Tutti i film di LiberAzioni festival

Mercoledì 1 ottobre ore 18.00 Gallerie d’Italia, Piazza San Carlo 156, Torino, ingresso libero

Tehachapi di JR (USA 2023, 92’) Anteprima regionale. A partire dal 2019, JR ha collaborato attivamente con i detenuti e con il personale penitenziario del carcere californiano, realizzando dei ritratti fotografici che sono stati stampati in grande formato e incollati sul pavimento nell’area del cortile esterno. Il film fa luce su una realtà difficilmente accessibile e solleva domande sull’efficacia dell’arte nel cambiare il mondo e sul suo impatto sulle persone coinvolte.

Venerdì 3 ottobre ore 9.30 – Attività rivolta alle scuole, Cinema Massimo, Via Giuseppe Verdi 18, Torino

L’ultima isola di Davide Lomma (2024, 74′) Anteprima regionale. In occasione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza i Servizi Educativi del Museo del Cinema e LiberAzioni festival promuovono una proiezione gratuita per le Scuole secondarie di II grado de L’ultima isola, un documentario sulla vera storia di otto amici lampedusani che durante il tragico naufragio del 3 ottobre 2013 salvarono 47 persone in mare. Un gesto di coraggio che il film restituisce con forza attraverso immagini e testimonianze. La proiezione sarà introdotta da un video messaggio del regista Davide Lomma che dichiara:”Questo documentario nasce da sei anni di ricerca e riprese accanto a questo gruppo di amici che ha vissuto un’esperienza così eccezionale. Quello che ne è uscito fuori non è un film sull’immigrazione, o meglio non solo. È un film sul superamento del dolore. Sulla trasformazione del dolore in qualcosa di altro.”

Venerdì 3 ottobre ore 19.30 CineTeatro Baretti, Via Giuseppe Baretti 4, Torino

Il pianto degli eroi – L’Iliade e le Troiane nel carcere di Bollate di Francesca Lolli e Bruno Bigoni (2024, 75’) Anteprima regionale in collaborazione con Torino Underground Cinefest. All’interno del carcere di Bollate, prende vita una rievocazione dell’Iliade di Omero e delle Troiane di Euripide. La peculiarità di questa rappresentazione è la fusione tra persone e personaggi: ogni detenuto si presenta come l’eroe che interpreta, incarnandone la personalità e le motivazioni come se fossero proprie. Questo processo porta gli attori a esplorare conflitti interiori e profondi moti dell’animo, dando vita a un’esperienza simile a uno psicodramma. La tragedia euripidea e l’epica omerica assumono così una nuova dimensione catartica, trasformandosi in un’espressione intima e soggettiva dei detenuti.

Domenica 5 ottobre ore 18.30 Lacumbia Film, Via Tesso 30, Torino, ingresso libero

Abito di Confini. Muoversi Dietro le Quinte del Palcoscenico Italiano di Opher Thomson (2025, 40’), interviene l’autore, è consigliata la prenotazione tramite la piattaforma Eventbrite di Lacumbia Film a: QUESTO LINK

L’Italia è uno degli Stati più visitati al mondo, con 65 milioni di turisti internazionali nel 2024, la vicina Francia supera persino l’Italia. Un vasto comprensorio sciistico che cavalca i due Paesi esemplifica questo movimento; gli impianti li portano oltre il confine, ma non tutti sono i benvenuti. Alcuni cercano di oltrepassare lo stesso confine con le proprie gambe, arrancando attraverso la neve, sprofondandovi, col rischio di essere respinti dalla polizia che gli dà la caccia. Salgono sempre più in alto per evitare contatto, spesso di notte, con la speranza di un giorno trovare un posto dove stare. Molti hanno già valicato il Carso e hanno visto scorci di Trieste, Venezia, Verona, Milano e Torino, ma alla fine l’Italia non è la loro destinazione. Il film traccia un umile viaggio attraverso terre famose, ma poco familiari, chiedendosi cosa una tale prospettiva riveli su questi paesaggi in drammatico cambiamento.

