SenzaFIATo? e Armando Ceste alla Festa FIOM

Nell’ambito della festa del sindacato FIOM-CGIL dei lavoratori metalmeccanici che si svolgerà a Torino dal 17 al 20 settembre 2025 presso Cartiera (Via Fossano 8, Torino) l’Archivio Armando Ceste e l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) collabora con Rewind Digital per una proiezione speciale e una videoinstallazione.

Venerdì 19 settembre alle 17.30 presso Cartiera è in programma la proiezione a ingresso libero di Senza FIATo? (Italia 2003, 53′), film diretto dal collettivo Senza FIATo? e montato da Alberto Ruffino. Il documentario è la cronaca fedele delle agitazioni dei lavoratori della FIAT durante la crisi dell’azienda e la relativa cassa integrazione del 2002/2003. È il racconto delle manifestazioni di piazza di studenti e lavoratori, fino all’occupazione della Stazione di Porta Nuova e il blocco della tangenziale, e della lotta del sindacato FIOM-CGIL per il mantenimento dei posti di lavoro. Introdurranno il film Giacomo Ferrante e Davide Ferrario, tra gli autori che facevano parte del collettivo insieme a Gianfranco Barberi, Pé Calopresti, Armando Ceste, Adonella Marena, Pier Milanese, Claudio Paletto, Luca Pastore, Alberto Ruffino (montatore), Alberto Signetto ed Enrica Viola.

Nei giorni della Festa, da mercoledì 17 a sabato 20 settembre, sarà proiettata in loop l’installazione visibile gratuitamente ArmandoCeste2024 (Italia 2024, 45′) con la regia al montaggio di Alberto Ruffino, una video installazione a tre schermi a tubo catodico prodotta da Rewind Digital e AMNC. “Il documentario – dichiara Alberto Ruffino – ripropone i materiali girati e montati tra il 1996 e il 2008 dal regista Armando Ceste. Un omaggio, a quindici anni dalla sua scomparsa, al suo sguardo di cineasta critico e attento e, al contempo, un’occasione per riflettere sulle trasformazioni che i territori e l’ambiente hanno subito in base alle diverse scelte politiche e ai cambiamenti socio-culturali del Paese. La confisca dei beni e dei terreni alla mafia (Liberaterra), la crisi della FIAT (Fiatamlet e Variazioni), le lotte e le proteste dal basso (Rosso/Askatasuna, Abdellah e i suoi fratelli, Erri De Luca dopo Genova) hanno lasciato una traccia indelebile sulle città e le loro periferie, mutandone per sempre la fisionomia, la storia e la memoria.”

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