Lo scorso 16 settembre, in occassione della prima giornata del festival Lavori in Corto, grazie alla proiezione del film Heroes and Heroines accompagnata in sala dagli Danilo Monte e Filippo Papini al Centro Studi Sereno Regis, l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) ha raccolto 360,00euro che sono stati donati ad Apeiron ODV per i progetti attualmente attivi in Nepal a favore delle comunità colpite dall’alluvione.
Ringraziamo il pubblico e il pubblico per la generosità e ricordiamo che è sempre sostenere Apeiron ODV attraverso le seguenti modalità:
bonifico bancario sul c/c intestato ad Apeiron ODV presso BANCA INTESA SANPAOLO IBAN: IT22Q0306909606100000103529
> Giuria Giovani del festival Lavori in Corto 2026, realizzata in collaborazione con Frullarte, composta da Damiano Barbieri, Anita Perico, Rosa Pinto, Alessandro Bello e Guglielmo Mattiazzo
Grazie al coinvolgimento diretto dei protagonisti che interpretano se stessi, il film riesce a entrare in sintonia con lo spettatore in modo naturale e spontaneo. Il cortometraggio intreccia il tema dell’amicizia con la condivisione di passioni e interessi, costruendo una storia autentica e coinvolgente, riuscendo anche a rendere un originale omaggio al cinema: la Giuria Giovani assegna una menzione speciale a Noi cosa siamo di Greta Domenica Esposito
Con grande delicatezza il film affronta due temi profondamente umani: la solitudine e il prendersi cura. In pochi minuti e attraverso pochissime parole, il cortometraggio riesce a emozionare e a far riflettere, senza mai ricorrere a una retorica forzata. Lo spettatore si ritrova così a chiedersi se sia davvero “solo una pianta”. Ecco allora che il gesto finale del protagonista che trova un posto per qualcosa che nessuno vuole, assume un significato profondo: un piccolo atto di resistenza all’indifferenza. Perché, in fondo, lui sa che non è solo una pianta. La Giuria giovani che assegna il premio Vittorio Arrigoni da 1.000 euro destinato a regist* under35 grazie al sostegno di Nova Coop a È solo una pianta di Giovanni Morganti e Matteo Scapin
> Giuria Lacumbia Film del festival Lavori in Corto 2026 coordinata da Angelo D’Agostino
Per la delicatezza con cui racconta la distanza, l’assenza e il senso di appartenenza sospesa, restituendo l’intimità di una vita divisa tra due mondi, grazie anche all’interpretazione della protagonista, Lacumbia Film assegna una menzione speciale al film Sa Pagitan di Axl Bon Fuentes
Per la capacità di coinvolgere lo spettatore grazie a un equilibrio tra le inquadrature, la voce narrante e la colonna sonora, e di raccontare il cambiamento urbano restituendo la voce di un luogo sospeso tra memoria e presente, il Premio Lacumbia Film che consiste nella messa a disposizione della sala greenscreen per due giornate presso la sede dell’Associazione Lacumbia Film per un valore commerciale 500 euro va al film L’ultima goccia di Luca Leone Silvestri
> Il premio Marina Panarese del festival Lavori in Corto 2026 dedicato a regist* stranier* o di seconda generazione sarà assegnata da una giuria composta dai primi tre vincitori di questo riconoscimento, ovvero l’artista ucraina Oleksandra Horobets, il film-maker sperimentale italo-brasiliano Nikolas Candido e il regista cinese Xin Alessandro Zheng.
Il film solleva questioni fondamentali su una protagonista divisa tra due mondi che cerca faticosamente di conciliare. Il percorso narrativo del film fa risuonare in noi diversi tipi di disuguaglianze strutturali e ci mette in guardia contro l’indifferenza. Marina Panarese, che dà anche il nome a questa menzione speciale, si è sempre battuta per la causa del ricongiungimento delle famiglie straniere, cinesi e filippine, con i propri figli. Per onorare il suo nome, anche per questo motivo le viene assegnata la menzione speciale Marina Panarese al film Sa Pagitan di Axl Bon Fuentes
Il generoso sguardo della regista armonizza forma e contenuto e ci trasporta nel dolore per la perdita di un padre. Il film dimostra un’apertura verso la questione intersezionale, dove lo sguardo della protagonista dialoga con un uomo la cui storia rimanda alla guerra e alla questione dello straniero che lotta per la propria vita attraverso tutto ciò che gli resta: la fede. In questo bellissimo percorso narrativo, riscopriamo qualcosa di prezioso e allo stesso tempo fragile e a rischio di scomparire: l’alterità e l’empatia.Il Premio Marina Panarese da 1.000 euro, reso possibile da una campagna di crowdfunding al film Correnti di Ikram Chaffoui
> La giuria del festival Lavori in Corto 2026 che assegna il primo Premio Armando Ceste è composta da Donatella Di Cicco, Francesca Luana Calia, Adna Čamdžić, Massimo D’Amico ed Edoardo Peretti