Lunedì 6 ottobre ore 20.45 Cinema Massimo, Via Giuseppe Verdi 18, Torino, ingresso libero

Odissea Corrado con la regia al montaggio di Alberto Ruffino (2025, 45′) Anteprima nazionale in collaborazione con il Festival dell’Accoglienza, interviene l’autore. È consigliata la prenotazione tramite la piattaforma Eventbrite di Associazione Museo Nazionale del Cinema a: QUESTO LINK

Partendo dai materiali d’archivio di Corrado Iannelli, Alberto Ruffino ha costruito un racconto a più canali audio e video su tre schermi per cercare di restituire la sua inquietudine positiva che lo ha caratterizzato per tutta la sua carriera di cineasta. Il viaggio tocca diverse tematiche, ma il filo conduttore del film riguarda la capacità di Iannelli nel raccontare le storie dei popoli migranti presenti sul nostro territorio, con particolare attenzione al mondo arabo, documentato attraverso feste e rituali, ma anche con interviste a persone incontrate durante il suo instancabile cammino con la camera in spalla. Il film sarà preceduto da Le Mani di Re Mida di Barbara Zaia Swiezynska e Luca Lusso, prodotto dall’Associazione Il Tiglio e Coop L’Arcobaleno, un percorso di scoperta e trasformazione realizzato dalla compagnia integrata I Sognattori, in cui l’arte diventa strumento di inclusione e liberazione dalle difficoltà psichiche e sociali.

Mercoledì 8 ottobre ore 21.00 Sa Lolla, Corso Umbria 28, Torino, ingresso libero

Nella colonia penale di Gaetano Crivaro, Silvia Perra, Ferruccio Goia e Alberto Diana (2025, 85′); intervengono gli autori. In Sardegna, a Isili, Mamone, Is Arenas, nascoste in luoghi quasi inaccessibili, esistono ancora oggi tre delle ultime colonie penali attive in Europa. Qui, in queste case di lavoro all’aperto, i detenuti scontano la pena dividendo il loro tempo tra le mura della cella e il lavoro: coltivano la terra, allevano animali da pascolo, svolgono compiti di manutenzione della stessa struttura in cui sono rinchiusi. I registi di quest’opera di grande impegno civile ci invitano a riflettere su come il dispositivo di sorveglianza e repressione sembri ripetersi immutato di fronte alla macchina da presa, di colonia in colonia. Cambiano i volti, le guardie e i condannati, ma il sistema di controllo rimane il medesimo.

Giovedì 9 ottobre ore 17.00 Campus Einaudi, Aula magna, Lungo Dora Siena 100, Torino, ingresso libero

Fly so far di Celina Escher (2021, 88’), alla presenza della regista e del Prof.re Claudio Sarzotti. El Salvador ha una delle leggi più severe al mondo sull’aborto. È una delle cinque nazioni in cui l’aborto non è consentito in alcuna circostanza e la pena prevista è il carcere fino a trent’anni. Teodora Vásquez è la portavoce delle donne accusate di omicidio aggravato e incarcerate per interruzione di gravidanza. Il suo caso è diventato l’emblema dell’estremismo nella criminalizzazione dell’aborto e della crudeltà del sistema salvadoregno verso le donne, ma è anche e soprattutto un esempio di lotta, resilienza e solidarietà.

Venerdì 10 ottobre ore 18.00 Binaria, Via Sestriere 34, Torino, ingresso libero

Sarura di Nicola Zambelli (2022, 80’), appuntamento realizzato nell’ambito di IllustrAzioni per Gaza. Sarura è il nome di antico villaggio ricavato nella terra: è stato abitato fino a metà degli anni ‘90 da pastori palestinesi per poi essere abbandonato a seguito della costruzione di due avamposti israeliani e dei ripetuti attacchi dei coloni con la complicità dell’esercito. Oggi le grotte di Sarura sono state ripristinate da un gruppo di giovani palestinesi, riuniti in un collettivo chiamato Youth of Sumud (La gioventù della perseveranza): sono i figli e le figlie degli attivisti nonviolenti del Comitato di Resistenza Popolare delle colline a sud di Hebron, che per più di 20 anni sono riusciti a resistere sulla loro terra ai tentativi di evacuazione grazie ad azioni nonviolente e alla solidarietà degli attivisti pacifisti israeliani e internazionali. Qui i palestinesi affrontano l’occupazione israeliana ogni giorno, resistendo grazie a pratiche nonviolente e al mediattivismo fornito dai nuovi strumenti digitali.

Venerdì 10 ottobre ore 21.00 Centro Studi Sereno Regis, Sala Gabriella Poli, Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino, ingresso libero. Programma dei film fuori concorso; intervengono gli autori.

