Sabato 12 settembre 2026 è in programma l’appuntamento conclusivo del progetto Barriera ma sei piazza! presso l’area pedonale di Via Baltea 3 a Torino. Dalle ore 18:00 sono in programma laboratori creativi, merenda e musica a ingresso libero. Per maggiori informazioni segui il Canale WhatsApp per rimanere sempre aggiornatə sui prossimi appuntamenti.
Alle ore 21.00 è in programma una serata di cinema sotto le stelle con la proiezione gratuita del film d’animazione Il pianeta del tesoro di John Musker e Ron Clements (USA 2002, 95′). Una spettacolare storia di avventure e di coraggio. Ispirato al romanzo di Robert Luis Stevenson, L’isola de tesoro, tra effetti spettacolari e scene emozionanti si narra la storia di Jim Hawkins, ragazzo in cerca del suo destino che si ritrova in un’avventura che va oltre la sua immaginazione. Una leggendaria mappa ispira un’intergalattica caccia al tesoro nella quale Jim andrà alla ricerca della più grande fortuna dell’universo. Come un marinaio, a bordo di uno scintillante galeone solare, Jim diventa amico del cuoco di bordo John Silver e grazie alla sua guida preziosa scopre tutti i meccanismi di funzionamento di questa nave-esploratore spaziale. Combattendo per la loro vita nel pianeta del tesoro, Jim e il suo compagno di giochi Morph si incontrano con un divertente Robot chiamato Ben. Insieme con il severo capitano Amelia scopriranno un tesoro molto più grande di quello che avrebbero mai immaginato. Nella versione italiana è presente la canzone Ci sono anch’io cantata da Max Pezzali.
Per la realizzazione del cortometraggio dal titolo provvisorio Liberante, selezionato per il progetto Enigma Residente 2 dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC), sostenuto dal bando Per Chi Crea promosso dal Ministero della Cultura, SIAE e con la collaborazione di Film Commission Torino Piemonte, la produzione è alla ricerca dei seguenti profili:
• ROBY GIOVANE: età scenica 28 anni, ragazzo della campagna piemontese, ex operaio di fabbrica. Capelli ricci, non biondi; • CESARE: età scenica: 50-60 anni, corporatura alta ed esile. Barba e capelli lunghi, grigio/bianchi; • ROBY ANZIANO: età scenica 68 anni, uomo di montagna. Tratti duri, capelli ricci bianchi; • COMPARSE: uomini di età compresa tra i 20 e i 50 anni, dai tratti marcati e senza tagli di capelli moderni.
Non devono essere presenti tatuaggi visibili (mani, collo, braccia, gambe) che non possano essere coperti dai costumi dell’epoca o piercing.
La storia è ambientata in un carcere degli anni ‘80. Le riprese si svolgeranno tra il 21 e il 27 settembre 2026 tra Torino e la zona del Mombracco.
Torna Decolonizing Frames, il festival indipendente e multidisciplinare che attraversa cinema, arte, letteratura, ricerca, educazione e attivismo per interrogare il modo in cui conosciamo, raccontiamo e interpretiamo il mondo. Per accedere a tutti gli appuntamenti del festival e a questa proiezione è necessaria la tessera Arci; sarà possibile sostenere liberamente il festival attraverso un’offerta Up to You.
In collaborazione con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC), la proiezione del film También la lluvia di Icíar Bollaín inaugura la seconda edizione del festival. L’appuntamento è in programma mercoledì 9 settembre alle ore 18.30 presso il Magazzino sul Po (Via Murazzi del Po Ferdinando Buscaglione 18, Torino). Ambientato in Bolivia, il film intreccia la memoria del colonialismo con le sue eredità nel presente, aprendo una doppia riflessione: sullo sguardo di chi racconta e sulle forme di colonialità che continuano ad attraversare i territori e le loro storie.
También la lluvia è un’opera fortemente politica diretta dalla regista spagnola Premio Maria Adriana Prolo 2025, sceneggiata da Paul Laverty. Da racconto metacinematografico sulla lavorazione di un film su Cristoforo Colombo e, dunque, sull’inizio della dominazione spagnola, il film si trasforma in una denuncia del colonialismo neoliberista che a Cochabamba, nel 2000, portò a una vera e propria guerra per l’acqua. La privatizzazione dei servizi idrici da parte di Aguas del Tunari impose agli abitanti della città boliviana tariffe insostenibili e arrivò a vietare – come spiega con efficacia il titolo – anche la raccolta della pioggia. Rispetto ai due precedenti lungometraggi (Flores de otro mundo e Ti do i miei occhi), Luis Tosar regala a Bollaín un personaggio, Costa, che viene trasformato dagli eventi della vicenda e dall’incontro con Daniel, l’attivista indigeno interpretato con grande intensità da Juan Carlos Aduviri. Nel cast del film fa parte anche il celebre attore messicano Gael García Bernal; proiezione in lingua originale con sottotitoli in italiano curati da Giulia Avola.