Per il rigore della costruzione e la cura delle immagini e per aver raccontato con intensità e misura la condizione di chi vive sospeso tra l’approdo e il ritorno, tra il bisogno di appartenere e l’impossibilità di ritrovare la propria casa. Attraverso la storia di Musa, giovane rifugiato siriano che tenta di costruire una barca per raggiungere i genitori, Largo ci interroga sul significato profondo della prossimità, intesa come capacità di assumersi una responsabilità verso l’altro anche quando la sua esperienza resta distante dalla nostra. Un’opera che ci ricorda come la democrazia si misuri anche dalla capacità di non lasciare sole le persone nei loro desideri, nelle loro ferite e nelle loro speranze, interrompendo la continuità della violenza a cui siamo esposti. La Giuria assegna una menzione speciale al film Largo di Salvatore Scarpa e Max Burgoyne-Moore
Per la capacità di raccontare la guerra a partire dalla dimensione più concreta e fragile dell’esperienza umana: il corpo. Attraverso gesti di cura, mani che toccano, corpi feriti e cicatrici, il film costruisce uno spazio in cui la distanza tra chi cura e chi è stato ferito si annulla. La guerra emerge tramite il silenzio di chi rimane, dopo la tempesta, lontano dalle immagini spettacolari del conflitto e dalla rappresentazione eroica del combattente. Il cinema diventa così uno strumento di ascolto e di vicinanza, facendo si che la distanza e il passare del tempo non rendano il dolore qualcosa di astratto. Con uno sguardo rigoroso e partecipe il film restituisce alla parola prossimità il suo significato più profondo, il voler essere accanto all’altro, riconoscerne la vulnerabilità e condividere con lui la possibilità di tornare a vivere. La Giuria assegna il primo premio Armando Ceste da 1.500 euro in parte sostenuto dalla Biennale della Prossimità al filmHands, Trees, Heads, Scarsdi Alberto Gottardo e Francesca Sironi
Mercoledì 16 settembreore 20.30 | Centro Studi Sereno Regis Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino – ingresso libero
Heroes and heroines di Filippo Papini e Danilo Monte (2010, 49’), ingresso Up to You a sostegno di Apeiron ODV per l’emergenza in Nepal; prenotazione su Eventbrite attreverso QUESTO LINK. Heroes and Heroines è un documentario d’osservazione girato in Nepal all’inizio del 2010. Un’infermiera, un gruppo di bambini di strada nepalesi, la loro giornata tipo nel centro storico di una spietata Kathmandu intorno a Durbar Square. Con loro, tra di loro. Il risveglio, il freddo, la ricerca di colla da sniffare. I giochi, le risate, drammatici ruoli della strada e la notte. Le incredibili condizioni di vita. Il fascino e la libertà della strada. L’esistenza di un gruppo di persone che sopravvive in una città assente, una moderna metropoli medievale che li ignora.
Giovedì 17 settembre ore 20.30 | Centro Studi Sereno Regis, Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino – ingresso libero
Ciao bambino di Edgardo Pistone (2024, 100’), interviene il regista; prenotazione su Eventbrite attraverso QUESTO LINK. Sul finire dell’estate dei suoi diciannove anni Attilio (Marco Adamo), un ragazzo che vive nel rione Traiano, un quartiere popolare di Napoli, viene incaricato di proteggere Anastasia (Anastasia Kaletchuk) una giovane prostituta ucraina. Attilio, senza poterlo ammettere apertamente, se ne innamora. Quando il padre esce dal carcere ed è costretto a ripagare un debito consistente, Attilio si trova a scegliere tra l’amore per la ragazza e quello per il padre, mettendo in gioco la sua libertà e la sua vita fino a quel momento.
Venerdì 18 settembre ore 20.30 | Centro Studi Sereno Regis, Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino – ingresso libero
Noi cosa siamo di Greta Domenica Esposito; il film nasce da un percorso di oltre un anno con gli attori, tutti ragazzi con disabilità che interpretano se stessi. L’incontro è stato inaspettato e ha guidato l’intero processo creativo, mantenendo al centro la loro spontaneità e i loro vissuti. La narrazione oscilla tra realtà e finzione: quasi tutto è vero e si costruisce un racconto a metà tra cinema e documentario.
Aspiebicerin – Abitanti di Via Baltea di Stefano Tuzza; documentario che racconta l’omonimo spazio di aggregazione tramite un progetto di riqualificazione durato un anno, il progetto AspieO2, in collaborazione con vari partner e con il Gruppo Asperger Piemonte che insieme ai ragazzi e ragazze aderenti ha dato l’opportunità di costruire un percorso di crescita di sé stessi e dello spazio, luogo di ritrovo per le attività e per sentirsi a proprio agio.
Fuggiamo lontano realizzato dalle studentesse e dagli studenti dell’Istituto Kennedy di Monselice (PD); un film tutto a base d’archivio che racconta il viaggio attraverso 4 storie di adolescenti che immaginano di andare nel luogo dei propri sogni con una figura cara accanto: il cane, il fratello, la mamma e l’amica. Le voci di Sara, Matteo, Serena ed Alessandro s’intrecciano con immagini apparentemente lontane da loro, scatenando una collisione spazio-temporale in cui i sentimenti esplodono fuori dal tempo.
