Direttore della fotografia, operatore e regista, Alfieri Canavero, socio onorario dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema, è scomparso lunedì 7 dicembre 2020 all’età di 93 anni. Lo ricordiamo con una sua testimonianza, pubblicata sul numero 78 di Mondo Niovo 18/24 ft-s nell’aprile del 2007.

“Sono “nato” alla FERT nel 1941 grazie a mio padre, che è stato uno dei primi tecnici del suono. All’inizio mi diedero un bastone con una calamita e la sera facevo il giro degli studi raccogliendo tutti i chiodi storti per raddrizzarli, dato che servivano il mattino dopo per allestire le scene. Ho poi avuto la fortuna, durante il periodo della guerra, di stare sempre negli studi e ho imparato tutto dal macchinista, dall’elettricista, dal montatore, dal proiezionista, dal fonico… sono così diventato il primo assistente operatore, quello che caricava con la pellicola le macchine da presa. Per quanto riguarda “Fuga in Francia”, ricordo che mi chiamarono chiedendomi se me la sentissi di fare l’operatore e io decisi di provare, l’esperienza ce l’avevo… Iniziammo a Moncalieri, girando nella piazza. Ricordo che Mario Soldati si avvicinò a me e, sapendo che ero alle prime armi, mi disse: “Lavora tranquillo e se hai qualcosa da dire vieni da me che ti sarò sempre vicino”. Si girava senza avere molti soldi, con una troupe torinese composta da tecnici molto bravi ed esperti che riuscivano sempre a soddisfare tutte le richieste dell’architetto e del regista. Soldati si lamentava che per ragioni economiche non gli avessero dato la possibilità di andare a fare i sopralluoghi a Bardonecchia o in alta montagna per conoscere i posti e la gente. Del film infatti non era soddisfatto proprio per questo motivo. Non ho più avuto occasione di incontrare Soldati; a Moncalieri ho poi girato varie sequenze de “La pattuglia sperduta” di Pietro Nelli.”

Nella fotografia Canavero è sul set insieme a Oscar Navarro, attore e co-sceneggiatore de “La pattuglia sperduta” il primo lungometraggio prodotto dalla Vides di Franco Cristaldi.

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