A seguire talk con Valentina Noya in dialogo con Evis Millán, in collegamento dall’Argentina, per approfondire il rapporto tra cinema, rappresentazione e potere: chi racconta, chi viene raccontato e cosa scegliamo di (non) vedere?
Valentina Noya è Vice Presidente e progettista dell’AMNC; nel 2025 ha curato la pubblicazione Partire dalla realtà – Il cinema di Icíar Bollain. Evis Millán è attivista della comunità Mapuche Pillan Mahuiza, Evis Millán è impegnata nella difesa del territorio, dell’acqua e dei saperi della propria comunità e partecipa alla Pluriversidad, uno spazio di educazione e condivisione nato dalla volontà di riconoscere e mettere in dialogo forme diverse di conoscenza.
Nell’ambito della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza i Servizi Educativi del Museo Nazionale del Cinema e l’AMNC promuovono per venerdì 2 ottobre alle ore 9.30, presso il Cinema Massimo di Torino (Via Verdi 18), la proiezione gratuita del film Io Capitano di Matteo Garrone. Il film, premiato a Venezia e candidato agli Oscar come Miglior film internazionale, è un intenso racconto del viaggio di due giovani migranti verso l’Europa. Al termine del film seguirà un incontro di approfondimento sui temi dell’opera.
L’iniziativa si rivolge alle Scuole secondarie II grado del territorio; la partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria attraverso QUESTO LINK
Io Capitano racconta il viaggio avventuroso di due giovani, Seydou e Moussa, che lasciano Dakar per raggiungere l’Europa. Un’Odissea contemporanea attraverso le insidie del deserto, gli orrori dei centri di detenzione in Libia e i pericoli del mare. “Io Capitano – dichiara il regista Matteo Garrone – nasce dall’idea di raccontare il viaggio epico di due giovani migranti senegalesi che attraversano l’Africa, con tutti i suoi pericoli, per inseguire un sogno chiamato Europa. Per realizzare il film siamo partiti dalle testimonianze vere di chi ha vissuto questa odissea contemporanea e abbiamo deciso di mettere la macchina da presa dal loro punto di vista, in una sorta di controcampo rispetto alle immagini che siamo abituati a vedere dalla nostra angolazione occidentale, nel tentativo di dar voce, finalmente, a chi di solito non ce l’ha”.
Giovedì 27 agosto alle 20.30 il film Souvenir de Parisdi Claudio Paletto sarà presentato in concorso nella sezione Short Dox del MakeDox, festival internazionale dedicato al documentario di creazione. Il film verrà proiettato, alla presenza dell’autore, nella suggestiva cornice del Kurshumli An, storico caravanserraglio del XVI secolo nel cuore di Skopje, capitale della Macedonia del Nord. Dopo l’anteprima mondiale al 43° Torino Film Festival e la selezione a Filmare la Storia, Souvenir de Paris si confronta con il pubblico del 17° MakeDox, punto di riferimento per il mondo del documentario, con i suoi dibattiti, eventi e masterclass, con un ricco programma incentrato sul cinema engagé e sulla ricerca di nuovi linguaggi.
Souvenir de Parisè uno dei lavori più radicali di Claudio Paletto: il racconto torna indietro nel tempo e attraverso la storia di uno dei tanti italiani espatriati a Parigi negli anni ’80, ci riporta al dramma di chi oggi, nelle nostre città, è costretto a vivere senza documenti, senza diritti, invisibile. Tutto parte da un’audiocassetta registrata negli anni ’90 a Parigi, un’intervista a un amico, un rifugiato politico. Il film è un flusso di immagini d’archivio rielaborate secondo un percorso artistico che il regista porta avanti da anni. Fotogrammi di realtà volutamente disturbati e disturbanti, che l’autore presenta così:“Ho voluto lavorare su due tipi di materiali d’archivio, estremamente diversi tra loro. Da un lato i bellissimi e banalissimi filmati di famiglia, quelli che qualunque italiano che sirecasse a Parigi, una quarantina d’anni fa, portava a casa. Dall’altro lo sguardo sensibile e le inquadrature che, negli stessi anni, un maestro del cinema indipendente come Armando Ceste, ci ha lasciato nei girati di due suoi film. Sono intervenuto sulle immagini, non solo attraverso il montaggio, ma in modo visivamente radicale, d’autore. Penso fosse l’unica strada per restituire, attualizzandole, tutte le lacerazioni vissute nel raccontare una storia così privata e al tempo stesso universale.Non è un film che parla di politica, è un film politico.”