11 GIORNI tra le mura del carcere di Nicola Zambelli (2024, 33’). Un viaggio tra le mura del carcere più sovraffollato d’Italia. All’interno della casa circondariale “Nerio Fischione” di Brescia, un gruppo di detenuti si racconta in una web-serie documentaristica di 33 episodi, pubblicati nell’arco di 11 giorni, su una pagina Instagram (@11.giorni). “11 Giorni” è un’opera cinematografica che offre una lente d’ingrandimento originale su un universo spesso trascurato e apre le porte a una riflessione profonda sulla giustizia e sulle connessioni umane.

Dove nasce il vento di Francesco Tomba (2021, 38’). Il film racconta la storia di un ex detenuto che ha scontato parte della sua pena nella colonia penale agricola dell’Asinara (Sardegna; Italia) durante gli anni ’80. La testimonianza di Rinaldo, con registrazioni e filmati realizzati in varie situazioni della sua vita odierna e in particolare con il suo “ritorno” da libero cittadino in visita all’Asinara insieme alla moglie Ottavia, intende affrontare i temi della vita e della storia sull’isola, attraverso la memoria del protagonista, soffermandosi su aspetti legati alla vita quotidiana e alle attività agro-pastorali dell’isola, in forte relazione con le condizioni e le sue caratteristiche ambientali e naturalistiche.

Domenica sera di Matteo Tortone (2024, 17’). Alex è un ultras, la sua squadra ha perso una partita. Vive con la nonna e vende pastiglie di Rivotril. È una serata che non decolla, e scende nel seminterrato dove è in corso una battle rap. Nemy è una ragazza dalle rime ricercate che balla sicura e sinuosa. I loro corpi si sfiorano in quello che sembra l’inizio di una storia. Film vincitore del David di Donatello per il miglior cortometraggio 2025.

Sabato 11 ottobre ore 18.30 Centro Studi Sereno Regis, Sala Gabriella Poli, Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino, ingresso libero. Primo programma proiezione dei film in concorso dei film, intervengono le autrici e gli autori.

L’uomo più ricco del mondo di Raffaella Piemontese (2024, 3′). Giuseppe è un detenuto del carcere di massima sicurezza di Fossombrone e grazie all’arte viaggia lontano raggiungendo i posti del cuore e le persone a lui care. Il cortometraggio è stato frutto del progetto del Garante Regionale dei Diritti della Persona – Marche, realizzato da APS Nie Wiem in collaborazione con l’Università Iulm.

Sommersi di Gianmarco Pezzoli (2024, 18’). Valle del Santerno, estate 2023. Michael e Lorenzo, due quattordicenni annoiati, gettano sassi da un cavalcavia per gioco, ignari della tragedia che li sta per travolgere. Un’alluvione è in procinto di arrivare, per sommergere ogni cosa.

Ofarja di Ahmed Ben Nessib (2024, 15′). Che fanno i fari? Schiariscono le posizioni, danno senso alle direzioni, illuminano le vele e tracciano la rotta. 8 persone detenute nel carcere di alta sicurezza di Secondigliano scoprono il disegno animato e lo usano per raccontare i ricordi che sono i loro fari.

Come i pesci che non sanno respirare di Antonella Santarelli (2024, 15’). Cortometraggio scritto da Armando Maria Trotta e diretto da Antonella Santarelli che racconta la storia di Isidoro, la storia di un incontro e di una certa indeterminatezza. Bisogna reinventarsi, cambiare, evolversi e talvolta morire per seguire il corso naturale degli eventi… proprio come un fiume, che ha un nome quando nasce e cambia nome quando si sporca di sale per trasformarsi in onda.

Giudizio sospeso di Lorenzo Maria Chierici (2025, 24′). Nel documentario si intrecciano le storie di quattro ragazzi che hanno commesso reati prima dei 18 anni: due si trovano in un istituto penale minorile, gli altri due in una comunità. Tutti stanno affrontando un percorso volto al reinserimento nella società. Un cammino complesso e ancora lungo, così come il tempo da trascorrere all’interno delle strutture. Ma il reato è stato un momento della loro vita che ha delle cause e, inevitabilmente, delle conseguenze. A parte quel momento, però, erano e restano dei ragazzi come tutti gli altri: ognuno con i propri sogni, le diverse paure e aspettative e la prospettiva di un futuro in cui torneranno ad essere liberi. L’opera si propone di riflettere sul senso, qualora ci fosse, della detenzione minorile. Ma il risultato finale è stato una sospensione del giudizio.

