Scritto e diretto dal trentino Manuel Coser, “L’incorreggibile” – dopo l’anteprima al SalinaDocFest – approda nei cinema a partire dal 15 ottobre, distribuito da OpenDDB.

Il film, vincitore del Premio Solinas per la sceneggiatura, è prodotto da Roberto Cavallini per Altrove Films con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund e sarà presentato in anteprima a Torino domenica 10 ottobre, alle ore 21.00, presso il Cinema Massimo. Il film verrà riproposto mercoledì 13 ottobre, alle ore 21.00, al CineTeatro Baretti.

Alla proiezione interverranno il regista Manuel Coser e il produttore Roberto Cavallini. Con loro ci saranno Paolo Manera, Direttore Film Commission Torino Piemonte, Bruno Mellano, Garante regionale dei detenuti, Grazia Isoardi, regista della compagnia teatrale Voci Erranti con i detenuti del carcere di Saluzzo, Claudio Sarzotti, presidente dell’associazione Antigone Piemonte e del Museo della Memoria carceraria di Saluzzo, nonché professore dell’Università degli Studi di Torino, e Luigi d’Alife di Open DDB.

L’evento rientra nel programma di LiberAzioni – festival delle arti dentro e fuori diretto da Valentina Noya e curato dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC).

Dopo cinquant’anni di dura detenzione (di cui gli ultimi tredici senza vedere il mondo esterno), classificato come “socialmente pericoloso”, Alberto Maron verrà scarcerato e restituito ad un mondo che gli è ormai ignoto. Il primo lungometraggio di Manuel Coser, premiato come miglior documentario con il Premio Solinas per il Documentario nel 2016, segue il ritorno alla libertà di un uomo solo, vissuto come uno strappo al suo universo noto. Il gioco filmico dell’autorappresentazione, frutto del patto nato dalla lunga relazione col regista, lo porterà a misurarsi con la propria condizione esistenziale e a riconoscersi senza finzioni. Alla prova, oltre alle relazioni che dovrà tenere al di fuori del mondo criminale, è tutto il percorso di rieducazione e correzione che il carcere come istituzione è chiamato a creare. La scelta del bianco e nero nelle riprese offre un registro emozionale pittorico, che muove lo spettatore verso una visione mimetica con il mondo del protagonista, sottolineando lo spazio angusto e sospeso in cui si muove e la distanza dalla realtà che lo circonda. La scelta di evitare riferimenti visivi al carcere come luogo fisico è un importante elemento estetico del film: l’obiettivo è quello di comporre un’immagine di Alberto che vada al di là degli stereotipi del detenuto, per conoscerne la condizione di “imprigionato” attraverso la sua realtà attuale e comune.

Il regista Manuel Coser ha lavorato in TV e nel cinema italiano come regista, autore e operatore: il suo lavoro è focalizzato sull’attivismo dei cittadini, sulla partecipazione politica, sui diritti umani e sulle questioni ambientali. Tra i suoi ultimi lavori, ha diretto “Corridoio 5” (2015, miglior film al ValSusa Film Fest), e con un gruppo co-autoriale nato all’interno de il Piccolo Cinema di Torino, ha ideato e realizzato il documentario interattivo in realtà virtuale “Babel – il giorno del giudizio”, presentato al Biografilm Festival 2019 e al Festival dei Popoli 2020.

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