Sinossi: un’audiocassetta ritrovata. Un’intervista inedita, realizzata nei primi anni ‘90, a un rifugiato italiano a Parigi. Una Parigi vista attraverso i filmati amatoriali di famiglie in vacanza e lo sguardo autoriale di Armando Ceste, maestro di cinema militante. Una storia privata, vecchie immagini che affiorano a fatica, tra disturbanti frammenti di muri e i cartelloni strappati di una Torino odierna, per parlarci delle “esistenze strappate” dei tanti che, privi di documenti, oggi come ieri, vivono “fuori luogo” nelle nostre città.
Claudio Paletto (Torino 1954), tra i protagonisti della nuova scena di videomaker torinesi, nei primi anni ’80 crea, con Mimmo Calopresti, l’etichetta indipendente West Front Video con cui realizza video, spesso collettivi e autoprodotti, che riscuotono immediato interesse di critica e pubblico. La sua filmografia conta un’ottantina di lavori proiettati, fra gli altri, al Torino FilmFestival, al Rotterdam International Film Festival, al Bellaria Film Festival, al Centre International de Création Vidéo Montbéliard, al Festival del Cinema Europeo di Lecce, al Festival International du Film Court et du Documentaire de Casablanca, in rassegne a Berlino, Madrid, Parigi, Banja Luka, Tunisi, New York, negli Istituti di Cultura, nelle università, nei centri sociali. Organizzatore culturale, è tra i fondatori a Torino del mitico Hiroshima Mon Amour, di cui cura la programmazione musicale dei primi anni. Sempre a Torino, al Circolo Culturale Amantes per oltre un decennio conduce Strane Visioni, un format dedicato all’incontro con registi indipendenti locali e nazionali. Ha maturato esperienze nel campo dell’insegnamento, scritto testi per libri, curato cataloghi, ideato e realizzato immagini per installazioni d’arte, spettacoli, mostre e allestimenti museali non tradizionali. Come artista le sue opere sono state esposte in mostre personali e hanno partecipato alla Biennale Architettura; è stato tra i fondatori dell’associazione StreeenLab Aps, per la quale continua a curare, spesso in collaborazione con importanti istituzioni culturali, rassegne di cinema indipendente.
Souvenir de Parisè stato realizzato grazie al sostegno dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema,Archivio Armando Cestee la collaborazione di Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia.
Care Amiche e cari Amici, da quattro anni, nell’ambito dei festival curati dall’AMNC LiberAzioni e Lavori in Corto, viene assegnato un premio speciale in denaro dedicato a Marina Panarese, rivolto a giovani registe e registi stranieri residenti in Italia o di seconda e terza generazione, un riconoscimento nato nel 2023 quando è stato premiato un giovane regista cinese, proseguito nel 2024 con la vittoria di un autore sperimentale italo-brasiliano, mentre l’anno scorso ad aggiundicarselo è stata a un’artista ucraina.
Per l’11a edizione di Lavori in Corto sono stati selezionati una giovane regista nata a Torino da genitori marocchini, un’autrice italo-romena, un filmmaker filippino di seconda generazione e una regista iranianache presenteranno i loro film tra il 18 e il 20 settembre 2026 al Centro Studi Sereno Regis. Valorizzare questa pluralità di sguardi arricchisce la proposta culturale dei nostri festival e ci restituisce la necessità di portare avanti questo Premio, unico nel panorama del cinema italiano, volto all’inclusione e al dialogo interculturale.
A differenza delle prime due edizioni, quest’anno non abbiamo vinto un bando pubblico oltre ad aver raccolto poche donazioni che non ci permettono di rendere sostenibile il progetto: per questo motivo, per supportare il Premio Marina Panarese 2026 vi chiediamo gentilmente di aiutarci facendo una donazione, anche simbolica, sul conto corrente dell’AMNC:
IBAN IT98L0200801104000003355101 intestato all’Associazione Museo Nazionale del Cinema ETS, c/o Unicredit Banca, Agenzia Torino Statuto, scrivendo nell’oggetto donazione Premio Marina Panarese
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