Lunedì 15 giugno alle ore 21.00 all’Hiroshima Mon Amour (Via Carlo Bossoli 83, Torino) è in programma la presentazione del volume Richi Ferrero. Dal teatro di ricerca all’arte pubblica edito da Allemandi a cura di Cristina Natta-Soleri; modera Fabrizio Gargarone. Incontro con l’artista Richi Ferrero che da oltre cinquant’anni attraversa e trasforma i linguaggi dell’arte, dal teatro sperimentale alle installazioni d’arte pubblica, dalla regia alla scultura ambientale. Un percorso che nasce negli anni ’70 capace di unire performance, arti visive e spazio pubblico. A seguire live con il trombettista avant jazz Ramon Moro. L’ingresso è libero, ma è consigliata la prenotazione attraverso QUESTO LINK
L’Associazione Museo Nazionale del Cinema e Rewind Digital, nell’ambito dell’attività di recupero e valorizzazione i fondi audiovisivi del territorio, negli ultimi mesi hanno iniziato a lavorare sull’archivio video di Richi Ferrero; l’immagine in testa a questa pagina è estratta da Torino stupefacente grazie alla digitalizzazione del supporto originale in formato U-matic curata da Alberto Ruffino.
Richi Ferrero, nato a Torino nel 1951, da sempre protagonista di progetti che hanno segnato la scena culturale italiana, ha collaborato con istituzioni, festival e città, sperimentando l’ uso della luce come strumento artistico e scenografico. Il volume ripercorre la sua attività attraverso saggi critici e una conversazione con Danilo Eccher, offrendo uno sguardo approfondito su un autore capace di superare costantemente i confini disciplinari. Ricco di documentazione e riflessioni, il libro rappresenta uno strumento ideale per comprendere l’evoluzione di un artista che ha fatto della contaminazione tra linguaggi la sua cifra distintiva.
Nell’ambito di un’Estate al Cinema 2026 l’Associazione Museo Nazionale del Cinema promuove due workshop gratuiti inseriti nel public program di Enigma Residente 2 sostenuto dal bando Per Chi Crea, promosso dal Ministero della Cultura e SIAE nell’ambito della linea dedicata alla Professionalizzazione degli artisti Creatività Under35 per il settore Cinema. Per partecipare scrivere a enigma.residente.torino@gmail.com
Il primo appuntamento è in programma venerdì 19 giugnodalle 18.00 alle 20.00 presso le Raffinerie sociali (Via Fagnano 30/2, Torino); il cineasta Luigi D’Alife di OpenDDB e SMK Factory condurrà la masterclass Dal film al pubblico: ideare, produrre e distribuire cinema indipendente.
L’incontro racconta il percorso concreto di un film, dall’idea iniziale alla sua distribuzione. Attraverso il caso di Kissing Gorbaciov e altri esempi legati al documentario sociale, attraverseremo le fasi principali di lavoro: ricerca, scrittura, progettazione, budget, pre-produzione, crowdfunding, post-produzione e uscita pubblica. Si affronterà anche il rapporto tra urgenza del racconto e sostenibilità produttiva: fare cinema indipendente significa infatti tenere insieme visione artistica, organizzazione, risorse economiche e costruzione di comunità. Il crowdfunding verrà presentato non solo come strumento di finanziamento, ma come pratica di attivazione, relazione e “coproduzione popolare”. Una parte sarà dedicata alla distribuzione dal basso: reti, comunità, proiezioni pubbliche e modelli alternativi per far circolare il cinema indipendente fuori dalle logiche più rigide del mercato tradizionale. Per partecipare scrivere a enigma.residente.torino@gmail.com
Al termine della masterclass è previsto un momento conviviale e di scambio tra i partecipanti; a seguire, alle ore 21.00, Luigi D’Alife presenterà il suo film, sempre a ingresso libero, The Milky Way.
Il secondo appuntamento, sempre a ingresso libero, è fissato per giovedì 2 luglio dalle ore 11.00 alle 18.00 presso il Centro Studi Sereno Regis (Via Garibaldi 13, Torino); per l’occasione Sergio Scavio condurrà il workshop di regia Dall’idea all’immagine.
Il cinema nasce da un percorso spericolato e illusorio: spesso parte da un’idea che esiste già perfetta — nitida, cristallina, quasi matematica — che attraverserà una lunga serie di linguaggi sempre più caotici e impuri per trasformarsi in qualcosa di visibile: un film. Si comincia dall’idea nella sua dimensione più astratta e interiore, la si porta nel linguaggio scritto — la sceneggiatura, il trattamento, il soggetto — poi nel linguaggio parlato, nella discussione e nella negoziazione con gli altri. Fino ad arrivare al linguaggio più anarchico e ingovernabile: quello delle immagini, il linguaggio con cui ci parlano i sogni e con cui lavora la memoria: non lineari, non spiegabili, capaci di contenere contraddizioni che le parole non tollerano. Questa discesa è il cuore del workshop. Tutto questo percorso non ha senso senza un punto di arrivo: la costruzione della propria voce autoriale. Definirsi autore di cinema non significa saper gestire una troupe o conoscere le regole del montaggio. Significa riconoscersi in un insieme coerente di ossessioni — i propri argomenti, i propri personaggi, le proprie nevrosi — e avere il coraggio di fare, sostanzialmente, sempre lo stesso film. Con storie diverse, ma con la stessa sguardo. Le storie, in questo senso, sono un veicolo. Un veicolo potente, ma vuoto senza tutto ciò che lo precede.
Il passato come bussola. Non si costruisce una voce nel vuoto. Ogni autore si forma attraverso il cinema degli altri: i film che lo hanno cambiato, quelli che lo hanno turbato, quelli a cui continua a tornare. I partecipanti saranno quindi invitati a costruire il proprio canone personale — una mappa cinefila ideale a cui fare riferimento quando prendono decisioni stilistiche. Non per imitare, ma per sapere da dove vengono.
MATTINA: Teoria e riflessione / I linguaggi del cinema: dall’idea all’immagine. La voce autoriale: cos’è, come si riconosce, come si costruisce. Che autore sono io: da dove arrivo, dove voglio andare, dove mi perdo. Il canone personale: ogni partecipante individua i propri riferimenti cinematografici
POMERIGGIO: Pratica / Viene fornito a tutti un piccolissimo plot narrativo comune. Ogni partecipante (o piccolo gruppo) lo sviluppa autonomamente: lo scrive, lo interpreta, lo mette in scena in forma minima. L’obiettivo non è raccontare bene la storia — è raccontarla in modo riconoscibilmente proprio. Chiude la giornata la restituzione e discussione collettiva.
Sergio Scavio il giorno precedente, mercoledì 1 luglio alle ore 21.00, presenterà a Sa Lolla (C.so Umbria 28, Torino) la proiezione gratuita del suo film La guerra di Cesare. Per partecipare al workshop scrivere a enigma.residente.torino@gmail.com
Giovedì 4 giugno ore 18.30 – CIRCOLO DEI LETTORI, Via Bogino 9, Torino, ingresso libero
Le favorite – Dive che hanno cambiato il cinema. Il cinema di regime e il divisimo in Italia: incontro con Paola Zeni, Edoardo Peretti e Maurizio Zaccaro che presenterà il libro “Bellissima dea. Storia di Clara Calamai” (Vallecchi 2025)
Giovedì 4 giugno ore 20.45 – PASTORALE MIGRANTI, Giardino della magnolia, Via Cottolengo 24/A, Torino, ingresso libero
Giovani madri di Jean-Pierre e Luc Dardenne (Belgio, Francia 2025, 105’)
Venerdì 5 giugno ore 21.00 – GALLERIA DELLA SPINA, Via Cesalpino 11A, Torino, ingresso libero
Tanto di cappello di Angelo D’Agostino (Italia 2024, 78’), interviene il regista. Il documentario sarà preceduto dall’episodio Artista di strada della serie animata Anselmo Wannabe ideata e diretta da Massimo Ottoni, con la voce di Neri Marcorè. Una co-produzione Ibrido Studio e AIM Creative Studios, realizzata in collaborazione con RAI Kids con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Piemonte e Film Commission Torino Piemonte realizzato nel rispetto del protocollo green di Ecomuvi.
Domenica 7 giugno ore 15.00 – CENTRO STUDI SERENO REGIS, Via Garibaldi 13, Torino, ingresso libero
Dragon trainer di Dean DeBlois (USA, GB 2025, 125’), proiezione in collaborazione con l’UILDM – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare per promuovere la Walk of life 2026 in programma il 13 giugno al Parco del Valentino.