Sa Pagitan di Axl Bon Fuentes; Odessa è una donna filippina che vive e lavora in Italia. È partita per garantire un futuro migliore alla figlia rimasta nel paese d’origine, portando con sé la promessa di un ritorno e il peso di una distanza quotidiana. Le sue giornate scorrono tra lavori precari, silenzi e piccole attese, in una realtà in cui è sempre presente ma raramente riconosciuta. La lingua, il lavoro e la lontananza affettiva segnano la sua esperienza, costruendo una condizione di sospensione costante: Odessa non appartiene più completamente al luogo che ha lasciato, ma non è pienamente parte di quello in cui vive. Tra telefonate che accorciano e allo stesso tempo amplificano la distanza, spazi di solitudine e brevi momenti di memoria, il suo tempo si divide tra qui e altrove.
La riga in mezzo di Martin Basile; cortometraggio di finzione che esplora il confine invisibile tra cura genitoriale e ossessione del controllo. Tudor, un operaio edile, applica alla riga dei capelli di sua figlia Sara la stessa precisione millimetrica che utilizza sui muri del cantiere. Ogni mattina ripete quel gesto ossessivo, convinto di proteggerla. Ma quando la sua ricerca di stabilità si trasforma in una gabbia che imprigiona anche Sara, Tudor deve trovare il coraggio di spezzare la propria simmetria per salvare il loro legame. Una storia sulla prossimità che diventa distanza, e sul prezzo del controllo.
Sabato 19 settembreore 20.30 | Centro Studi Sereno Regis, Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino – ingresso libero
Guardare oltre di Marco Spanu; tra la Sardegna degli anni Settanta e il presente, il film ricostruisce il legame tra Virginia e sua figlia Alessandra. Dopo una diagnosi che sembra chiudere ogni possibilità, una madre rifiuta l’idea di perdere la figlia. A partire dall’archivio fotografico familiare, il documentario ripercorre una storia di prossimità, nella quale curare e perseverare diventano modi per guardare oltre ostacoli apparentemente insormontabili, immaginando un nuovo progetto di vita.
Beirut addio – Cantando sotto le bombedi Jean-Claude Chincheré; l’incredibile storia del cantante italiano Joe Diverio, si intreccia con quella della guerra civile libanese. Il 1982 segna la vita di Joe, l’Italia vince i Mondiali e la guerra a Beirut infuria.
Largo di Salvatore Scarpa e Max Burgoyne-Moore; Musa, un giovane rifugiato siriano in affidamento nel Regno Unito, tenta di costruire una barca e salpare verso casa per ritrovare i genitori.
Il Rais oggi resta a casa di Sara Basta, Miriam Goi e Maria Luisa Usai; un dialogo tra immagini d’archivio, Super 8 contemporaneo, e pratiche partecipative. Lo sguardo si posa su una comunità di donne che abita l’isola di San Pietro con coraggio, curiosità verso l’altrove, e dedizione al lavoro come forma di autodeterminazione. L’osservazione del rituale tipicamente maschile della mattanza dei tonni cede deliberatamente il passo ad altre forme di relazione: quelle tra figure femminili e mare, in una sinfonia di alleanze, paesaggi naturali e costruzione comunitaria.
L’ultima goccia di Luca Leone Silvestri; un giovane raggiunge il quartiere di Bovisa, periferia nord di Milano. È in cerca di un bosco al centro del quartiere, sorto dai residui industriali e rimasto protetto grazie a una linea di binari che gli ruota attorno, formando una goccia. Incontrerà un uomo, Angelo, che si offrirà di fargli da guida. I gasometri saranno al centro del viaggio.
La videoteca di Maximilien Dejoie; breve documentario riflessivo che racconta la vita e l’eredità di un videonoleggio di quartiere, un tempo fiorente punto di ritrovo per amanti del cinema e sognatori. Attraverso le storie personali dei suoi proprietari e i ricordi del regista, cresciuto tra quegli scaffali, il film diventa una meditazione sul cinema, la comunità e il passare del tempo. Mentre la videoteca svanisce, dall’obsolescenza emerge una domanda potente te: in un’epoca di streaming infinito e di spazi fisici in via di sparizione, anche i cineasti rischiano di diventare obsoleti?
