festival, Filmmaker Festival, Museo Madre di Napoli, Cinemateca Uruguaya di Montevideo, Museo MACRO di Roma e Fondazione B.A.D. di Rotterdam.

1 Maggio 2025

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