Giovedì 11 giugno ore 18.30 – CIRCOLO DEI LETTORI, Via Bogino 9, Torino, ingresso libero
Le favorite – Dive che hanno cambiato il cinema. C’era una volta a Hollywood – Elizabeth Taylor e il caso “Cleopatra”: incontro con Gabriele Niola
Giovedì 11 giugno ore 20.45 – PASTORALE MIGRANTI, Giardino della magnolia, Via Cottolengo 24/A, Torino, ingresso libero
The Sea di Shai Carmeli-Pollak (Israele, Palestina 2025, 93’)
Venerdì 12 giugno ore 21.00 – GALLERIA DELLA SPINA, Via Cesalpino 11A, Torino, ingresso libero
Di pari passo di Silvia Pesce (Italia 2019, 59’), interviene la regista
Martedì 16 giugno ore 21.00 – CENTRO INTERCULTURALE DELLA CITTA’ DI TORINO, C.so Taranto 160, Torino, ingresso libero
Loving – L’amore deve nascere libero di Jeff Nichols (USA, GB 2016, 123’). Il film racconta la storia di Mildred e Richard Loving, una donna e un uomo che si amano e decidono di sposarsi. Una scelta naturale, dettata dall’amore, ma non se si tratta di una coppia mista – lei afroamericana e lui bianco – nell’America segregazionista del 1958. Lo Stato della Virginia, dove i Loving vivono, li persegue: andranno in prigione a meno che non lascino lo Stato. Una violazione dei diritti civili che i Loving portano in tribunale, fino ad arrivare davanti alla Corte Suprema, che nel 1967 annulla la decisione della Virginia. Oggi, la sentenza “Loving vs Virginia” simboleggia il diritto di tutti di amarsi liberamente, senza distinzioni di razza.
Giovedì 18 giugno ore 18.30 – CIRCOLO DEI LETTORI, Via Bogino 9, Torino, ingresso libero
Le favorite – Dive che hanno cambiato il cinema. Essere dive, oggi: incontro con Maria Paola Pierini, Alessandro Amato ed Edoardo Peretti
Giovedì 18 giugno ore 20.45 – PASTORALE MIGRANTI, Giardino della magnolia, Via Cottolengo 24/A, Torino, ingresso libero
Non dirmi che hai paura di Yasemin Şamdereli e Deka Mohamed Osman (Italia, Germania, Belgio 2024, 102’), il film sarà introdotto dall’attrice protagonista Ilham Mohamed Osman. Samia è una bambina somala con il sogno di diventare la donna più veloce del suo paese. Ci riuscirà, grazie al sostegno di suo padre e del suo amico allenatore Ali, arrivando fino alle Olimpiadi di Pechino 2008. Nulla però sarà semplice, Samia dovrà lottare contro un Paese tormentato da fanatismo religioso e dalla guerriglia, e scoprirà che attraversare l’Europa purtroppo è un’impresa, per molti, impossibile. Tratto dal romanzo edito da Feltrinelli vincitore Premio Strega omonimo di Giuseppe Catozzella. L’ingresso è gratuito con la possibilità di prenotare attraverso QUESTO LINK DI EVENTBRITE
Venerdì 19 giugno ore 21.00 – RAFFINERIE SOCIALI – NUOVI SPAZI URBANI, Via Fagnano 30/2, Torino, ingresso libero
The Milky Way di Luigi D’Alife (Italia 2020, 84’), interviene il regista. La proiezione sarà preceduta da un workshop gratuito condotto dal regista, produttore e distributore Luigi D’Alife dalle 18.00 alle 20.00; per partecipare scrivere a enigma.residente.torino@gmail.com
Di giorno le montagne tra Clavière e Monginevro sono attraversate da migliaia di sciatori in vacanza sulla neve nel comprensorio sciistico “La Via Lattea”; di notte, sono percorse di nascosto tra i boschi da decine di migranti che lasciano l’Italia per proseguire il loro viaggio oltre il confine con la Francia. The Milky Way è la storia della solidarietà degli abitanti e dei pericoli affrontati dai migranti raccontata attraverso scorci di vita e graphic novel animate sullo sfondo del mondo di montagna con la consapevolezza che qui come in mare nessuno si lascia da solo. L’ingresso è gratuito con la possibilità di prenotare attraverso QUESTO LINK DI EVENTBRITE
Martedì 23 giugno ore 21.00 – CENTRO INTERCULTURALE DELLA CITTA’ DI TORINO, C.so Taranto 160, Torino, ingresso libero
Il sale della terra di Wim Wenders (Brasile, Italia, Francia 2014, 110’). Per oltre quarant’anni Sebastião Salgado ha attraversato i continenti sulle tracce di un’umanità in pieno cambiamento e di un pianeta che a questo cambiamento resiste. Dopo aver testimoniato alcuni tra i fatti più sconvolgenti del nostra presente – conflitti internazionali, carestie, migrazioni di massa – il film di Wenders ci porta alla scoperta di territori inesplorati e grandiosi, per incontrare la fauna e la flora selvagge in un grande progetto fotografico, omaggio alla bellezza del pianeta che abitiamo. La sua vita e il suo lavoro ci vengono rivelati dallo sguardo del figlio Juliano Ribeiro Salgado, che l’ha accompagnato nei suoi ultimi viaggi, e da quello di Wenders, fotografo egli stesso.
Giovedì 25 giugno ore 21.30 – CASCINA ROCCAFRANCA, Via Rubino 45, Torino, ingresso libero
Tutto quello che resta di te di Cherien Dabis (Germania, Palestina, Giordania, Cipro 2025, 145’). Cisgiordania, 1988. Un adolescente palestinese si unisce con determinazione alle proteste locali contro i soldati israeliani. Improvvisamente la scena si blocca e, con fervore e angoscia dipinti sul volto, la madre si rivolge a noi – testimoni dei capitoli bui del secolo scorso e di questi giorni – per iniziare a raccontare la storia di tre generazioni di una famiglia sradicata, a partire dal 1948, quando le organizzazioni paramilitari sioniste espulsero più di 700.000 palestinesi dalle loro case. Una cronaca epica della lotta di una famiglia per rimanere unita e preservare la propria dignità di fronte alle forze d’invasione israeliane, che abbraccia gli ultimi 80 anni della storia della Palestina.
Venerdì 26 giugno ore 21.00 – RAFFINERIE SOCIALI – NUOVI SPAZI URBANI, Via Fagnano 30/2, Torino, ingresso libero
Si può fare di Giulio Manfredonia (Italia 2008, 111’). Aperitivo dalle 20.00; prima del film saranno proiettati i video realizzati per il progetto Cinema Plurale che raccontano artisti outsider e il mondo dell’associativo che lavora nell’ambito della disabilità e dell’inclusione; intervengono gli autori Angelo D’Agostino e Irene Conti Mosca. Milano, primi anni ’80. In una cooperativa per persone che soffrono di disturbi mentali, formatasi come altre in seguito alla chiusura dei manicomi prevista dalla legge Basaglia, arriva il sindacalista Nello (Claudio Bisio). Questi, a digiuno di psichiatria e contro il parere del medico, comincia ad applicare verso i degenti una sorta di buon senso fatto di ascolto, di messa in comune dei problemi, di stimolo alla capacità di risolverli. Responsabilizzati, i malati scoprono l’opportunità di affidare al lavoro la loro occasione di affacciarsi alla vita esterna e al contatto con gli altri.
Martedì 30 giugno ore 21.00 – CENTRO INTERCULTURALE DELLA CITTA’ DI TORINO, C.so Taranto 160, Torino, ingresso libero
The farewell – Una bugia buona di Lulu Wang (USA 2019, 100’). Billi Wang è nata a Pechino ma vive a New York da quando aveva sei anni. Il suo contatto sentimentale con la Cina è Nai Nai, la sua vecchia nonna, ancorata alle tradizioni e alla famiglia. Salda e praticamente indistruttibile, a Nai Nai viene diagnosticato un cancro. La famiglia decide di nasconderle la verità e di trascorrere con lei gli ultimi mesi che le restano da vivere. Figli e nipoti, traslocati negli anni in America e in Giappone, rientrano in Cina per riabbracciarla e per improvvisare un matrimonio che allontani qualsiasi sospetto. Risoluti e uniti nella bugia, trovano in Billi una resistenza. Inconcludente nella vita e insoddisfatta della vita, Billi vorrebbe liberarsi dell’angoscia e rivelare alla nonna la prognosi infausta. Tra oriente e occidente, troverà una sintesi tra due culture e due condotte etiche.
Mercoledì 1 luglio ore 21.00 – SA LOLLA, C.so Umbria 28, Torino, ingresso libero
La guerra di Cesare di Sergio Scavio (Italia 2025, 94’), interviene il regista. Il film racconta una storia di ribellione fallita che parte da una miniera sarda che ha esaurito la sua potenzialità estrattiva e, di conseguenza, il suo ruolo sociale, ma non la sua forza metaforica. La storia parte da qui, dalla fine delle cose e da un popolo di lavoratori abbandonato. Da questo evento nasce il racconto di due amici lavoratori che vivono una relazione viva e complessa, fino a che la morte di uno dei due spingerà l’altro a cercare, in qualche modo, un senso di riscatto.
