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News

Neuroflix all’ospedale Regina Margherita

Nel reparto di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale Regina Margherita di Torino la cultura diventa cura. Libri Aperti, Neuroflix e Luoghi Comuni: tre progetti, un unico orizzonte di comunità. Ci sono libri che si aprono accanto a un letto d’ospedale, film che accendono il pensiero in una stanza silenziosa, parole che diventano un ponte tra pazienti, caregiver e personale sanitario. Alla Neuropsichiatria dell’OIRM la cultura entra non come ornamento, ma come parte della cura. Da questa intuizione – che leggere, guardare, creare possano essere forme di benessere – nascono Libri Aperti, Neuroflix e Luoghi Comuni, tre progetti promossi da DEAR ETS per rendere accessibili esperienze, linguaggi e strumenti che aiutano a crescere e a partecipare.

La biblioteca Libri Aperti, costruita insieme a CoLTI – Consorzio Librerie Torinesi Indipendenti – porta nei reparti la possibilità di scegliere una storia, di scambiarsi un libro, di condividere tempo. Il cinema di reparto Neuroflix, ideato con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema, trasforma la visione di un film in un momento di incontro, leggerezza e rielaborazione personale. Spider Man, Now you see me, Big Hero 6, Avengers, Zootropolis, La forma dell’acqua, Guardiani della galassia, Ferdinand: questi alcuni dei titoli. Luoghi Comuni, infine, ripensa gli spazi della cura come luoghi vivi: il primo intervento è un’installazione realizzata con i ragazzi del reparto e l’artista Daniele Catalli, nell’ambito del programma internazionale Youth Climate Action Fund.

“Si tratta di un nuovo percorso di cura per i bambini e gli adolescenti della nostra Neuropsichiatria Infantile in cui umanizzazione e innovazione tecnologica concorreranno in modo sinergico al processo di guarigione. L’ambiente ospedaliero è lo spazio che accoglie il paziente e la sua famiglia, che lo accompagna nel viaggio impegnativo della malattia e come tale deve essere pensato, costruito, arredato e adattato non solo alle esigenze clinico assistenziali ma anche educative e ricreative. Per questo nuovo importante traguardo ringrazio quindi DEAR ETS anche a nome di tutti gli operatori sanitari dell’Ospedale Infantile Regina Margherita” dichiara Adriano Leli (Direttore generale AO OIRM – Sant’Anna).

“La cura per la cultura e la cultura per aiutare a curare. Osservare i risultati dei nostri giovani pazienti coinvolti in attività artistiche e culturali rafforza la nostra convinzione sull’importanza di un approccio olistico alla cura, che consideri non solo gli aspetti clinici ma che abbracci anche la dimensione sociale e creativa. La collaborazione tra il personale sanitario, gli educatori e DEAR ETS ha creato un ambiente di reparto dove i ragazzi possono esprimersi e continuare il loro percorso personale anche durante l’ospedalizzazione, con un impatto positivo sul loro percorso di guarigione” dichiara la professoressa Franca Fagioli (Direttore Dipartimento Patologia e Cura del Bambino ospedale Regina Margherita).

Tre progetti diversi, ma dentro la stessa visione: fare della cultura un terreno comune di cura, inclusione e cittadinanza. «Per noi di DEAR l’ospedale non è solo un luogo dove si curano le malattie, ma anche uno spazio dove si coltiva umanità» racconta Anita Donna Bianco (Presidente di DEAR ETS). «Crediamo che la qualità degli spazi, del tempo e delle relazioni possa incidere in modo profondo sul benessere e sul percorso di guarigione. Questa visione ha potuto prendere forma grazie al sostegno di Otto per Mille della Chiesa Evangelica Valdese, Bloomberg Philanthropies, Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e Fondazione Claudio e Vanda Brunod e alla generosità di tanti donatori privati che hanno scelto di credere in una cultura che cura”.

Per maggiori informazioni: www.designaround.org

4 Maggio 2026
News

Progetto JAB – Call Video Lab

HAI MENO DI 35 ANNI? Ecco il percorso di video partecipativo che non troverai da nessun’altra parte!