Domenica 20 settembreore 17.00 | Centro Studi Sereno Regis, Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino – ingresso libero
Radio solaire – Radio diffusion rurale di Francesco Eppesteingher e Federico Bacci (2025, 70’) e consegna della quarta edizione del Premio Giovanni Panosetti; intervengono Federico Bacci e il montatore Massimiliano Bartolini, a seguire masterclass sull’utilizzo delle immagini d’archivio; prenotazione su Eventbrite attraverso QUESTO LINK
“Dare la voce ai senza voce”: questa è stata la rivoluzione di Giorgio Lolli, ex operaio e sindacalista bolognese, tecnico autodidatta delle radio libere. Nei quarant’anni vissuti in Africa, ha costruito oltre 500 emittenti dal Togo al Mali, dal Senegal al Burkina Faso: con la sua impresa Solaire, è il primo a installare radio FM, utilizzando trasmettitori a bassa potenza e alla portata di tutti, dando voce anche alle comunità delle zone più isolate. Ma l’opera di Lolli non si ferma qui: fonda infatti scuole gratuite per radiotecnici, formando giovani africani che oggi lavorano in autonomia. Il documentario alterna immagini d’archivio e riprese contemporanee, seguendo il viaggio del suo “discepolo” Abdrahmane Cissoko attraverso il Senegal, dove realizza l’ultimo desiderio del suo maestro: creare una radio al confine tra Senegal, Mali e Mauritania, pensata per i giovani migranti. La narrazione si chiude in Italia, con la creazione di Radio Solaire Livorno, una radio pirata pensata per una comunità multietnica toscana. Un ponte ideale tra Africa e Italia, passato e presente, onde radio e relazioni umane.
Domenica 20 settembreore 20.30 | Centro Studi Sereno Regis, Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino – ingresso libero
Correnti di Ikram Chaffoui; una giovane donna, Sofia, cerca di affrontare il dolore per la perdita del padre e di trovare una nuova direzione nella vita. Un incontro inaspettato lungo il fiume, con un uomo dalle origini lontane, la guida verso una speranza ritrovata, aiutandola ad accettare il presente anche in mezzo alle difficoltà. Un racconto sulla prossimità come cura: due solitudini che si incontrano e si riconoscono.
È solo una pianta di Giovanni Morganti e Matteo Scapin; un uomo vicino alla morte cerca una nuova dimora per la sua amata piantina. Davanti all’indifferenza altrui, trova da sé un luogo più che mai adatto.
Heads, trees, hands, scars di Alberto Gottardo e Francesca Sironi; una breve meditazione sulla cura, l’ascolto e la speranza attraverso le cicatrici e la pelle. Alberto Gottardo e Francesca Sironi proseguono la loro ricerca sulle relazioni sulla salute, osservando in silenzio i gesti di conforto di una sessione di massoterapia guidata da un gruppo internazionale di volontari per soldati ucraini amputati nel più grande centro di riabilitazione dell’Ucraina, a Leopoli. Sergei e i suoi compagni lasciano che trattino le loro cicatrici.
Atalaya di Elena Rebeca Carini; nel 2021, il vulcano Cumbre Vieja è entrato in eruzione a La Palma (Isole Canarie), devastando per 85 giorni case e vite lungo il suo percorso. In mezzo a questo caos, Beatriz, una tenace isolana, offre una prospettiva straordinaria. Sebbene l’eruzione abbia distrutto il suo vigneto e la sua casa, non nutre alcun risentimento. Al contrario, condivide una visione profonda e poetica del complesso legame tra gli esseri umani e la terra. Il film è un documentario sperimentale, guidato dall’eclettica Beatriz e da un mondo audiovisivo unico, costruito attraverso immagini microscopiche e suoni a bassa frequenza della natura circostante, che ci fa riscoprire e riflettere sul significato di vivere all’ombra di una forza così potente e imprevedibile, e sul legame con essa.
Zona Cesarini di Maryam Rahimi; Mina, una madre sorda, vive una quotidianità silenziosa e ordinaria con suo figlio. Un giorno, mentre pulisce la finestra, intravede nel palazzo di fronte un giovane ragazzo con una corda e una sedia accanto. Intuisce immediatamente il pericolo. Inizia così una corsa contro il tempo per intervenire e salvare la vita del ragazzo, nonostante i limiti della sua condizione. Un dramma umana che si gioca tutto…in Zona Cesarini.
Martedì 22 settembreore 20.00 | Giardino della Magnolia, Via S. Giuseppe Benedetto Cottolengo 24A, Torino – ingresso libero
Concerto Mondi di Musica e a seguire Tutto quel che resta di te di Cherien Dabis (2025, 145’) nell’ambito del Festival dell’accoglienza; prenotazione su Eventbrite attraverso QUESTO LINK. Cisgiordania, 1988. Un adolescente palestinese si unisce con determinazione alle proteste locali contro i soldati israeliani. Improvvisamente la scena si blocca e, con fervore e angoscia dipinti sul volto, la madre si rivolge a noi – testimoni dei capitoli bui del secolo scorso e di questi giorni – per iniziare a raccontare la storia di tre generazioni di una famiglia sradicata, a partire dal 1948, quando le organizzazioni paramilitari sioniste espulsero più di 700.000 palestinesi dalle loro case. Una cronaca epica della lotta di una famiglia per rimanere unita e preservare la propria dignità di fronte alle forze d’invasione israeliane, che abbraccia gli ultimi 80 anni della storia della Palestina.