Giovedì 2 luglio ore 11-18 – CENTRO STUDI SERENO REGIS, Via Garibaldi 13, Torino, ingresso libero con prenotazione
Venerdì 3 luglio ore 17.30 – LABORATORI DI BARRIERA, Via Baltea 3, Torino, ingresso libero
Cineciak – Talk cinema e multiculturalità; intervengono Adil Tanani, Rossella Schillaci e Ikram Chaffoui
Venerdì 3 luglio ore 21.30 – VAL CENASCO LANDHOUSE, Strada Cenasco 92, Moncalieri (TO), ingresso libero
Le strelle nel fosso di Pupi Avati (Italia 1979, 105’), prenotazione obbligatoria su valcenasco.com. 1700, nelle paludi nei pressi di Minerbio. In una casa isolata, da quando è scomparsa la signora Bedosti, vive una famiglia di soli uomini: l’anziano Giove, il padre, e i quattro suoi figli. Da anni in quella cascina, circondata da acque e posta su un fragile lingua di terra che non porta da nessuna parte, non si conosce immagine di donna, ma una notte bussa Olimpia, una giovane pianista diretta alla villa dei Pepoli, che, essendosi impantanato il carro su cui viaggiava con tanto di pianoforte a bordo, è stata abbandonata dal contadino che trainava il carro con i buoi. In pochi giorni la giovane donna stabilisce un amichevole rapporto con ciascuno dei componenti della selvatica famiglia.
Sabato 4 luglio ore 17.30 – CASA DEL QUARTIERE DI VIA AGLIE’, Via Agliè 9, Torino, ingresso libero
Cineciak Incontro con Miguel Benasayag; moderano Valentina Noya e Lisa Parola
Domenica 5 luglio ore 17.30 – SPAZIO KAIROS, Via Mottalciata 7, Torino, ingresso libero
Cineciak. Talk protagonismo giovanile; intervengono Angelo D’Agostino e Noemi Muoio
Martedì 7 luglio ore 21.00 – CENTRO INTERCULTURALE DELLA CITTA’ DI TORINO, C.so Taranto 160, Torino, ingresso libero
Manodopera di Alain Ughetto (Francia, Italia, Svizzera, Portogallo 2022, 70’). Piemonte, inizi del ‘900. La speranza di una vita migliore spinge Luigi Ughetto e sua moglie Cesira a varcare le Alpi e a trasferirsi con tutta la famiglia in Francia. Il regista ripercorre la sua storia familiare in un dialogo immaginario con la nonna. L’animazione in stop-motion ci restituisce la vita sofferta e romanzesca degli emigrati italiani mettendo in scena un racconto fresco e poetico. Il film è co-prodotto da Graffiti Film con le musiche di Nicola Piovani. Manodopera ha trionfato agli EFA 2022 e vinto il Premio della Giuria al Festival di Annecy 2022.
Mercoledì 8 luglio ore 21.00 – SA LOLLA, C.so Umbria 28, Torino, ingresso libero
Una barca in giardino di Jean-François Laguionie (Francia, Lussemburgo 2024, 75’). Francia, fine anni ’40. L’undicenne François vive in un villaggio sulle rive della Marna con la madre Geneviève e il padre adottivo Pierre. Un giorno scopre che il padre, al quale è molto affezionato nonostante sia un uomo serio e rigido, ha cominciato a costruire in giardino la replica della Spray, la leggendaria barca a vela sulla quale nel 1895 il marinaio Joshua Slocum completò per primo il giro del mondo in solitaria. Per François è la scoperta di un mondo e l’inizio di un nuovo rapporto con il padre che coincide con il passaggio dall’infanzia all’adolescenza.
Giovedì 9 luglio ore 21.30 – VAL CENASCO LANDHOUSE, Strada Cenasco 92, Moncalieri (TO), ingresso libero
Lo spirito dell’alveare di Victor Erice (Spagna 1973, 97’, v.o. in spagnolo sott. it.), prenotazione obbligatoria su valcenasco.com. Un paese sperduto nella pianura spagnola nel 1940. Arriva la camionetta del cinema e viene proiettato il film Il Dottor Frankenstein. Due bambine, Isabel e Ana, seguono attentamente la proiezione. Mentre per Isabel il film rappresenta un gioco della fantasia, per Ana è una vitale realtà: arriva addirittura a innamorarsi del mostro. Da quel momento Ana inizia un percorso semifantastico alla ricerca di qualcosa di impalpabile e alla fine scompare. Il film si sofferma sull’incapacità dei bambini di comprendere la differenza tra il reale e il fantastico. Il titolo, preso da un famoso libro di Maurice Maeterlinck, ricorda lo spirito, poderoso, enigmatico e paradossale, alle quale le api obbediscono istintivamente e che sta alla base della vita nell’alveare.
Sabato 11 luglio dalle ore 18.00 – LABORATORI DI BARRIERA, Via Baltea 3, Torino, ingresso libero
Barriera ma sei Piazza! Un pomeriggio di laboratori creativi, merenda, musica e cinema all’aperto dedicato alle cittadine e cittadini della periferia nord per dare vita allo spazio verde pubblico creando comunità attraverso le arti e la cultura. Alle ore 21.30 proiezione del film Coco di Lee Unkrich (USA 2017, 105’). Coco ci porta in un variopinto villaggio messicano, animato dai preparativi per il Dìa de Muertos e dalla musica delle orchestrine che inonda le strade. Il dodicenne Miguel vorrebbe immergersi nei festeggiamenti strimpellando la sua chitarra sconquassata, ma sulla famiglia Rivera aleggia una maledizione che impedisce ai componenti di imbracciare strumenti musicali. Il divieto non riesce a tenere Miguel lontano da corde e arpeggi, né lo frena dal venerare e imitare le melodie del suo cantante preferito. Destinato a raccogliere l’eredità familiare ed entrare nel business delle calzature, il ragazzino preferirebbe incorrere nell’ira degli antenati piuttosto che incollare suole e lucidare scarpe per la vita. Così, nel giorno della festa che celebra i defunti, trafuga la chitarra magica appartenuta al suo idolo e finisce in una dimensione tanto fiabesca quanto misteriosa. Il mondo dei morti appare come una gigantesca metropoli verticale: collegata da tram, regolata da uffici e sportelli, e popolata da arzilli scheletri luccicanti.
Domenica 12 luglio ore 21.30 – PADIGLIONE NATURA, Via degli Alpini, Exilles (TO), ingresso libero
Ambin – La roccia e la piuma di Fredo Valla (Italia 2023, 63’). Ambin è solo una parola scritta sulle mappe a indicare un insieme di montagne tra l’alta val Susa, la val Cenischia e il Moncenisio. Affinché Ambin possa trasformarsi da semplice parola a “nome”, serve uno sguardo capace di posarsi su quelle montagne e su quelle rocce, capace di abitarle e di provare a dare loro una forma e un tempo. Serve una visione che quegli sguardi sappia cogliere e raccontare, per sottrarli all’oblio e alla loro fragile persistenza.
Martedì 14 luglio ore 21.00 – CENTRO INTERCULTURALE DELLA CITTA’ DI TORINO, C.so Taranto 160, Torino, ingresso libero
Sì, Chef! – La brigade di Louis-Julien Petit (Francia 2022, 97’). Cathy è una chef di 40 anni, innamorata del suo lavoro e con un grande sogno: aprire un ristorante stellato. Le cose però iniziano presto a non andare secondo i suoi piani e, fra conti e complessità organizzative, si trova ad affrontare da subito le difficoltà del mestiere. Per rilanciarsi, Cathy accetta con riluttanza un lavoro da dipendente in una sperduta località fuori città, in quella che scoprirà poi essere la mensa di un centro di accoglienza per giovani migranti. Inizialmente è poco convinta e per nulla entusiasta di questo nuovo lavoro, ma in breve tempo grazie alla sua straordinaria abilità e alla sua passione per la cucina inizierà a farsi amare dai ragazzi, i suoi nuovi colleghi e suoi nuovi amici, che a loro volta avranno anche tanto da insegnarle.
Giovedì 16 luglio ore 21.30 – VAL CENASCO LANDHOUSE, Strada Cenasco 92, Moncalieri (TO), ingresso libero
Valerie e la settimana delle meraviglie di Jaromil Jireš (Cecosclovacchia 1970, 77’), prenotazione obbligatoria su valcenasco.com. La giovane Valerie vive con la nonna. La sua consapevolezza sessuale si risveglia bruscamente quando una sfilata di carnevale arriva in città e un uomo le regala un paio di orecchini magici. Cominciano così le sue avventure di fantasia e il confine tra sogni e realtà comincia a confondersi.