I fiori dello spirito di Romeo e Alessio Gjokaj (2025, 5’). Un mattino del 1970, sotto il regime comunista di Enver Hoxha in Albania, un prigioniero si sveglia dopo aver sognato di essere libero. Prima che le immagini del sogno sbiadiscano, decide di appuntarle segretamente su un libro di preghiere che tiene nascosto sotto al letto.

Il passaggio realizzato dai detenuti della Casa di Reclusione di Fossombrone (2024, 3’). Una vecchia ombra oltrepassa la linea di confine che separa due tempi: il tempo carcerario e il tempo del mondo esterno. Viaggia così, attraverso i suoi ricordi, arrivando da sua figlia appena nata. Il passaggio è Il sogno di un desiderio impossibile: trasformarsi in angelo, volare via, ritrovare quel tempo che si è fermato il giorno in cui siamo entrati in carcere.

Nella Mia Zona di Davide Vigore (2025, 29′). L’entroterra siciliano. Simone è un giovane trapper all’apice di un successo confinato al suo paesino, sulla coscienza l’incapacità di andare oltre la sua zona. Israel un barbiere nigeriano, con il desiderio di diventare un pugile professionista. Lo scorrere lento della vita di questi due giovani che sopravvivono nell’ immaginare un futuro diverso in una provincia che li tiene prigionieri.

Sabato 11 ottobre ore 21.00 Centro Studi Sereno Regis, Sala Gabriella Poli, Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino, ingresso libero. Secondo programma di proiezione dei film in concorso, intervengono le autrici e gli autori.

Ricordi digitali x cuori in affanno di Luca di Paolo (2024, 15’). Lucia è con la sua amica Flavia nella sua macchina, parcheggiata nel quartiere di Matteo. Lucia vuole lasciarlo ma non sa come fare, lui ha i video intimi della loro relazione. Flavia la incoraggia ad essere più chiara e determinata possibile, sperando nella comprensione di Matteo. Quando Lucia e Matteo si siedono davanti per un caffè, non tutto va come immaginato.

Limbo di Vincenzo Ardito e Damiano Nirchio (2025, 22’). Dicono che esista un luogo dove le anime, sospese tra una vecchia vita e una probabile nuova vita, possano decidere di lasciare per sempre ciò che è stato dolore, fallimento, errore e portare con sé invece le gioie più profonde, gli affetti più cari… Lasciare ciò che danneggia e portare ciò che ripara. Se si vuole una nuova occasione non si può sbagliare nella scelta. Il Giudice più severo di sempre ascolterà con attenzione e deciderà poi il da farsi. Non si sa se questo luogo esista veramente in bilico tra la vita e la morte. Ma certamente esiste in Terra e vi abitano, temporaneamente ristrette, molte persone tra cui gli autori e interpreti di questo lavoro. Esiste infine dentro ognuno di noi. Senza possibilità di eccezione. Tutti danneggianti e tutti danneggiati. Ma anche riparatori.

Siamo A’mmare di Alessio Genovese (2024, 15’). Turi è cresciuto con il padre in carcere. Adesso che ha compiuto diciott’anni, sente che per lui è arrivato il momento della maturità e prova a convincere la sua ragazza Rosa ad abbandonare la scuola per andare a vivere con lui. Di fronte alla sua insistenza, lei si rifiuta con tutta se stessa e trova la forza di allontanarlo. Per Turi è la conferma di essere nato sotto una cattiva stella: condannato a vivere una vita senza amore. Diventa aggressivo e spregiudicato, cercando di prendersi con la forza quello che pensa che gli spetti. I suoi passi ripercorrono quelli del padre, fino a condurlo in carcere. In un gioco a specchio, padre e figlio affrontano le ombre del proprio passato.