Martedì 29 settembreore 20.00 | Giardino della Magnolia, Via S. Giuseppe Benedetto Cottolengo 24A, Torino – ingresso libero
20.00 Concerto Mondi di Musica e a seguire La storia di Souleymane di Boris Lojkine (2024, 93’) nell’ambito del Festival dell’accoglienza, prenotazione su Eventbrite attraverso questo LINK. Souleymane è un ragazzo della Guinea, migrante senza documenti, rider che pedala determinato e consegna cibo a domicilio mentre studia per superare l’esame che gli permetterà di ottenere lo status di rifugiato. 48 ore di vita, tra clienti ingrati, sfruttatori che chiedono il pizzo, contrattempi ed inseguimenti di autobus che non lo aspettano, in attesa di quell’appuntamento presso l’Ufficio francese per la protezione dei rifugiati e degli apolidi (OFPRA) per la richiesta di asilo. Premio della Giuria e per il Migliore attore nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes del 2024.
Da martedì 29 settembre a giovedì 1 ottobredalle 8.30 alle 16.30 | Atrio del Comune di Rivoli, C.so Francia 98, Rivoli (TO) – ingresso libero
Proiezione in loop su tre schermi a tubo catodico di BOLOGNA di Alberto Ruffino (2023, 45’); giovedì 1 ottobre alle 17.45 proiezione alla presenza dell’autore. Il film montato su tre schermi ripercorre la cronaca fedele del 2 agosto 1980, a partire dalle immagini girate alla Stazione di Bologna venti minuti dopo l’esplosione, fino a tarda notte, con il ritrovamento del cratere dell’esplosione. Le immagini documentaristiche sono integrate da molteplici materiali d’archivio composte da stralci dei telegiornali dell’epoca, immagini di costume, filmini familiari in formato Super8, ma anche da frammenti della programmazione televisiva di quel periodo. La struttura portante del film è caratterizzata dal sonoro attraverso la sequenza dei Giornali Radio, con le varie edizioni straordinarie, ma anche attraverso le comunicazioni radio tra i tassisti bolognesi, alcuni dei quali, come si ricorda, investiti in pieno dall’esplosione. Evento realizzato in collaborazione con la Città di Rivoli.
Venerdì 2 ottobre ore 9.30 | Cinema Massimo, Via Giuseppe Verdi 18, Torino
Io Capitano di Matteo Garrone (2023, 121’); proiezione gratuita per le scuole EVENTO ESAURITO. “Io Capitano – dichiara il regista Matteo Garrone Leone d’argento a Venezia e candidato agli Oscar come miglior film internazionale – nasce dall’idea di raccontare il viaggio epico di due giovani migranti senegalesi che attraversano l’Africa, con tutti i suoi pericoli, per inseguire un sogno chiamato Europa. Per realizzare il film siamo partiti dalle testimonianze vere di chi ha vissuto questa odissea contemporanea come Mamadou Kouassi e abbiamo deciso di mettere la macchina da presa dal loro punto di vista, in una sorta di controcampo rispetto alle immagini che siamo abituati a vedere dalla nostra angolazione occidentale, nel tentativo di dar voce, finalmente, a chi di solito non ce l’ha”. Al termine del film, incontro di approfondimento sui temi del fim.
Venerdì 2 ottobre ore 21.00 | Sermig Arsenale della Pace, P.zza Borgo Dora 61, Torino – ingresso libero
Proiezione dei vincitori di Lavori in Corto nell’ambito della Biennale della Prossimità 2026; il programma verrà comunicato dopo il 20 settembre
Mercoledì 7 ottobreore 21.00 | Sa Lolla, C.so Umbria 28, Torino – ingresso libero
La ragazza di Via Millelire di Gianni Serra (1980, 110’); prenotazione su Eventbrite attraverso QUESTO LINK; la proiezione sarà preceduta alle 19.00 da un incontro dedicato ai giovani nelle periferie di ieri e di oggi. Il film segue la vita di Betty (Oria Conforti), tredicenne immigrata dal Sud e residente nella periferia torinese, in via Domenico Millelire, a due passi da Via Artom; ha alle spalle una famiglia difficile: una madre ambulante, fratelli e sorelle a non finire e il padre detenuto in carcere. Intorno, un ambiente degradato dove prevalgono droga, violenza e prostituzione. La ragazza si muove in questo contesto fuggendo continuamente dalla famiglia, dalle brevi relazioni affettive, dai Centri d’incontro e dai riformatori.
Raccontare ciò che si ha vicino è, solitamente, la scintilla iniziale che muove il cinema indipendente. È l’esigenza di mostrare un’esperienza diretta, oppure testimoniare una storia che non è la propria. La prossimità, del resto, è una pratica di democrazia profonda, fondamentale soprattutto in un momento di incertezza globale dove il richiamo a questa dimensione è la riappropriazione della possibilità di agire.
Entra nel vivo Lavori in Corto, festival nazionale giunto all’undicesima edizione, in programma dal 16 settembre al 7 ottobre in diversi luoghi di Torino. promosso da AMNC – Associazione Museo Nazionale del Cinema, il festival ha scelto questo tema in condivisione con la Biennale della Prossimità che si svolgerà a Torino dall’1 al 3 ottobre.