Giovedì 23 luglio ore 21.30 – VAL CENASCO LANDHOUSE, Strada Cenasco 92, Moncalieri (TO), ingresso libero
Le ombre degli avi dimenticati di Sergej Paradžanov (URSS 1964, 110’, v.o. in ucraino con sott. it.), prenotazione obbligatoria su valcenasco.com. Due clan Hutsuli sono in guerra da molti anni. In un’atmosfera carica di rancore e vendetta nasce il puro, intenso amore tra Ivan e Marichka, appartenenti a famiglie rivali. Ivan è però costretto a partire per trovare lavoro, e Marichka muore scivolando nel fiume. Il giovane cerca di dimenticare la sua amata ma non riesce, nemmeno sposando la bella Palagna. Ritroverà la felicità soltanto nel delirio, poco prima di morire. Apparso a cavallo tra due epoche sovietiche, quando il governo di Mosca era già diventato reazionario ma il disgelo continuava a caratterizzare il cinema ucraino, il film è diventato una pietra miliare per lo sviluppo della cultura ucraina nella seconda metà del ventesimo secolo.
Venerdì 24 luglio ore 21.30 CIRCOLO AMICI DI CELS, Cels, Frazione Morliere 3, Exilles (TO), ingresso libero
Il buco di Michelangelo Frammartino (Italia 2021, 93’). Il film racconta una straordinaria impresa. Nell’agosto del 1961, i giovani membri del Gruppo Speleologico Piemontese, già esploratori di tutte le cavità del Nord Italia, cambiano rotta e puntano al Sud, nel desiderio di esplorare altre grotte sconosciute all’uomo, immergendosi nel sottosuolo di un Meridione, che tutti stanno abbandonando. Qui, nel Pollino, in Calabria, questi giovanissimi speleologi, calandosi nel buio della terra, scopriranno la seconda grotta più profonda del mondo, l’Abisso di Bifurto.
Martedì 28 luglio ore 21.30 – CASCINA ROCCAFRANCA, Via Rubino 45, Torino, ingresso libero
Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton e Valerie Faris (USA 2006, 101’). Sheryl, moglie e madre per vocazione, alle prese con il secondo matrimonio, fatica a reggere le fila di un nucleo familiare assemblato a suon di copia-incolla: Richard, marito/padre alla ricerca ossessiva di un improbabile successo editoriale, Dwayne e Olive, rispettivamente adolescente ribelle e mini-reginetta di bellezza di provincia, il nonno, cacciato dalla casa di cura perché cocainomane, e, ultimo in ordine di arrivo, lo zio Frank, fratello di Sheryl reduce da un tentato suicidio. Una sgangherata famiglia, quella degli Hoover, che si ritroverà in viaggio su un cadente pulmino verso il concorso di bellezza per bambine più famoso della California, Little Miss Sunshine, per cui la piccola Olive è stata selezionata.
Giovedì 30 luglio ore 21.30 – VAL CENASCO LANDHOUSE, Strada Cenasco 92, Moncalieri (TO), ingresso libero
Il pianeta azzurro di Franco Piavoli (Italia 1982, 88’), prenotazione obbligatoria su valcenasco.com. Il film si svolge su tre piani. Sul fondo, appena accennata, l’evoluzione biologica: le acque, le piante, gli animali, gli uomini. Su un piano più ravvicinato l’avvicendarsi dei giorni e delle stagioni. Su un altro ancora la vita nei momenti più elementari: il gioco e l’amore, il lavoro e il riposo, la convivenza e l’aggressività.
Martedì 4 agosto ore 21.30 – CASCINA ROCCAFRANCA, Via Rubino 45, Torino, ingresso libero
Una storia vera di David Lynch (USA, GB e Francia 1999, 112’). Basato su un fatto realmente accaduto, racconta la storia di Alvin Straight, un contadino dell’Iowa che nel 1994, a 73 anni di età, intraprese un lungo viaggio a bordo di un trattorino rasaerba per andare a trovare il fratello reduce da un infarto. Straight coprì in 6 settimane la distanza di 317 miglia (510 chilometri circa), viaggiando a 5 miglia all’ora (8 km/h). La strada diventa il luogo in cui meritarsi il perdono.
Sabato 8 agosto ore 21.30 – PADIGLIONE NATURA, Via degli Alpini, Exilles (TO), ingresso libero
Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti (Italia 2005, 110’). Il film è ambientato nell’Alta Valle Maira, nel cuore delle Alpi occitane, e racconta l’arrivo di una famiglia di pastori stranieri in una comunità montana spopolata e culturalmente compatta. La vicenda mette in scena i delicati equilibri tra accoglienza e diffidenza, identità e cambiamento, facendo emergere tensioni profonde legate alla convivenza e alla paura dell’altro. Girato in italiano, francese e lingua d’oc, con molti interpreti non professionisti provenienti direttamente dal territorio, il film restituisce con straordinaria autenticità la vita e le dinamiche delle comunità alpine.
Le proiezioni e gli incontri si svolgono all’aperto a esclusione degli spazi in Galleria della Spina, Centro Studi Sereno Regis e Circolo dei lettori che si tengono al chiuso. In caso di brutto tempo sono previste soluzioni al coperto.
11a edizione di Lavori in Corto concorso curato dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema
1. La partecipazione al Concorso è gratuita.
2. Sono ammessi al Concorso cortometraggi di finzione, film d’animazione brevi e documentari, realizzati da persone italiane e straniere residenti sul territorio nazionale che riflettano sul tema della prossimità.
3. Sono ammessi i film realizzati in data non antecedente al 1°gennaio 2025 e la cui durata non sia superiore ai 30 minuti; le opere superiori a 30 minuti potranno essere eventualmente selezionate per la sezione Fuori concorso.
4. Saranno ammessə al Premio Cinema Giovani Vittorio Arrigoni esclusivamente coloro che, alla data di scadenza del bando (30/06/2026), non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età.
5. I lavori selezionati saranno valutati da giurie composte da professionisti che a proprio insindacabile giudizio assegneranno quattro premi: il Primo Premio Armando Ceste da 1.500 €, il Premio Marina Panarese da 1.000 €, dedicato a filmmaker straniere e stranieri o di seconda generazione; il Premio Cinema Giovani Vittorio Arrigoni da 1.000 € grazie al sostegno di Nova Coop, rivolto esclusivamente a persone under 35; il Premio Lacumbia Film prevede un riconoscimento attraverso la fornitura di servizi audiovisivi.
6. Per poter partecipare al Concorso, gli autori e le autrici dovranno necessariamente inviare entro e non oltre il 30 giugno 2026 una mail all’indirizzo lavorincorto@gmail.com contenente i seguenti materiali: a) il link non elencato (es. su YouTube, Vimeo) o privato con password per permettere alla comitato di selezione e alla giuria di visionare il film online; b) una breve sinossi (max 500 caratteri) con indicazione del/dei nome/i degli autori e del registə; c) 3 immagini in buona risoluzione relative al film (minimo 300 dpi) e 1 fotografia del registə; d) indicazione se il film sia o meno libero da diritti e se contenga brani letterari o musicali di cui non sia stata chiesta l’autorizzazione; e) l’indicazione dell’anno di produzione e se il film sia già stato proiettato prima d’ora e in quale occasione;
f) data e luogo di nascita;
7. Solo in caso di selezione al Concorso sarà richiesto agli autori di inviare tempestivamente il file in alta definizione del proprio film, nelle modalità e nei tempi indicati dall’organizzazione.
8. La partecipazione al bando comporta l’accettazione di tutte le norme contenute nel presente regolamento e implica il rilascio del consenso all’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) di utilizzare le opere ai fini del Concorso, anche in eventuali future iniziative senza scopo di lucro, coerenti con lo spirito degli enti proponenti, con la citazione della proprietà intellettuale dell’autore che sarà informato di ogni eventuale proiezione. Per informazioni, contattare il seguente indirizzo mail lavorincorto@gmail.com, consultare il sito web www.amnc.it o i social Instagram e Facebook di Lavori in Corto, @lavorincorto
È il momento di tornare davanti al grande schermo con gli eventi di un’Estate al Cinema, rassegna promossa dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) che si svolgerà dal 4 giugno all’8 agosto. Il programma come sempre gratuito, quest’anno è molto più ampio, nonostante le risorse sempre più limitate: un progetto di accessibilità culturale militante dedicato a tutti i pubblici, con un’attenzione particolare ai giovani professionisti e non del settore con due workshop di cinema nell’ambito del public program di Enigma Residente 2 e con la presenza del grande filosofo e neuroscienziato argentino Miguel Benasayag.
Il calendario della 14a edizione prevede 35 appuntamenti in 11 spazi diversi, fra Torino, Moncalieri e Exilles, con 30 film e oltre 20 ospiti, tra cui Luigi D’Alife, Sergio Scavio e Miguel Benasayag in dialogo con la curatrice d’arte pubblica Lisa Parola; Ilham Mohamed Osman e Maurizio Zaccaro. Nel programma, oltre alle proiezioni, sono previsti poi 2 workshop e 6talk. Il programma include una rassegna al Centro Interculturale che compie trent’anni.