II laboratorio prende ispirazione dalla vicenda umana e sportiva di Leone Jacovacci – atleta afrodiscendente cresciuto nelle periferie romane e simbolo di riscatto, identità e appartenenza – per attivare uno sguardo contemporaneo sulle vite, i quartieri e le palestre popolari che oggi rappresentano luoghi di aggregazione, formazione e resistenza sociale. La sua storia diventa un dispositivo narrativo attraverso cui filtrare e rileggere esperienze personali, dinamiche territoriali, attività sociali e relazioni comunitarie. Il percorso si articolerà in due giornate formative:

  1. Un primo incontro dedicato all’introduzione degli strumenti base per la raccolta audiovisiva (inquadratura, uso consapevole dello smartphone o della videocamera, intervista, osservazione, diario visivo) e alla costruzione di uno sguardo narrativo;
  2. Un secondo momento di visione e analisi condivisa dei materiali raccolti in autonomia dai partecipanti.

Tra i due incontri, i ragazzi saranno invitati a documentare aspetti della propria vita quotidiana, del quartiere in cui vivono e del rapporto tra le palestre popolari e il contesto urbano in cui sono inserite. Nel periodo di raccolta dei materiali è prevista un’azione di tutoraggio online, attraverso un confronto con i formatori tramite videocall.

Durante le sessioni, i formatori utilizzeranno estratti di film, documentari, serie e produzioni indipendenti come strumenti pedagogici per stimolare consapevolezza critica, immaginario e capacità narrativa. L’obiettivo non è soltanto apprendere tecniche di ripresa, ma sviluppare uno sguardo personale e – contemporaneamente – collettivo capace di trasformare esperienze quotidiane in racconto. Tutta questa ricchezza narrativa andrà a contribuire al processo creativo di sviluppo dello spettacolo teatrale prodotto da Cubo Teatro. 

Il Laboratorio video si propone come uno spazio di ascolto, confronto e creazione condivisa, in cui la pratica audiovisiva diventa strumento di autorappresentazione e di riflessione sul legame tra identità individuale, memoria storica e territorio.

La partecipazione è completamente gratuita! I due appuntamenti di formazione si terranno nelle seguenti date:

  • mercoledì 28 maggio al Polo Culturale Lombroso16 (via C. Lombroso 16, Torino)  – orario 18>21
  • giovedì 11 giugno – orario 18>21

COMPILA IL FORM A QUESTO LINK ENTRO IL 17 MAGGIO PER PARTECIPARE

https://forms.gle/psCSEXYSAAMRn2dg7

maggiori info su –>jabjabjab.it 

20 Aprile 2026
News

Masterclass e anteprima de La guerra di Cesare

Nell’ambito di Portofranco, in occasione della proiezione in anteprima regionale del film La guerra di Cesare (Italia 2025, 94′), lungometraggio d’esordio di Sergio Scavio, l’AMNC e il CineTeatro Baretti organizzano una masterclass gratuita con il regista. L’incontro si terrà martedì 5 maggio alle ore 20.00 presso la sala del Baretti in Via Giuseppe Baretti 4 a Torino. L’incontro formativo è rivolto a studenti, autori, registi, produttori, professionisti e appassionati di cinema, offrendo un’occasione unica per approfondire il lavoro del regista, il suo approccio alla narrazione cinematografica e i temi centrali della sua opera. Per partecipare alla masterclass è possibile iscriversi gratuitamente attraverso QUESTO LINK di Eventbrite oppure scrivendo una mail a info@amnc.it

A seguire, alle ore 21.00 il regista presenterà in sala il film; l’ingresso alla proiezione è di 5,00 euro per l’intero e di 4,00 euro per i ridotti (under 25, over 65, Arci e Anpi). La guerra di Cesare sarà proiettato in replica sabato 9 maggio alle ore 18.00, sempre al CineTeatro Baretti; biglietti in prevendita a QUESTO LINK