Quanti documentari iniziano con l’autore senza la macchina da presa, costruendo una relazione profonda con le persone che vuole raccontare? Quanti attori, per calarsi nel personaggio, entrano in quello che sarebbe il suo ambiente? Quando è stata scelta Torino come sede della Biennale della Prossimità 2026, per l’AMNC è stato naturale pensare di condividere un percorso, provare a dare la versione del cinema giovane e indipendente intorno a un tema sociale di cui la biennale propone molteplici aspetti ed esperienze.
Ad aprire, il 16 settembre (Centro Studi Sereno Regis, ore 20.30), sarà Heroes and Heroines di Filippo Papini e Danilo Monte, opera che racconta la vita quotidiana di Katmandu, capitale del Nepal. L’evento, con ingresso up to you e prenotazione su Eventbrite, raccoglierà fondi a sostegno dell’emergenza in Nepal che sarà destinata ad Apeiron ODV. A chiudere, invece, sarà la pellicola La ragazza di Via Millelire di Gianni Serra (Sa Lolla, 7 settembre, ore 21), opera del 1980, diventata un cult, che è stata recentemente restaurata dalla Rai. Per assistere alla proiezione è necessaria la prenotazione su Eventbrite.
Il festival intreccia il proprio lavoro alle residenze dedicate a 30 giovani artiste e artisti, grazie al progetto Enigma Residente 2, sostenuto dal bando Per Chi Crea e promosso dal Ministero della Cultura e SIAE. A Torino, al Centro Studi Sereno Regis, nei giorni di Lavori in Corto arriveranno importanti ospiti del panorama cinematografico: la sceneggiatrice Anita Otto, il produttore Carlo Cresto-Dina, la scenografa David di Donatello Paola Bizzarri, il regista Globo d’Oro Edgardo Pistone, la montatrice Cristina Monti e il DOP Paolo Rapalino.
Si aggiungono collaborazioni con le scuole, come la proiezione di Io Capitano per la Giornata della memoria e dell’accoglienza (2 ottobre), e la video installazione presso il Comune di Rivoli che, per ricordare la strage dalla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, proietterà il doc BOLOGNA di Alberto Ruffino dal 29 settembre al 1° ottobre. Ci sono poi altri due eventi in collaborazione con il Festival dell’Accoglienza; due film dedicati alla storia della Palestina e al lavoro invisibile dei migranti in Europa. Si tratta di Tutto quello che resta di te di Cherien Dabis (Germania/Palestina/Giordania/Cipro, 2025, 145’), in programma il 22 settembre alle ore 20 presso il Giardino della Magnolia (via Cottolengo 24/A, ingresso libero con prenotazione), e poi di La storia di Souleymane di Borsi Lojkine (Francia, 2024, 93’) il 29 settembre sempre al Giardino della Magnolia alle 20, con le stesse modalità di ingresso.
Nel programma, spicca l’attribuzione della quarta edizione del Premio Giovanni Panosetti a Radio Solaire – Radio Diffusion Sociale di Federico Bacci, Francesco Eppesteingher e il montaggio di Massimiliano Bartolini(Centro Studi Sereno Regis, 20 settembre, ore 17), storia di Giorgio Lolli, tecnico bolognese e pioniere delle radio libere che ha fondato oltre 500 emittenti comunitarie in Africa, con la formazione di personale tecnico locale e fornendo informazione di base e di servizio per intere comunità.
«Nei 16 cortometraggi selezionati, il tema della prossimità è stato interpretato in modi molto diversi e personali, anche se alcuni elementi comuni sono rintracciabili», spiega Vittorio Canavese, direttore artistico di Lavori in Corto. «Se pensiamo ai luoghi – prosegue – che definiscono l’ambito di prossimità delle persone, titoli come Atalaya e L’ultima goccia colgono il rapporto del territorio con chi lo abita, il primo mostrando come l’interesse scientifico possa legare a uno spazio, il secondo come anche un contesto urbano che sta per trasformarsi debba essere ricordato per le vite che ha visto svolgersi; anche luoghi possono essere evocati e acquisire valenza simbolica come in Fuggiamo lontano o, tramite il ricordo, accompagnare la formazione di un giovane al punto da motivarne le scelte di vita ne La Videoteca. Il ricordo legato ai luoghi è al centro di Beirut addio – Cantando sotto le bombe, con la testimonianza nostalgica di un lungo periodo di vita per un territorio più volte martoriato e Il Rais oggi resta a casa che ricostruisce un ambiente sociale e lavorativo con materiali di archivio di grande presa».