L’immagine guida è un’opera di Abdeltif En Nachoua, artista presente nella collezione di Arte Irregolare della Città di Torino, progetto Mai visti gentilmente concessa dalla Cooperativa Sociale Chronos.
I primi eventi: Maurizio Zaccaro, Giovani madridei fratelli Dardennee gli artisti di strada filmati da Angelo D’Agostino
Si parte giovedì 4 giugno con due eventi. Alle 18.30, il Circolo dei lettori ospiterà Maurizio Zaccaro con Paola Zeni e Edoardo Peretti per il libro Bellissima dea. Storia di Clara Calamai (Vallecchi, 2025), sul tema del cinema di regime e del divismo in Italia. Alle 20.45, intanto, la Pastorale migranti di via Cottolengo 24/A accoglierà, presso il Giardino della magnolia, la proiezione del film Giovani madri di Jean-Pierre e Luc Dardenne, che segue i percorsi di cinque adolescenti assistite, per motivi diversi, da una casa rifugio per ragazze madri.
Il 5 giugno, la Galleria della Spina di via Cesalpino 11/A proietterà Tanto di cappello di Angelo D’Agostino. L’opera, presentata dal regista, racconta le storie di cinque artisti di strada per parlare di questo mestiere, ma con uno sguardo che si allarga all’elaborazione creativa come valvola per sfuggire alle pressioni sociali con risultati inaspettati.
Dalle periferie alle associazioni: l’obiettivo è fare rete
«La consapevolezza principale nel portare avanti un progetto come un’Estate al Cinema, nonostante un budget ridotto – dichiara Vittorio Sclaverani, presidente dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema –, è di continuare a offrire alla cittadinanza un ricco programma diffuso di incontri, workshop e proiezioni gratuite con particolare attenzione ai quartieri periferici.Il secondo aspetto, nodale per il nostro lavoro, è raccontare come si possa e si debba fare rete dal basso sviluppando buone pratiche e molteplici progettualità sul territorio: una delle attività più importanti del programma è la rassegna al Centro Interculturale che quest’anno compie trent’anni; così come riteniamo sempre più necessario fare sinergia con la Pastorale Migranti e il Festival dell’Accoglienza per le tre proiezioni al Giardino della Magnolia. Non mancheranno momenti formativi condotti da professionisti poliedrici come Luigi D’Alife e Sergio Scavio, ospiti del public program di Enigma Residente 2. Si consolida il radicamento nel quartiere di basso San Donato attraverso realtà vivaci come le Raffinerie sociali e Sa Lolla, ma anche nella periferia sud grazie alla storica collaborazione con Cascina Roccafranca. Dopo la fortunata esperienza dello scorso anno, proseguono le proiezioni fuori città a Val Cenasco Landhouse (Moncalieri) e in alta valle di Susa a Exilles grazie ad ArTeMuDa, con cui celebreremo il 500° anniversario del Gran Pertus scavato da Colombano Romean».
Resta il cuore in Barriera di Milano, con l’attenzione rivolta ai giovani
«Continua anche il nostro dialogo con il quartiere di Barriera di Milano – aggiunge la vicepresidente, Valentina Noya –sempre più forte ed estremamente strutturato dal 2020 con tutte le principali realtà che lo animano: pensiamo soprattutto al Community Hub di via Baltea e ai mitici Bagni di via Agliè dove il 4 luglio ospiteremo nell’ambito di CineCiak lo psicanalista e neuroscienziato argentino Miguel Benasayag. Miguel vive a Parigi dagli anni ’70 dove trova rifugio dalla dittatura nel suo Paese. Il grande filosofo e divulgatore prenderà parte a un incontro sulle forme espressive dei giovani nella contemporaneità insieme alla curatrice d’arte pubblica Lisa Parola. Proprio ai giovani è dedicato l’ultimo libro di Benasayag, L’epoca dell’intranquillità. Lettera alle nuove generazioni, scritto insieme a Teodoro Cohen, classe 1997. Il saggio affronta il tema complesso del vivere per i giovani d’oggi in società sempre più angoscianti in cui l’affermazione di sé non può che passare attraverso l’accettazione della propria strutturale condizione di fragilità, ma allo stesso tempo aderendo a valori vitali e solidaristici, in netta contrapposizione al paradigma dominante. E proprio ai giovani pensiamo quando strutturiamo i nostri progetti, per creare spazi di divertimento, condivisione, crescita, cura».
I temi: migrazioni, questione palestinese, inclusione sociale, ambiente
All’interno del programma di un’Estate al Cinema, si ritrovano diversi temi lungo i quali si muove, per tutto l’anno, l’attività dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema. Si parla, ad esempio, di migrazioni con Non dirmi che hai paura, film di Yasemin Şamdereli e Deka Mohamed Osman, che sarà proiettato il 18 giugno alle 20.45 presso la Pastorale Migranti, introdotto dall’attrice protagonista Ilham Mohamed Osman. Ma è un tema che ritroviamo anche in The Milky Way di Luigi D’Alife che il regista presenterà il 19 giugno alle 21 presso Raffinerie Sociali – Nuovi spazi urbani, dopo aver condotto un workshop gratuito dalle 18 alle 20 (per partecipare occorre scrivere a enigma.residente.torino@gmail.com). Si tratta di una pellicola in cui il tema delle migrazioni si intreccia alla storia del nostro territorio, esattamente come in Manodopera di Alain Ughetto, in programma il 7 luglio alle 21 al Centro Interculturale.
La Palestina è protagonista dei film The Sea di Shai Carmeli-Pollak alla Pastorale Migranti l’11 giugno alle 20.45 e di Tutto quello che resta di te di Cheriene Dabis, alla Cascina Roccafranca il 25 giugno alle 21.30. Si compie un viaggio nella storia del cinema grazie al ricco programma a Val Cenasco Landhouse di Moncalieri e anche con Una vera storia di David Lynch alla Cascina Roccafranca il 4 agosto alle 21.30.
Un filone molto importante è quello dedicato all’inclusione sociale, su cui l’AMNC lavora da tanti anni e con numerose iniziative. Nel programma estivo, a trattare questo argomento ci sono diverse pellicole: c’è, ad esempio, Dragon Trainer di Dean DeBlois, il 7 giugno alle 15 al Centro Studi Sereno Regis, titolo scelto insieme all’UILDM per promuovere la terza edizione della Walk of Life.
Loving di Jeff Nichols al Centro Interculturale il 16 giugno alle 21. Poi Si può faredi Giulio Manfredonia, atteso il 26 giugno alle21 alle Raffinerie Sociali dopo la proiezione dei video realizzati per Cinema Plurale, con gli autori Angelo D’Agostinoe Irene Conti Mosca. Quindi La guerra di Cesare di Sergio Scavio, che il regista presenterà il 1° luglio alle 21 da Sa Lolla, e si segnala anche Sì, chef! di Louis-Julien Petit al Centro Interculturale il 14 luglio alle 21.
Fra gli altri temi anche la creatività giovanile e l’animazione per tutti, ma spazio anche all’ambiente e al rapporto con la natura grazie a diversi film. È il caso di Ambin – La roccia e la piuma di Fredo Valla al Padiglione Natura di Exilles domenica 12 luglio alle 21.30, poi di Il buco di Michelangelo Frammartino, al Centro Incontri di piazza Europa a Exilles il 24 luglio alle 21.30, ma vanno menzionati anche Il pianeta azzurro di Franco Pavioli atteso a Val Cenasco Landhouse di Moncalieri il 30 luglio alle21.30, e infine Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti al Circolo Amici di Cels in Frazione Morliere a Exilles, l’8 agosto alle 21.30, con cui si concluderà il programma 2026 dell’intera rassegna di AMNC.
un’Estate al Cinema 2026 – 14a edizione è un progetto curato da Associazione Museo Nazionale del Cinema, ed è dedicato a Luciana Barbero, Cristina Francone, Nini Cattaneo, Marco Monservigi, Daniele Montalto, Roberto Patrucco, Giorgio Pia e Baldo Vallero
Sostenuto da Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Fondazione CRT, Per Chi Crea, SIAE, Città di Torino, Circoscrizione 4, Comune di Exilles e NovaCoop
Realizzato in collaborazione con Agenda del Cinema Torino, ArTeMuDa, Associazione Antonio Gramsci, Associazione Generazioni Migranti, Cascina Roccafranca, Centro Interculturale della Città di Torino, Centro Studi Sereno Regis, Circolo dei lettori, Festival dell’Accoglienza, Film Commission Torino Piemonte, Frullarte, Lacumbia Film, Les petite madeleines, Motore di Ricerca, Museo Nazionale del Cinema, Pastorale Migranti – Arcidiocesi di Torino, Raffinerie sociali, Si può fare, UILDM, Val Cenasco Landhouse e Via Baltea
Le proiezioni e gli incontri si svolgono all’aperto a esclusione degli spazi in Galleria della Spina, Centro Studi Sereno Regis e Circolo dei lettori che si tengono al chiuso. In caso di brutto tempo sono previste soluzioni al coperto.