Cesare (Fabrizio Ferracane) e Mauro (Alessandro Gazale), ex minatori e amici di lunga data, lavorano come guardie giurate in una miniera di carbone abbandonata. Nutrono la speranza che un’importante azienda cinese acquisisca la miniera e la rilanci, ma quando i dirigenti interrompono bruscamente le trattative e abbandonano l’isola, il sogno svanisce. La miniera chiude definitivamente, costringendo i due uomini a rimanere senza lavoro. Mauro reagisce con rabbia, tentando di incendiare un ufficio della miniera ma finisce per perde la vita. La morte dell’amico scuote Cesare, facendogli realizzare con amarezza che la sua vita è a un punto morto. Senza lavoro e con un matrimonio fallito, si sente smarrito. Deciso a reagire, parte con Francesco (Luciano Curreli), il fratello di Mauro, verso la città dove l’azienda mineraria ha la sua sede, determinato a vendicare la morte dell’amico. Arrivato a destinazione, Cesare si trova a vivere una serie di eventi imprevisti che lo costringeranno a rivedere le sue convinzioni e la sua rabbia, mettendo in discussione la sua stessa ricerca di vendetta. Il film è stato presentato al Bif&st, dove ha ricevuto il Premio Meridiana per il Miglior Attore Protagonista a Fabrizio Ferracane. Il film verrà proiettato in replica sabato 9 maggio alle ore 18.00, sempre presso il CineTeatro Baretti di Torino.

Sergio Scavio è nato a Sassari nel 1976. Dirige il suo primo cortometraggio, La notte di Cesare (2018), dopo un percorso diviso tra impegno culturale e insegnamento delle materie cinematografiche. Ha diretto vari festival e rassegne di cinema in Sardegna, è presidente della società di produzione Aguaplano. A Sassari ha fondato e dirige la Scuola Civica di Cinema, ha lavorato nella Facoltà di Scienze della Comunicazione (labcinema) e attualmente è docente di Teoria e metodo dei mass media allʼAccademia di Belle Arti Mario Sironi. Ha tenuto numerosi corsi di scrittura per il cinema nelle scuole del territorio e con la Scuola Civica. È stato membro del consiglio di amministrazione della Sardegna Film Commission. Ha scritto e diretto, insieme a Pierfranco Cuccuru, il cortometraggio documentario La tempesta di prospero e Calibano (2018) e i cortometraggi di finzione La fidanzata di Pasolini (2020), Marina, Marina! (2020), Featuring (2022). La guerra di Cesare è il suo primo lungometraggio scritto insieme a Pier Paolo Piciarelli.

19 Aprile 2026
News

Ìsulas de s’isula per la Settimana gramsciana

L’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) collabora con l’Associazione Antonio Gramsci nell’ambito della Settimana gramsciana che si svolgerà dal 24 aprile al 1° maggio 2026 presso Sa Lolla in C.so Umbria 28 B a Torino.

In particolare, in occasione del Sa die de sa Sardigna, le due realtà promuovono la proiezione a ingresso libero del film Ìsulas de s’ìsula di Lorenzo Sibiriu (Italia 2025, 60’) in programma martedì 28 aprile alleore 18.00 presso Sa Lolla alla presenza dell’autore in sala. Ìsulas de s’ìsula è un documentario ambientato nell’arcipelago del Sulcis e racconta le vite di pescatori, pescatrici e comunità costiere che convivono con le conseguenze di decenni di sfruttamento industriale e presenza militare. Processi che hanno inciso in profondità sul paesaggio e sul quotidiano, generando nuove forme di marginalità ma anche strategie di resistenza e modi di custodire la propria identità. Il film è parlato nelle tre lingue dell’arcipelago – italiano, sardo e tabarchino, dialetto ligure portato dai genovesi di Tabarka (Tunisia) – e il titolo richiama questa stratificazione linguistica e culturale, così come la continuità tra storia e identità delle comunità.