I cortometraggi in concorso spaziano su diversi temi e toccano il territorio. «Aspiebicerin – Abitanti di Via Baltea racconta il senso di un luogo di solidarietà – aggiunge Vittorio Canavese – e cura dal punto di vista di chi si prende cura e di chi viene accolto, mentre in Noi cosa siamo è il gruppo che si mette in gioco e scatena la propria creatività. Andando verso forme più personali, Guardare oltre è la storia di un percorso di cura di una madre per la figlia. In Heads, trees, hands, scars vediamo le conseguenze della guerra su un uomo, ma anche l’organizzazione per prendersene cura, fisicamente e psicologicamente.
«La necessità di relazioni umane è interpretata da molteplici titoli, a dimostrazione come la prossimità sociale sia un bisogno forte in tutte le generazioni. In Correnti troviamo l’elaborazione del lutto come anche, stavolta inconsapevolmente, in Largo: in entrambi i casi la soluzione è il confronto, l’avvicinarsi all’altro. È solo una pianta racconta una storia minima di solitudine che non trova conforto. Zona Cesarini è un racconto di prossimità fisica e di solidarietà improvvisa e toccante, mentre i legami e i condizionamenti dovuti all’ambiente lavorativo sono raccontati da La riga in mezzo e Sa pagitan, testimonianze opposte di inclusione in epoche differenti».
Tre giurie, per l’undicesima edizione di Lavori in Corto, assegneranno i tre premi in denaro. La prima, formata da professionisti del settore cinematografico e del terzo settore, conferirà il primo premio Armando Ceste da 1.500 euro in parte sostenuto dalla Biennale della Prossimità. La giuria è presieduta da Donatella Di Cicco, fotografa e documentarista premiata in numerosi festival internazionali, tra cui Bellaria e Filmmaker; e dagli altri membri Francesca Luana Calia, Direttrice del festival Decolonizing Frames; Adna Čamdžić, direttrice di Slavika Fest; Massimo D’Amico, presidente Consorzio Sociale Abele Lavoro; e Edoardo Peretti, critico, insegnante e Segretario generale dell’AMNC.
Il premio Marina Panarese da 1.000 euro, reso possibile da una campagna di crowdfunding, dedicato a regist* stranier* o di seconda generazione sarà assegnata da una giuria composta dai primi tre vincitori di questo riconoscimento, ovvero l’artista Oleksandra Horobets, il film-maker sperimentale Nikolas Candido e il regista Xin Alessandro Zheng.
Si aggiunge poi la Giuria Giovani, realizzata in collaborazione con Frullarte, composta da Damiano Barbieri, Anita Perico, Rosa Pinto, Alessandro Bello e Guglielmo Mattiazzo, che assegnerà il premio Vittorio Arrigoni da 1.000 euro destinato a regist* under35 grazie al sostegno di Nova Coop. Chiude il palmares il premio Lacumbia Film che consiste nella messa a disposizione della sala greenscreen per due giornate presso la sede di Lacumbia per un valore commerciale 500 euro.
«Quest’anno siamo felici, come Associazione Museo Nazionale del Cinema, di unire due percorsi – dice Valentina Noya, vicepresidente AMNC e coordinatrice del progetto Enigma Residente 2 – dedicati alla creatività e ai giovani: il festival Lavori in corto infatti interseca il percorso formativo di Enigma Residente 2, la residenza sostenuta dal bando Per Chi Crea della SIAE e del MiC che per la sua seconda edizione porta oltre trenta giovani artisti del settore cinematografico a Torino per una settimana intensa con, tra gli altri, la sceneggiatrice Anita Otto, il produttore Carlo Cresto-Dina, la scenografa Paola Bizzarri e il regista Globo d’Oro Edgardo Pistone. Teatro della residenza e del festival sarà uno dei nostri luoghi del cuore, il Centro Studi Sereno Regis, dove si svolgeranno le masterclass, gli incontri, le proiezioni e le premiazioni, per favorire lo scambio e la conoscenza tra autori selezionati e artisti in formazione».
Lavori in Corto è un progetto a cura dell’Associzione Museo Nazionale del Cinema realizzato con il sostegno diRegione Piemonte, Fondazione CRT, Ministero della Cultura, Per Chi Crea, SIAE, Circoscrizione 4, Coop, Biennale della Prossimità, Lacumbia Film in collaborazione conAgenda del Cinema a Torino, Associazione Antonio Gramsci, Zhisong, Centro Studi Sereno Regis, Città di Rivoli, Decolonizing Frames, Festival dell’Accoglienza, Film Commission Torino Piemonte, Fondazione Vik Utopia Onlus, FrullArte, Giemme, Museo Nazionale del Cinema, Porta delle Culture, Open DDB, Pastorale Migranti, Rewind Digital, Tomato.