APERTURA DELLE CANDIDATURE PER LA SECONDA EDIZIONE
DEL PROGRAMMA ENIGMA RESIDENTE DI ASSOCIAZIONE MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA
L’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) apre la seconda call nazionale ad artiste e artisti under35 per il progetto Enigma residente 2 sostenuto dal bando Per Chi Crea, promosso dal Ministero della Cultura e SIAE nell’ambito della linea dedicata alla Professionalizzazione degli artisti Creatività Under35 per il settore Cinema.
Il titolo si ispira al progetto multidisciplinare L’Occhio, La Macchina, La Città coordinato da uno dei padri del cinema verité, Jean Rouch che quarant’anni fa condusse un workshop intensivo a Torino. Il regista francese lavorò con giovani cineasti come Mimmo Calopresti, Alberto Signetto, Pier Milanese, Tina Castrovilli e Mario Miyakawa che al termine del percorso realizzarono il lungometraggio Enigma che coinvolse anche figure come lo scrittore Primo Levi, il responsabile delle relazioni esterne della Fiat Oddone Camerana e l’istituzione museale d’arte contemporanea del Castello di Rivoli.
La call resterà aperta fino al 15 giugno 2026 compreso
La proposta progettuale pensata per questa seconda edizione dall’AMNC intende individuare un massimo di trenta artiste e artisti under35 a cui offrire un percorso formativo cinematografico con masterclass e incontri fino alla realizzazione completa di un’opera con un continuativo e specifico tutoraggio sul progetto prescelto.
I tutor del percorso saranno artisti, formatori, professionisti accreditati a livello nazionale e internazionale nei principali reparti cinematografici: produzione, sceneggiatura, regia, direzione della fotografia, montaggio, sound design, scenografie e costumi.
Hanno già confermato la loro presenza per la residenza il produttore Carlo Cresto-Dina, la sceneggiatrice Anita Otto, il regista Edgardo Pistone e la scenografa Paola Bizzarri.
La call è su base nazionalee rispetterà nella selezione principi di equità di genere e sarà improntata a un’attenta selezione di profili artistici nel campo cinematografico spaziando su tutti i reparti e qualifiche nel settore e quindi non limitandosi esclusivamente a registe/i e autori/autrici, ma includerà – a titolo di esempio non esaustivo – sceneggiatrici/sceneggiatori, direttori e direttrici della fotografia, montatori/montatrici, scenografi/e, fonici e foniche, sound designer, operatrici e operatori di ripresa, costumisti/e, organizzatori di produzione, art director.
Questo aspetto rappresenta un elemento di unicità nell’alta formazione delle residenze artistiche cinematografiche che solitamente sono appannaggio esclusivo di autori, registi ed eventualmente produttori.
Crediamo nel potere di questo elemento innovativo, ovvero quello di aprire questo tipo di residenze a tutte le maestranze cinematografiche poiché obiettivo primario di qualsiasi formazione d’eccellenza è quello di ridurre la distanza tra l’esperienza vissuta in ambito accademico e quella reale che si sperimenterà sul campo nel quotidiano: concretamente ridurre quindi la distanza tra mondo della formazione e mondo del lavoro e far vivere un’esperienza collettiva sul set a tutte le persone partecipanti, nella consapevolezza che il rispetto dei ruoli su un set si nutra attraverso la conoscenza del proprio ruolo nella relazione creativa con quello degli altri.
Il percorso residenziale porterà alla realizzazione di un’opera cinematografica a cui parteciperanno tutti gli artisti under35 selezionati con la call nazionale che potranno seguire un minimo di 60 ore per il percorso di residenza artistica cinematografica a Torino; in questo monte ore sono incluse due masterclass estive con il produttore, distributore e regista Luigi D’Alife e il regista Sergio Scavio che saranno aperte anche al pubblico con prenotazione il 19 giugno e il 2 luglio 2026.
La formazione obbligatoria per i residenti, in caso di selezione, si svolgerà a Torino dal 16 al 20 settembre 2026 compresi presso il Centro Studi Sereno Regis e la settimana successiva si svolgeranno le riprese dell’opera.
L’opera in versione rough cut sarà presentata in una serata di proiezione in anteprima a produttori e distributori del settore che si svolgerà nell’ambito del Torino Film Industry insieme a Film Commission Torino Piemonte a novembre.
Tutte le persone che si candideranno e saranno selezionate saranno accreditate nel film sulla base del ruolo per cui saranno selezionate nella residenza: ad esempio, se una persona sarà selezionata come scenografa o assistente sarà accreditata nei titoli del film come capo reparto o assistente scenografa.
La presentazione online per chi si candida in qualsiasi reparto che non sia quello della regia avviene attraverso l’invio dei seguenti materiali obbligatori alla mail enigma.residente.torino@gmail.com
Biografia e Cv formativo e professionale ed eventualmente portfolio;
Lettera di motivazione contenente obbligatoriamente a) le aspettative verso il percorso di residenza, b) quello che si ritiene sia possibile apportare personalmente alla residenza, c) il cinema di riferimento con indicazione di tre figure chiave preferite, d) le tematiche che stanno a cuore nel proprio o nel cinema di riferimento; saranno apprezzate lettere coerenti con le indicazioni richieste, concise ed efficaci;
Dichiarazione di data e luogo di nascita e residenza anagrafica (in caso di selezione, per la partecipazione sarà richiesta obbligatoriamente la carta d’identità per appurare che la persona partecipante non abbia compiuto 36 anni alla data del 30 ottobre 2025) e il/i pronomi in cui ci si riconosce.
Per ogni reparto accoglieremo almeno 2-3 persone a comporlo. Quindi tecnici del cinema, fatevi sotto!
Per chi si candida come regista a competere per l’unica opera che verrà realizzata durante la residenza insieme a tutte le altre figure che saranno selezionate, permane l’obbligo di fornire tutta la documentazione sopraindicata necessaria alle candidature per gli altri reparti, con in più l’obbligo di presentare inoltre:
Log-line di massimo tre righe;
Soggetto di una pagina;
Trattamento esteso per documentari o opere ibride oppure sceneggiatura completa in caso di un’opera di finzione;
Moodboard;
Note di regia di una pagina;
Note di produzione di una pagina.
Qualora ci si candidasse per il ruolo di regista, è altresì obbligatorio specificare se si è disponibili a ricoprire anche il ruolo di aiuto o assistente alla regia, qualora non si venisse selezionati come registi.
In caso di incompletezza delle candidature, non saranno sollecitate integrazioni e le persone che si candidano sono consapevoli che candidature incomplete saranno automaticamente escluse, senza alcun obbligo di riscontro da parte della commissione di selezione nei confronti delle persone che non saranno selezionate.
La call resterà aperta fino al 15 giugno 2026 compreso
Il Circolo dei lettori promuove la rassegna Le favorite – Dive che hanno cambiato il cinema in collaborazione con l’AMNC e Film Commission Torino Piemonte. Il 6 gennaio 1896 nasce il cinema che esercita subito una grande fascinazione sul pubblico così da generare il fenomeno del divismo che risponde al bisogno umano di mitizzare, proiettando sé stessi in una vita diversa, fatta di bellezza, piaceri, immortalità. A calamitare l’attenzione fu, soprattutto, la donna, come già successe in poesia, pittura e nel melodramma operistico, e che con il cinema raggiunge il massimo della portata.
La rassegna sarà ospitata dal 27 maggio al 18 giugno al Circolo dei lettori di Torino (Via Bogino 9) attraverso quattro appuntamenti a ingresso libero per rendere omaggio alla figura della diva cinematografica, capace di orientare passioni, affetti e attenzioni di milioni di spettatori, in una cavalcata che percorre il Novecento e arriva alla più stretta contemporaneità. Chi sono le dive oggi?
> Mercoledì 27 maggio ore 18.30 | La costruzione del mito con Ilaria Floreano ed Edoardo Peretti. Senza il divismo la luce che il cinema ha emanato, e ancora emana, sarebbe stata probabilmente più tenue, e il suo fascino sarebbe stato meno travolgente. Volti, sorrisi, sguardi, portamenti, modi di vestire e corpi hanno costruito la mitologia della settima arte. Non è solo una questione di star system, o semplicemente di lustrini; anche l’impatto, l’influenza culturale e lo sguardo che il cinema ha avuto sul mondo possono essere riletti sulla base della storia, e delle storie, delle sue dive, le favorite dal pubblico. Ilaria Floreano inaugurerà questa rassegna dedicata all’evoluzione del divismo femminile accompagnandoci alla genesi del mito, tra cinema delle origini e cinema classico, tra culture europee e dorato mondo hollywoodiano, raccontandoci due icone rivali: l’algida ed eterea Greta Garbo e la più aggressiva e sensuale Marlene Dietrich, due attrici, entrambe migranti europee – Svedese la Garbo, tedesca la Dietrich – che hanno in qualche modo consolidato il concetto di diva già presente nel cinema muto, contribuendo in maniera decisiva alla mitopoiesi del divismo in particolare, e del cinema in generale.