“Ho realizzato questo film a partire da un ritorno nei luoghi in cui sono cresciuto – dichiara l’autore Lorenzo Sibiriu – cercando di costruire uno sguardo dal mare sul territorio, intrecciando osservazione, memoria e uno sguardo personale. Il progetto si inserisce nel mio percorso di ricerca, in cui utilizzo il cinema documentario per indagare le trasformazioni sociali e ambientali nei territori marginalizzati, ma rappresenta anche un atto di resistenza culturale e una testimonianza diretta del mio legame con la Sardegna.Il documentario è stato realizzato in autonomia produttiva, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, il sostegno della Società Umanitaria – Cineteca Sarda, il supporto di Italia Nostra Sardegna e della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Iglesias, oltre a una campagna di crowdfunding internazionale. Ha debuttato in concorso a IsReal – Festival Internazionale di Cinema Documentario (ISRE) e ha successivamente partecipato a numerosi festival italiani e internazionali, ricevendo anche diversi riconoscimenti. La proiezione è accessibile per persone non udenti.

L’idea del documentario Ìsulas de s’ìsula nasce da una collaborazione tra Lorenzo Sibiriu (filmmaker indipendente) e Giacomo Orsini (docente dell’Istituto di Studi Europei della Université Libredi Bruxelles e ricercatore senior alla University of Ghent, Belgio) e prende spunto da uno studio sulle comunità di piccoli pescatori di Lampedusa e Gran Tarajal – nell’isola di Fuerteventura – sviluppato tra il 2012 ed il 2013. Uno studio che ha portato anche alla produzione del documentario Once The Sea Was Covered With Water (2015). Ìsulas de s’ìsula può inoltre contare sulla consulenza scientifica del dottor Marco Greco (esperto di politiche UE del settore agro-alimentare della pesca e dell’acquacoltura, cultore della materia in “Organizzazione aziendale e gestione dei Sistemi di Qualità” nonché docente della Scuola di Specializzazione in Ispezione degli Alimenti di O.A. del Dipartimento di Medicina Veterinaria di Sassari), sul talento visivo di Ilaria Vecchi come direttrice della fotografia (documentarista e docente in Media e Religious Studies e Ethnography all’Università di Leeds, Regno Unito) e sulla consulenza scientifica di ecologia politica di Maria Laura Spanedda (dottoranda presso la Rutgers University, Department of Italian Studies, Stati Uniti d’America).

Al termine della proiezione, alle 19.30, è in programma il concerto di Pierpaolo Vacca e balli sardi in onore di Francesco Mighela con Paolo Gasola.

Per maggiori informazioni: info@associazionegramsci.it – 331 39 89 519

18 Aprile 2026
News

Realtà e finzione – identità, genere, cittadinanza

L’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) collabora con l’Istituto comprensivo “Ennio Morricone” di Torino nell’ambito del progetto Realtà e finzione – identità, genere, cittadinanza sostenuto dal Ministero dell’Istruzione e dal Ministero della Cultura nel quadro del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola – Visioni Fuori-Luogo.

Nello specifico l’AMNC curerà due proiezioni speciali mattutine per le classi della Scuola secondaria di II grado organizzate il 30 aprile e il 7 maggio presso il Cinema Massimo coordinate da Vieri Brini in collaborazione con Valentina Noya, Vittorio Sclaverani e la supervisione di Matteo Tortone.

Julie ha un segreto di Leonardo Van Dijl (Julie Keeps Quiet, Belgio, Svezia 2024, 100′, col.). È una vita dedicata al tennis, quella di Julie, giovanissima promessa sportiva dal talento indiscutibile: passa le sue giornate tra la scuola, il campo da gioco e gli allenamenti in un’accademia d’elite destinata a formare le campionesse di domani. Quando il suo coach viene sospeso e indagato con l’accusa di comportamenti inappropriati, tutte le giocatrici sono invitate a portare la loro testimonianza. Ma Julie, che qualcosa da dire forse ce l’ha, decide di rimanere in silenzio. Dall’acclamato regista Leonardo Van Dijl, un racconto di umanità e coraggio con protagonista la vera promessa del tennis Tessa Van den Broeck, una storia di sport e relazioni per accettare che a volte occorre concedersi tutto il silenzio che serve perché la propria voce possa arrivare a risuonare sincera e cristallina. Il film sarà introdotto e discusso insieme all’Avvocatessa e attivista Paola Stringa.