Mercoledì 16 settembre | Centro Studi Sereno Regis Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino
11.00-18.00 Enigma Residente 2 – Workshop di sceneggiatura, accesso esclusivo persone in residenza, autrici e autori selezionati a Lavori in Corto
20.30 Heroes and heroines di Filippo Papini e Danilo Monte (2010, 49’), ingresso Up to You a sostegno di Apeiron ODV per l’emergenza in Nepal; ingresso gratuito, prenotazione su Eventbrite attreverso QUESTO LINK
Giovedì 17 settembre | Centro Studi Sereno Regis, Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino
11.00-18.00 Enigma Residente 2 – Workshop di produzione, accesso esclusivo persone in residenza, autrici e autori selezionati a Lavori in Corto
Venerdì 18 settembre | Centro Studi Sereno Regis, Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino
11.00-18.00 Enigma Residente 2 – Workshop di regia, accesso esclusivo persone in residenza, autrici e autori selezionati a Lavori in Corto
20.30 Primo programma del concorso a ingresso libero: Noi cosa siamo di Greta Domenica Esposito, Aspiebicerin – Abitanti di Via Baltea di Stefano Tuzza, Fuggiamo lontano dell’Ist. Kennedy di Monselice, Sa Pagitan di Axl Bon Fuentes, La riga in mezzo di Martin Basile
Sabato 19 settembre | Centro Studi Sereno Regis, Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino
14.30 – 19.30 Enigma Residente 2 – Workshop sulla direzione della fotografia e il montaggio, accesso esclusivo persone in residenza, autrici e autori selezionati a Lavori in Corto
20.30 Secondo programma del concorso a ingresso libero: Guardare oltre di Marco Spanu, Beirut addio – Cantando sotto le bombe di Jean-Claude Chincheré, Largo di Salvatore Scarpa e Max Burgoyne-Moore, Il Rais oggi resta a casa di Sara Basta, Miriam Goi e Maria Luisa Usai, L’ultima goccia di Luca Leone Silvestri, La videoteca di Maximilien Dejoie
Domenica 20 settembre | Centro Studi Sereno Regis, Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino
17.00 Radio solaire – Radio diffusion rurale di Francesco Eppesteingher e Federico Bacci (2025, 70’), consegna della quarta edizione del Premio Giovanni Panosetti; intervengono Federico Bacci e il montatore Massimiliano Bartolini, a seguire masterclass sull’utilizzo delle immagini d’archivio; ingresso gratuito, prenotazione su Eventbrite attraverso QUESTO LINK
20.30 Terzo programma del concorso e premiazioni a ingresso libero: Correnti di Ikram Chaffoui, È solo una pianta di Giovanni Morganti e Matteo Scapin, Heads, trees, hands, scars di Alberto Gottardo e Francesca Sironi, Atalaya di Elena Rebeca Carini, Zona Cesarini di Maryam Rahimi
Martedì 22 settembreore 20.00 | Giardino della Magnolia, Via S. Giuseppe Benedetto Cottolengo, 24A Torino
Concerto Mondi di Musica e a seguire Tutto quel che resta di te di Cherien Dabis (2025, 145’) nell’ambito del Festival dell’accoglienza; ingresso gratuito, prenotazione su Eventbrite attraverso QUESTO LINK
Martedì 29 settembre | Giardino della Magnolia, Via S. Giuseppe Benedetto Cottolengo, 24A Torino
20.00 Concerto Mondi di Musica e a seguire La storia di Souleymane di Boris Lojkine (2024, 93’) nell’ambito del Festival dell’accoglienza; ingresso gratuito, prenotazione su Eventbrite attraverso questo LINK
Da martedì 29 settembre a giovedì 1 ottobredalle 8.30 alle 16.30 | Atrio del Comune di Rivoli, C.so Francia 98, Rivoli (TO)
Proiezione in loop su tre schermi a tubo catodico di BOLOGNA di Alberto Ruffino (2023, 45’); giovedì 1 ottobre alle 17.45 proiezione alla presenza dell’autore, sempre a ingresso libero; evento realizzato in collaborazione con la Città di Rivoli
Giovedì 1 ottobreore 10,30 – 13,00 | Sala Sangalli, Via Maria Ausiliatrice 32, Torino
Incontro dedicato ai percorsi che hanno portato alla Biennale della Democrazia 2026, ingresso libero; interviene Vittorio Canavese, Direttore artistico di Lavori in Corto
Venerdì 2 ottobreore 9.30 | Cinema Massimo, Via Giuseppe Verdi 18, Torino
Io Capitano di Matteo Garrone (2023, 121’); proiezione per le scuole – EVENTO ESAURITO
Venerdì 2 ottobreore 21.00 | Sermig Arsenale della Pace, P.zza Borgo Dora 61, Torino
Proiezione dei vincitori di Lavori in Corto nell’ambito della Biennale della Prossimità, ingresso libero
Sabato 3 ottobreore 9.15 – 13.00 | Campus Luigi Einaudi, Lungo Dora 100, Torino
Biennale della Prossimità riannoderà i fili tesi nei tanti incontri dell’edizione 2026, ingresso libero; interviene Vittorio Canavese, Direttore artistico di Lavori in Corto
Mercoledì 7 ottobreore 19.00 | Sa Lolla, C.so Umbria 28, Torino
Incontro a ingresso libero sui giovani nelle periferie di ieri e di oggi; a seguire apericena a pagamento con prenotazione scrivendo a info@associazionegramsci.it o Whatsapp al +393313989519
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