> Giovedì 4 giugno ore 18.30 | Il cinema di regime e il divismo in Italia con Paola Zeni, Edoardo Peretti e Maurizio Zaccaro che presenterà il libro Bellissima dea. Storia di Clara Calamai (Vallecchi 2025). Clara Calamai è stata il primo scandalo del cinema italiano. Bellissima, sensuale, altera come una diva francese, nel 1942 osò ciò che nessuna attrice aveva mai fatto prima: apparire a seno nudo ne La cena delle beffe, scatenando lo scandalo e la fascinazione di un intero Paese sotto dittatura. Un anno dopo, con Ossessione di Luchino Visconti, rinunciò agli abiti eleganti e al trucco, prestando il volto e il corpo a Giovanna, la bottegaia frustrata che inaugurò il neorealismo. Da quel momento divenne il simbolo di una generazione: l’immagine che i soldati italiani portavano al fronte nel portafogli, la donna proibita che incarnava il desiderio e il peccato. Ma Clara Calamai non fu solo la diva conturbante degli anni ’40. Fu anche una donna inquieta, fragile, piena di passioni e paure, che scelse a un certo punto di abbandonare le luci del set per inseguire affetti e normalità. Un ritiro improvviso che la rese ancora più leggendaria, come una Greta Garbo italiana. Poi, quando sembrava ormai dimenticata, la chiamata inattesa: Dario Argento la volle in Profondo rosso, restituendole una nuova, inquietante immortalità. Bellissima dea è il romanzo di una diva che bruciò di scandalo e desiderio, e che pagò con il silenzio e l’ombra il prezzo della sua unicità.
> Giovedì 11 giugno ore 18.30 | C’era una volta a Hollywood: Elizabeth Taylor e il caso Cleopatra con Gabriele Niola. Il 12 giugno 1963 usciva nei cinema di tutto il mondo un film epico di quattro ore, scritto e diretto da Joseph L. Mankiewicz: Cleopatra. La protagonista, la regina d’Egitto più nota della storia, aveva gli occhi viola di Elizabeth Taylor. Taylor è diventata una star del cinema a soli dodici anni e per la maggior parte della sua vita fu la diva per eccellenza, ammirata, invidiata, chiacchierata. Cleopatra ha rappresentato l’apice della sua carriera. La produzione del film è stata imponente e faticosa, disastrata e costosissima: segnato dagli scandali, è ricordato per il guardaroba storico di 65 costumi e per l’amour fou della coppia Elizabeth Taylor-Richard Burton.
> Giovedì 18 giugno ore 18.30 | Essere dive, oggi con Maria Paola Pierini ed Edoardo Peretti. Si può ancora parlare di dive? Una riflessione tra nuove figure contemporanee e icone del passato e di come nel tempo siano cambiati i modelli di riferimento.
La sezione torinese dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare OdV (UILDM) e Fondazione Telethon, in collaborazione con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) promuovono una proiezione gratuita rivolta alle famiglie e alla cittadinanza del film d’animazione Dragon Trainer di Dean DeBlois (USA 2025, 120’) in programma domenica 7 giugno alle ore 15.00 presso la Sala Gabriella Poli del Centro Studi Sereno Regis (Via Garibaldi 13, Torino).
Sulla selvaggia isola di Berk, Hiccup, figlio geniale del capo Stoick l’Immenso, sfida la secolare faida tra vichinghi e draghi stringendo un’insolita amicizia con Sdentato, un temibile drago Furia Buia. Gli autori di Lilo e Stitch si ispirano ai racconti per ragazzi dell’inglese Cressida Cowell e trasportano gli spettatori in un regno popolato da creature dai poteri straordinari. Umorismo e azione, battaglie avvincenti e momenti più riflessivi e teneri si alternano in un intreccio efficace, da cui emerge l’importanza del rispetto reciproco.
L’appuntamento nasce per promuovere la quarta edizione della Walk Of Life Torino in programma sabato 13 giugno presso il Parco del Valentino, – dichiara la responsabile Enrica Rolle – una manifestazione podistica non competitiva aperta e accessibile a chiunque. Da diversi anni la Fondazione Telethon promuove la Walk Of Life, oltre che in Piemonte, anche nel Lazio, in Campania e in Sicilia con lo scopo di raccogliere fondi per sostenere la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare. Dopo le prime tre fortunate edizioni che hanno coinvolto circa 1.000 partecipanti, organizzate da Uildm Torino con la collaborazione di Fondazione Telethon, vorremmo che questa manifestazione diventasse una realtà consolidata anche in Piemonte come rappresentante del Nord Italia: un’occasione d’incontro tra adulti, bambini, atleti, tra sport e divertimento che unirà i cittadini all’insegna dell’inclusività”.
È possibile iscriversi alla Walk Of Life di sabato 13 giugno 2026 a questo indirizzo https://torino.uildm.org/save-the-date/ oppure comprando direttamente le sacche negli store Decathlon del territorio. Anche nella giornata del 7 giugno sarà possibile iscriversi prima o dopo la proiezione del film Dragon Trainer.
L’obiettivo della manifestazione è creare uno spazio pubblico accessibile che possa coinvolgere la cittadinanza, fare rete con altre associazioni del territorio e promuovere l’inclusività sia a livello sportivo che sociale. L’intero ricavato della manifestazione sarà suddiviso tra Fondazione Telethon che finanzierà progetti di ricerca sulle malattie neuromuscolarie la UILDM Torino che sosterrà le attività di fisioterapia, logopedia, idroterapia, psicologia e nutrizione rivolte ai soci miodistrofici della sezione.
Lacumbia Film, Impresa & Territorio e AMNC promuovono il Cineforum della Spina, un ciclo di proiezioni gratuite per chi ama il cinema. Da marzo a giugno 2026 film un programma cinematografico pensato per tutte le età presso la Galleria della Spina (Via Andrea Cesalpino 11/A) tra i quartieri di Borgo Vittoria e Madonna di Campagna a Torino. Proporremo film, cortometraggi e incontri con autori e autrici per creare un dialogo con il pubblico: un momento per scoprire nuovi film e parlarne insieme.
Il primo appuntamento è in programma venerdì 13 marzo alle ore 21.00 con il film d’animazione Scirocco e il Regno dei Venti di Benoît Chieux, ispirato alle creature e ai mondi fantastici di Hayao Miyazaki distribuito in Italia da Trent Film. Due sorelline che si ritrovano per magia tramutate in gattine in un mondo alternativo, abitato da creature fantastiche e da Scirocco, un temuto stregone che governa i venti. Per tornare a casa chiederanno l’aiuto di Selma, una cantante che nasconde un grande segreto che collega i due mondi. L’ingresso è libero con la possibilità di prenotare attraverso Eventbrite.
Il secondo appuntamento è fissato per venerdì 10 aprile alle ore 21.00 con il film d’animazione Dreambuilders– La fabbrica dei sogni di Kim Hagen Jensen. Mina vive felicemente con il papà e il suo adorato criceto, Viggo Mortensen, quando la nuova compagna del padre, Helen, si trasferisce in casa loro insieme alla figlia. Jenny è coetanea di Mina ma, ai suoi occhi, non potrebbe essere più diversa: dispettosa, fissata con gli abiti di moda e con i social network, e soprattutto determinata a sbarazzarsi di Viggo. Mina è disperata e non può nemmeno contare sulla complicità del padre, che la invita a indossare il “cappello della felicità” e a essere tollerante. Una notte, però, scopre un buco nella parete del suo sogno e, dietro quella frattura accidentale, un mondo di costruttori di sogni, che lavora alacremente per riempire l’immaginario notturno di ogni essere umano. È così che le viene in mente l’idea pericolosa per cui, se non può cambiare Jenny da sveglia, può però farlo mentre dorme, intervenendo direttamente sui suoi sogni.
Prima di Dreambuilders verrà proiettato il cortometraggio prodotto dal CSC – Animazione Atlante di Filippo Biasiotto, Gabriele Carollo e Massimo Vagliviello: Atlante è gravato di una responsabilità enorme: sostenere la volta celeste. Mentre lui è immobile, ai suoi piedi tutto un mondo brulica, indifferente ai suoi sforzi. Anche lui vorrebbe vivere una vita libera come come tutti gli altri, come l’uccellino petulante che gli svolazza intorno. L’ingresso è libero con la possibilità di prenotare attraverso Eventbrite.