Lady bird di Greta Gerwig (USA 2017, 93′, col.). Sacramento 2002. Christine “Lady Bird” McPherson (Saoirse Ronan) è una studentessa dell’ultimo anno di un liceo cattolico in periferia. Vive con i genitori, con cui non ha un bel rapporto, con il fratello maggiore che è stato adottato e con la ragazza del fratello. Lady Bird vuole evadere dalla sua famiglia e dalle restrizioni della provincia americana per avere la possibilità di costruire il proprio futuro in un college di New York. Nel cast è presente anche un giovane Timothée Chalamet. Il film sarà introdotto e discusso insieme a Giulia Cuter e Giulia Perona del progetto Senza rossetto.

Senza rossetto è un progetto che racconta le donne (quelle di ieri, quelle di oggi e quelle di domani) oltre ogni convenzione e stereotipo che la società attribuisce all’universo femminile. Senza rossetto è nato il 2 giugno 2016 da un’idea di Giulia Cuter e Giulia Perona, per festeggiare il settantesimo anniversario del primo voto politico delle donne italiane, avvenuto in occasione del referendum del 1946, che chiedeva ai cittadini di scegliere tra Monarchia e Repubblica. I giornali dell’epoca titolavano “Senza rossetto nella cabina elettorale!”, invitando le donne a recarsi ai seggi struccate (per non rischiare di macchiare la scheda col trucco e inficiare il proprio voto) e per difendere quelli che consideravano i maggiori valori femminili: il marito, i figli e la casa.

Quali conquiste ci separano da quelle donne che votavano per la prima volta? Di quali stereotipi e pregiudizi, invece, non ci siamo ancora liberate? Quanta strada abbiamo fatto e quanta ci resta ancora da fare? Provare a rispondere a queste domande è il nostro obiettivo. Oggi Senza rossetto è un podcast, composto da tre stagioni e una stagione speciale uscita su Audible, Non è Senza rossetto; una newsletter di approfondimento spedita ogni due settimane, sempre di venerdì; un libro, edito da HarperCollins Italia che si intitola Le ragazze stanno bene.

18 Aprile 2026
News

Schermi del Novecento per Torino che legge

L’AMNC e la Fondazione Montessori Italia promuovono nell’ambito di Torino che legge 2026 la presentazione del libro Schermi del Novecento – La storia del XX secolo vista attraverso il cinema edito da Lindau. L’appuntamento è in programma giovedì 23 aprile alle 18.00 presso lo Spazio MoMag (Corso Palermo 93/G, Torino) alla presenza del curatore Giampiero Frasca, del contributore Simone Tarditi e del Presidente della Fondazione Montessori Andrea Lupi; modera l’incontro Edoardo Peretti curatore di Parole&cinema.

L’ingresso è libero con la possibilità di prenotare con Evenbrite attraverso QUESTO LINK

Il ‘900 è stato il primo secolo ad avere l’ausilio delle immagini a commento del suo svolgimento. Un supporto che ha cambiato il modo di relazionarsi agli eventi, perché attraverso ciò che le immagini illustravano e rendevano oggettivo ha offerto al pubblico una nuova prospettiva. La conseguente trasformazione dei fatti storici in fiction ha trasferito su un altro livello le possibilità di narrazione, spesso sostituendosi al discorso storico originario. Ogni film è diventato una lente attraverso cui osservare il passato, un’interpretazione intrecciata con il presente e il riflesso della società che lo ha prodotto. Il cinema che narra la Storia è nello stesso tempo documento filtrato e discorso sociale e l’arduo compito di chi analizza le immagini è comprendere il modo in cui la Storia è stata raccontata e riflettere su quanto ha influenzato la sua rappresentazione. Questo volume – a cui hanno collaborato, oltre a Giampiero Frasca, