In occasione del 37° Torino Film Festival, l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) è lieta di annunciare il conferimento del PREMIO MARIA ADRIANA PROLO ALLA CARRIERA 2019 a Lorenzo Ventavoli, uomo di cinema a tutto campo, che proprio nel cinema ha rivestito diversi ruoli, diventando una delle più importanti figure di riferimento non solo a Torino. Lorenzo Ventavoli è infatti esercente, distributore, produttore, sceneggiatore, attore, critico e storico del cinema.

La cerimonia di consegna si terrà sabato 23 novembre alle ore 15.00 presso il Cinema Massimo (sala 3 – sala Soldati), con laudatio di Alessandro Casazza, giornalista e critico cinematografico de “La Stampa”, Capo Ufficio Stampa della Fiat fino al 2001 e Presidente del Museo Nazionale del Cinema dal 2004 al 2011.

Lorenzo Ventavoli

Intitolato a Maria Adriana Prolo, fondatrice del Museo Nazionale del Cinema, il premio è un riconoscimento assegnato a una personalità del mondo del cinema che si è particolarmente distinta nel panorama della cinematografia italiana. In passato, il premio è stato conferito ai registi Giuseppe Bertolucci, Marco BellocchioUgo GregorettiGiuliano Montaldo, Massimo ScaglioneDaniele Segre, Bruno Bozzetto, Lorenza Mazzetti, Costa-Gavras agli attori Roberto HerlitzkaElio PandolfiPiera Degli EspostiLucia BosèOttavia Piccolo e al compositore Manuel De Sica.

La diciottesima edizione del premio ha come protagonista Lorenzo Ventavoli (nato il 9 giugno 1932 a Torino) un uomo di cinema eclettico e impegnato su più fronti. Comincia infatti la sua avventura nella settima arte come semplice spettatore, per passione, per poi diventare uno dei più importanti e coraggiosi esercenti torinesi, con sale sparse in tutto il Piemonte (il cinema Romano è la prima sala italiana ad essere riconosciuta, nel 1960, come sala d’essai, mentre l’Eliseo è stata la prima multisala italiana) e attraversare il mondo della celluloide in tante altre vesti. Un percorso ‘liquido’ che lo porta naturalmente a distribuire film, ma anche a produrli, sceneggiarli (è il caso di Qualcuno dietro la porta, di Nicolas Gessner) o anche ad interpretarli – diverse e brillanti sono le prove d’attore che ci ha regalato in Il divo di Paolo Sorrentino, Preferisco il rumore del mare di Mimmo Calopresti, o Mirafiori Lunapark di Stefano di Polito – senza dimenticare il ruolo fondamentale che ha avuto come critico e storico. A testimoniare l’importanza di Ventavoli come guida e memoria storica del cinema torinese, in tutti i suoi numerosi legami con il mondo della cultura e dell’arte, sono senz’altro i suoi libri – tra questi Fin che c’è gioventù; La curiosa industria. Italo Cremona: un pittore al cinema.

Pochi, maledetti e subito. Giorgio Venturini alla Fert (1952-1957); Officina torinese. Una passeggiata in 100 anni di cinema (con Steve Della Casa) –  ma anche le tante interviste grazie alle quali giornalisti, studiosi e appassionati di cinema hanno, nel tempo, ricostruito i momenti fondamentali di una lunga e fertile stagione cinematografica. Una di queste interviste è firmata da uno dei più importanti storici del cinema italiano, Gian Piero Brunetta, e compare, per la prima volta nella sua versione integrale, sulle pagine dell’ultimo numero della rivista dell’AMNC, Mondo Niovo 18-24 ft/s, diretta da Caterina Taricano.

Come di consueto, il numero, tutto dedicato al premiato – e curato da Caterina Taricano, Vittorio Sclaverani e Matteo Pollone – sarà presentato in occasione della consegna del Premio Maria Adriana Prolo e conterrà, oltre alla lunga intervista in cui Ventavoli racconta la Torino del cinema, anche numerose testimonianze di amici e collaboratori. 

“Dedicare questo premio e questo numero della rivista a Lorenzo Ventavoli ci riempie di orgoglio e di gioia – dichiara Caterina Taricano –  Ventavoli infatti è stato una guida e un modello importante per generazioni di cinefili, compresa la mia. È stato ed è una figura virtuosa (sempre più rare in questo momento storico) che con il suo esempio, e dimostrandosi sempre aperto al dialogo, ha insegnato moltissimo ai tanti giovani che negli anni si sono avvicinati al cinema”

Lorenzo Ventavoli insieme a Luis Buñuel e Serge Silberman sul set de “La via lattea”

Al termine della proiezione sarà proiettato Troppo tardi t’ho conosciuta, di Emanuele Caracciolo, unico film del regista tripolino che, arrestato il 21 febbraio del 1944 dai nazisti, fu una delle 335 vittime dell’eccidio delle fosse Ardeatine. Nel dopoguerra il film fu considerato “perduto”, e solo nel 2003 – proprio grazie alle ricerche compiute da Ventavoli –  venne ritrovata una copia in nitrato a Cuneo, presso la famiglia Girardi, che ne aveva curato la distribuzione nell’Africa Orientale.

Il film – una delle primissime partecipazioni al cinema del famoso produttore Dino De Laurentiis, qui nelle vesti inedite di giovane attore –  è una commedia brillante, tratta dal testo teatrale Il divo di Nino Martoglio. Protagonista è il tenore catanese Franco Lo Giudice, che sullo schermo è Tonino, il figlio del proprietario di un mulino in cerca di fortuna come cantante. Anche il padre conta sul successo del figlio per vincere la concorrenza di un vicino mulino a vapore.

Tonino, però, cade preda di un’avventuriera che punta ai suoi guadagni. Il padre, per aprire gli occhi al figlio, gli consiglia di fingere di perdere la voce, in modo da svelare gli intenti della donna, che infatti lo abbandona immediatamente. Il tenore però perde effettivamente la voce a causa di un medicinale e rinuncia così alla carriera, tornando al suo mulino.

Il Premio Maria Adriana Prolo è un iniziativa curata dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema nell’ambito del progetto Nuovo Cinema Piemonte 2019 sostenuto dalla Fondazione CRT.

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