Il terzo film è fissato per venerdì 24 aprile alle ore 21.00 con il pluripremiato lungometraggio d’animazione Flow – Un mondo da salvare di Gints Zibaldonis (2024, 80′). In un mondo in cui gli esseri umani sembrano essere scomparsi, l’arrivo di un’inondazione costringe un gatto a mettersi in salvo su una barca, insieme a un variopinto gruppo di animali. Tra paesaggi di abbagliante bellezza e pericoli imprevisti, il viaggio farà capire a tutti che l’unione è la loro vera forza. L’ingresso è libero con la possibilità di prenotare attraverso Eventbrite.
L’incontro del 24 aprile rappresenta il primo appuntamento torinese di Reality Off Screen – Cineforum per il sociale, un progetto culturale e partecipativo ideato da un gruppo di giovani provenienti da diverse città italiane e promosso da A13 Lab, media lab dell’associazione Amaita Intercultura APS. Il progetto è finanziato dal Corpo Europeo di Solidarietà dell’Unione Europea, nell’ambito dei programmi dedicati alla partecipazione e all’attivazione giovanile.
Il quarto appuntamento è in programma venerdì 15 maggio alle ore 21.00 con la proiezione del film Bangla di Phaim Bhuiyan. Phaim è un giovane musulmano nato in Italia di origini bengalesi che vive con la sua famiglia a Torpignattara, quartiere multiculturale di Roma; lavora come steward in un museo e suona in un gruppo. In occasione di un concerto incontra Asia, suo esatto opposto. Il film è stato premiato nel 2020 David di Donatello per la miglior regia firmata da un autore esordiente.
Il quinto appuntamento è in programma venerdì 5 giugno alle 21.00 con la proiezione gratuita del film documentario Tanto di Cappello di Angelo D’Agostino (Italia 2024, 77′) alla presenza del regista in sala. Cosa fanno gli artisti di strada tra uno spettacolo e l’altro? Cosa resta quando l’ultimo applauso si è spento e la folla dispersa? Attraverso le storie di cinque artisti di strada – Andrea, Chiara, Domenico, Elisa e Rašid – Tanto di Cappello parla del senso delle cose. Di ciò che c’è di incrollabile nel mestiere più precario di tutti, e che può farci riscoprire qualcosa di fondamentale su noi stessi, sul percorso che questa società si aspetta che percorriamo e su quello che, invece, potrebbe condurci il lasciarsi andare all’inaspettato. È un film che risponde a molte delle domande che avremmo sempre voluto fare agli artisti di strada. E un po’ a noi stessi.
Il documentario di Angelo D’Agostino sarà preceduto dalla proiezione di un episodio della serie animata Anselmo Wannabe ideata e diretta da Massimo Ottoni, con la voce di Neri Marcorè. Una co-produzione Ibrido Studio e AIM Creative Studios, realizzata in collaborazione con RAI Kids con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Piemonte e Film Commission Torino Piemonte realizzato nel rispetto del protocollo green di Ecomuvi. Anselmo è un bambino creativo, ma pasticcione. Letizia, la sua compagna di classe, è brillante e precisa. Insieme vivono sfrenate avventure confrontandosi con le soddisfazioni e le insidie dei diversi mestieri e mostrandoci come ogni lavoro, se svolto con passione e dedizione, possa essere il lavoro più bello del mondo! Nello specifico sarà proiettato l’episodio 4, Artista di strada: Anselmo cerca il suo talento fra acrobati, funamboli e le tante giocolerie da strada. Mentre si esercita con il monociclo, cade su un banchetto di frutta e verdura. Un pomodoro rosso gli resta appiccicato sul naso e… finalmente! La gente lo guarda divertita. Quella è la tua specialità, Anselmo: essere un clown!
Il sesto e ultimo appuntamento è fissato per venerdì 12 giugno ore 21.00 e prevede la proiezione del film Di pari passo di Silvia Pesce (Italia 2019, 59′) alla presenza della regista in sala. Il ritratto di Anna Ragozza, giovane traduttrice dalla personalità allegra e determinata. Ama il ballo per la libertà che le regala, lo si percepisce, vedendola ballare che in quel momento lei è felice e libera. Il ritratto di Francesco Cavallero, giovane guida storico turistica. Cresciuto a contatto con le piole di montagna, è sempre rimasto in contatto con i canti e la cultura popolare. Poi incontra la ghironda, e con questa scopre il potere della tradizione, dei balli e delle musiche e dell’importanza di mantenerle vive. Un ritratto non solo dei protagonisti ma di una piccola comunità in cui loro si ritrovano. Un incontro/scontro che fotografa la comunità folk italiana di oggi. Il documentario sarà preceduto dalla proiezione di un cortometraggio.
Il Cinema Teatro Agnelli di Torino (Via Paolo Sarpi 111) promuove la terza edizione di Parole & Cinema, la rassegna inserita nell’ambito del Salone OFF del Salone Internazionale del Libro realizzata in collaborazione con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) attraverso due appuntamenti speciali per raccontare il presente attraverso il dialogo tra la letteratura e il grande schermo. Un’occasione per incontrare autori, storie e temi contemporanei, in un luogo che continua a mettere al centro cultura, educazione e comunità.
Giovedì 14 maggio alle 21.00 sarà proiettato …che Dio perdona a tutti, tratto dall’omonimo romanzo edito da Feltrinelli e scritto da Pif che introdurrà la serata. Modera Giuseppe Puonzo, delegato per la Comunicazione Sociale dei Salesiani Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania. “… che Dio perdona a tutti – dichiara Pif – è un film che racchiude tre mie grandi passioni, civili, sentimentali e culinarie: l’esempio morale di Papa Francesco, l’amore per la mia terra e, soprattutto, i suoi dolci. Con questa storia tratta da un mio romanzo, edito Feltrinelli e fortunatamente molto apprezzato dal pubblico, vorrei con tatto e ironia raccontare le peripezie e le difficoltà che affronta un uomo che vuole davvero applicare, nella vita quotidiana, gli insegnamenti del Vangelo”. Ingresso a 5,00 euro, 4,00 euro i ridotti.
Domenica 17 maggio alle 15.30 sarà la volta di Domani interrogo di Umberto Carteni tratto dall’omonimo romanzo edito da Marsilio e scritto da Gaja Cenciarelli che sarà presente per dialogare con il pubblico presente in sala. Moderano Edoardo Peretti dell’AMNC e lo scrittore Alessio Romano. Una professoressa di inglese (Anna Ferzetti) terrorizzata dagli studenti, ma convinta del valore educativo fondamentale della scuola, viene assegnata in un liceo nel quartiere di Rebibbia a Roma. I suoi colleghi hanno perso le speranze di cavare qualcosa dall’ultima classe, quella degli studenti più difficili, ritrosi, composto da un vero e proprio melting pot urbano. Tra fumo e famiglie sfasciate, spaccio e primi amori, storie di rassegnazione, i ragazzi si buttano via giorno dopo giorno, tra canne, telefonini e preconcetti, convinti che la vita fuori dalla scuola sia solo ostile e a loro preclusa. La professoressa o, meglio Pressoré, come la chiamano tutti, ha tre possibilità: scappare come i suoi predecessori, non prendersene cura oppure entrare in quella gabbia di leoni disarmata. Cercando di comprenderli, riuscirà a entrare nei loro cuori e a dare un senso sia al loro percorso scolastico che alla sua vita di insegnante. Ingresso a 5,00 euro, 4,00 euro i ridotti.
Pif, all’anagrafe Pierfrancesco Diliberto, inizia la sua carriera lavorando come assistente alla regia di Franco Zeffirelli in Un tè con Mussolini (1999) e con Marco Tullio Giordana ne I cento passi (2000). Nel 2000 diventa autore televisivo, acquistando poi celebrità con il programma Le Iene. Nel 2013 debutta alla regia con il suo primo lungometraggio, La mafia uccide solo d’estate, per il quale vince due David di Donatello e un Efa (European Film Awards). Seguono i film In guerra per amore (2016) e E noi come stronzi rimanemmo a guardare (2021). …che Dio perdona a tutti (2018) è il suo primo romanzo che ha venduto oltre 200.000 copie, a cui sono seguiti Io posso (con Marco Lillo, 2021) e La disperata ricerca d’amore di un povero idiota (2022), tutti editi da Feltrinelli.
Gaja Cenciarelli, scrittrice e traduttrice, ha scritto romanzi, racconti, interventi critici. Con Nadia Terranova ed Elena Stancanelli fa parte dei “Piccoli maestri”, un’associazione che si pone l’obiettivo di promuovere la lettura nelle scuole. Per Marsilio ha pubblicato La nuda verità (2018), Domani interrogo (2022; premio Alvaro-Bigiaretti 2023), A scuola non si muore (2024) e Il rivoluzionario e la maestra (2026). Insegna lingua e letteratura inglese a Roma; negli anni della pandemia ha raccontato la sua esperienza di insegnante sul quotidiano «il manifesto».
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