Storia

L‘AMNC ha un radicato sguardo alla storia e al patrimonio cinematografico del nostro territorio, come è nella sua mission, ma anche, grazie alla rinnovata base sociale, un’attenzione continua al nuovo cinema e ai giovani autori attraverso l’organizzazione di concorsi, festival, proiezioni, rassegne e laboratori.

IERI: Una minuscola annotazione su una piccola agenda: “6 giugno 1941: pensato il museo”. L’agenda è quella della fondatrice e direttrice per oltre trent’anni del Museo, Maria Adriana Prolo. A lei, alla sua passione di collezionista, alla sua lungimiranza intellettuale, si deve la formazione di una tra le più importanti istituzioni del settore a livello internazionale, costituita legalmente come Associazione Culturale Museo del Cinema il 7 luglio 1953 da Maria Adriana Prolo, Leonardo Mosso, Giordano Bruno Ventavoli, Giovanni Pastrone, Carlo Giacheri, Augusto Sebastiano Ferraris (Arrigo Frusta) e Mario Gromo.

Henri Langlois e Maria Adriana Prolo

OGGI: L’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC), dopo avere affidato alla Fondazione intitolata a Maria Adriana Prolo all’inizio degli anni ’90 tutto il patrimonio e la gestione del Museo del Cinema, è un’Associazione che lavora a fianco del Museo e che cresce e si rinnova mantenendo fede all’impegno culturale e sociale della sua fondatrice attraverso lo sviluppo di un percorso unico di ricerca, promozione e formazione.

L’AMNC ha un radicato sguardo alla storia e al patrimonio cinematografico del nostro territorio, come è nella sua mission, ma anche, grazie alla rinnovata base sociale, un’attenzione continua al nuovo cinema e ai giovani autori attraverso l’organizzazione di concorsi, festival, proiezioni, rassegne e laboratori. L’Associazione valorizza il rapporto tra il cinema e le altre arti (teatro, arte contemporanea, musica, letteratura e storia contemporanea) e promuove progetti culturali di inclusione sociale. La maggior parte delle proiezioni sono accompagnate da autori ed esperti della tematica affrontata, così come sono molteplici le attività che prevedono l’intreccio tra diversi linguaggi. Dal 2014 a oggi l’AMNC ha rinnovato e ringiovanito la sua base sociale e ha curato molteplici linee progettuali, partendo dalla memoria storica audiovisiva, attraverso il Premio Prolo, la pubblicazione della rivista Mondo Niovo 18-24 ft/s e l’implementazione dell’Archivio Superottimisti, un’iniziativa di recupero della memoria del territorio, attraverso la raccolta di filmati familiari in formato ridotto, la loro successiva catalogazione e valorizzazione; l’Archivio è sostenuto nell’ambito di Funder35 di Fondazione Cariplo e fino al 2020 si condurranno una serie di azioni volte a comunicare e rendere sostenibile l’Archivio che al suo interno conserva anche il Fondo Armando Ceste.

Maria Adriana Prolo e Alfred Hitchcok

Nel progetto sono coordinate diverse rassegne con lo scopo di diffondere il cinema del reale, in particolare quello indipendente ed escluso dai circuiti distributivi commerciali, rendendolo sempre più vicino e a disposizione del pubblico e della cittadinanza, con particolare attenzione alle nuove generazioni in spazi quali, tra gli altri, CineTeatro Baretti e Centro Studi Sereno Regis. Organizza dal 2013 un’Estate al Cinema presso le Case del Quartiere e altri spazi decentrati che da anni sono privi di una sala cinematografica. La rassegna raccoglie in un unico cartellone numerose proiezioni su diversi temi e generi ed è completamente gratuita. La media degli spettatori delle prime cinque edizioni è di circa 5.000 presenze con una media di 45 proiezioni per rassegna. In ambito formativo sono organizzati degli incontri seminariali dedicati al documentario e al video partecipativo, uno strumento di empowerment che rientra nel novero delle metodologie visuali partecipative, anche attraverso progetti d’integrazione dei migranti e dei ragazzi in affidamento familiare.

Le attività dell’AMNC sono caratterizzate da numerosi progetti culturali d’inclusione sociale, a partire dalla manifestazione cinemAutismo, una rassegna cinematografica gratuita volta a sensibilizzare il pubblico sul tema dell’autismo. Il suo obiettivo è quello di dare visibilità all’argomento avvalendosi di un mezzo comunicativo immediato ed emotivamente coinvolgente quale il cinema e stimolando il dibattito al fine di rendere i disturbi dello spettro autistico meno “invisibili”; nel 2018 la rassegna ha raggiunto la decima edizione e sta crescendo il numero degli incontri con le scuole del territorio. Dal 2012 organizza il concorso cinematografico nazionale a tematica sociale Lavori in Corto; nei primi anni del concorso si sono affrontati i seguenti temi: il lavoro come forma di integrazione, la questione abitativa, la partecipazione dal basso, i sogni e bisogni delle nuove generazioni, i diritti legati alla reclusione, e la disabilità. Da tre anni il concorso si avvale della partnership di Rai Cinema Channel.

Dal 2014 organizza L’immagine dei genitori speciali, un’iniziativa che riflette al tema del lutto perinatale, mentre dal 2016 ha predisposto Più cinema per tutti, grazie al bando OPEN di Compagnia di San Paolo, un’iniziativa dedicata alla resa accessibile di film per persone con disabilità sensoriali. Dal 2016 si occupa anche di tematiche carcerarie e in quest’ambito l’iniziativa più importante è stata l’organizzazione di LiberAzioni – festival dentro e fuori dal carcere sostenuto prima da SIAE, Sillumina – Periferie urbane e oggi dal Comune di Torino con AxTO – azioni per le periferie torinesi: un ampio programma di laboratori a beneficio dei giovani del quartiere e dei detenuti della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino con il lancio di due concorsi nazionali a premi di cinema e scrittura (quest’ultimo esclusivamente dedicato ai detenuti). Collabora continuativamente con Emergency e cura con l’ONG la rassegna Cinema e Pace. L’AMNC ha di recente concluso la produzione di un documentario in VR nel carcere di Torino, VR FREE per la regia di Milad Tangshir.