Trasparenze di Mario Blaconà (2024, 7′). Una rappresentazione del cambiamento del male attraverso le sovrastrutture del potere. Le mura dell’ex campo di concentramento di Trieste, la Risiera di San Sabba, conferiscono alle parole della conoscenza un senso di strascico fisico, grazie al profetico testo di Jean Baudrillard, La trasparenza del male, che tuttavia non viene accompagnato alle immagini, ma sceglie un percorso a loro autonomo, e allo stesso tempo parallelo. Questo breve film, diviso tra pellicola e digitale, tra bianco e nero e colori, tra passato e presente, cerca di ricordare quanto sia fragile ed evanescente il concetto di verità, messo in scena qui come un sussurro, che tuttavia nel suo essere flebile cerca di resistere a qualsiasi tentazione retorica.

EXPOSÉ di Francesco Stefanoni e Beatrice Ciotoli (2025, 16′). Exposè è un cortometraggio di genere documentario; una testimonianza personale di un periodo, di storie, di resistenze. Dalla solitudine di una valle alpina, alla città, dai quattro amici di sempre, alle folle delle piazze urbane.

Campo Libero di Cristina Principe (2025, 16′). Vanessa, una giovane ragazza fiorentina, si prepara in casa per un evento importante: la giornata conclusiva del campionato dello sport che ama. Arrivata al campo, si unisce ai suoi compagni di squadra e presto diventa chiaro che non si tratta di una partita qualunque. È la finale del campionato di Baseball per ciechi, un momento che incarna coraggio, libertà e la straordinaria forza di superare ogni limite.

SANDEEP! di Paolo Gentinella (2024, 14′). Costretto a fare le notti in una lavanderia bengalese, un giovane garzone con il sogno della moda ha finalmente l’occasione per realizzare una sua creazione con un capo abbandonato. Ma quando tempo dopo il proprietario del vestito si presenta per reclamarlo, per lui è l’inizio della fine.

Domenica 12 ottobre ore 18.30 Centro Studi Sereno Regis, Sala Gabriella Poli, Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino, ingresso libero

Portuali di Perla Sardella (2024, 81’), interviene l’autrice. Consegna della terza edizione del Premio Giovanni Panosetti. È consigliata la prenotazione tramite la piattaforma Eventbrite di Associazione Museo Nazionale del Cinema a: QUESTO LINK

“Un gruppo di lavoratori del porto di Genova raccolti sotto la sigla autonoma C.A.L.P. (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali). Si riuniscono in assemblea per discutere sulle difficoltà nel rapportarsi con il sindacato, per denunciare il passaggio delle navi che trasportano armamenti ed esplosivi destinati ai teatri di guerra, per ragionare sulla necessità di fare rete e includere un approccio intersezionale nel loro agire politico. Portuali è un film che racconta il lavoro e il mondo sindacale dall’interno, così come le diverse declinazioni della militanza, ponendo le basi per una nuova narrazione della lotta di classe. La regista Perla Sardella costruisce il film intorno alla dimensione collettiva, utilizzando il linguaggio cinematografico al servizio dell’ascolto: i primi piani delle sequenze girate nelle assemblee, che rievocano certi momenti del cinema di Ken Loach, e l’utilizzo dell’archivio rimettono al centro il lavoro e il conflitto come primo motore di cambiamento nella Storia”. (Alberto Diana per il Festival dei Popoli).

Domenica 12 ottobre ore 21.00 Centro Studi Sereno Regis, Sala Gabriella Poli, Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino, ingresso libero. Terzo programma di proiezione dei film in concorso con a seguire premiazioni, intervengono le autrici e gli autori.

Rise Up di Caterina Salvadori (2025, 11’). Musa, un giovane commesso di origine africana, viene lasciato dalla proprietaria a gestire da solo un negozio di alimentari per la prima volta. La sua giornata prende una svolta inaspettata con l’arrivo di Omar e Sara, una coppia mista – lui senegalese, lei italiana, nel pieno di un flirt…

Sogni di Giulio Maroncelli (2025, 13′). Sogni è un cortometraggio che esplora il mondo onirico dei detenuti della Casa Circondariale di Velletri. Tra desideri mancati, paure e speranze, il film intreccia visioni interiori e conflitti tra razionalità e inconscio. Nato all’interno di un laboratorio creativo, il progetto dà voce a chi è privato della libertà, trasformando il carcere in uno spazio di espressione cinematografica.

A domani di Emanuele Vicorito (2025, 18’). Arturo da due anni è rinchiuso nel carcere minorile di Nisida. Durante dei lavori socialmente utili su una spiaggia, con fare accorto decide di allontanarsi. Dall’altra parte del muro Arturo incontra Catrine, un’affascinante turista in vacanza. Negli occhi della ragazza e tra le pagine di un libro, Arturo ritroverà il suo nuovo inizio.

Ho paura di disegnare mia madre di Oleksandra Horobets (2024, 9′). Il cortometraggio combina il gioco con la ricerca sulla memoria. Il lavoro si fonda su diverse contrapposizioni, come quelle tra pubblico e privato o tra potere e conflitto, per affrontare i segni culturali e la soggettività. Il film parte da un girato docu-educativo in 16mm realizzato nel 1984 in un orfanotrofio di Kharkiv (UA), e integra progressivamente parti animate legate alla riscrittura di racconti nati dalla memoria infantile dell’autrice, Oleksandra Horobets. La rimozione del suono nelle sequenze di found-footage suggerisce una riflessione sul passato coloniale.

L’Imfura di Jean Hilaire Juru (2025, 11′). L’Imfura è un corto documentario che racconta il viaggio di Juru, giovane afrodiscendente italo-ruandese, alla scoperta delle sue origini e del rapporto con il padre Ernest, la cui ferita del genocidio ruandese è ancora viva. Attraverso riavvicinamenti e riconnessione culturale, il film esplora la complessità dell’identità di un afrodiscendente in Italia.

Let me be your mirror di Noemi Gentiluomo (2025, 13’). Nel padiglione quattordici dell’ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà, delle ragazze affrontano i propri disturbi alimentari sotto la supervisione e la cura del personale medico. La regista attraversa le storie di queste ragazze rendendo loro giustizia. Ad accompagnare le protagoniste in questo difficile percorso sono le lettere dei pazienti che un tempo abitavano quel padiglione, prima che il manicomio venisse chiuso con la legge Basaglia nel 1978. Riconoscersi nello specchio di quelle storie, sembra avere il potere di esorcizzare la solitudine della loro battaglia, illuminando il confine fragile tra cura e reclusione, identità e malattia.

Fame d’aria di Giulia Bettaglio (2025, 4’). “Grazie all’università Iulm e Corto Dorico ho avuto la possibilità di entrare nel carcere di massima sicurezza di Fossombrone (PU) e conoscere la storia, i pensieri e le prospettive di Onofrio, uno dei detenuti che ha aderito all’iniziativa. Il cortometraggio incontra l’umanità del protagonista, rimasto senza immagini nel carcere di massima sicurezza. Perchè quando la pena non ha fine non resta che respirare dentro. Questo corto è l’aria che resta del suo sguardo”.

Martedì 14 ottobre ore 21.00 CineTeatro Baretti, Via Giuseppe Baretti 4, Torino

Proiezione di Ciao bambino di Edgardo Pistone (2024, 97’), biglietti in prevendita a: QUESTO LINK

Sul finire dell’estate dei suoi diciannove anni Attilio (Marco Adamo), un ragazzo che vive a Napoli nel rione Traiano viene incaricato di proteggere Anastasia (Anastasia Kaletchuk) una giovane prostituta ucraina. Attilio, senza poterlo ammettere apertamente, se ne innamora. Quando il padre esce dal carcere ed è costretto a ripagare un debito consistente, Attilio si trova a scegliere tra l’amore per la ragazza e quello per il padre, mettendo in gioco la sua libertà e la sua vita fino a quel momento. Il regista Edgardo Pistone si collegherà in video a inizio serata e al termine della proiezione per il Q&A.

Giovedì 16 ottobre ore 20.30 Sa Lolla, Corso Umbria 28, Torino, ingresso libero

Trevico – Torino – Viaggio nel Fiat-Nam di Ettore Scola (1973, 101′) nella versione restaurata dalla Cineteca del Museo Nazionale del Cinema; la proiezione sarà preceduta dall’incontro Quando i migranti eravamo noi.

Fortunato Santospirito è un giovane che da Trevico migra nel Nord a Torino, dove gli hanno promesso un lavoro alla Fiat. Con taglio documentaristico, il film segue l’intrecciarsi delle vicende umane e politiche con cui il protagonista è costretto quotidianamente a misurarsi: l’alloggio, il razzismo, il lavoro, la nascita di una coscienza della propria realtà di sfruttato, l’amore esaltante e amaro e la necessità – tra delusioni e contrasti – di proseguire la battaglia in fabbrica per la difesa della propria dignità.

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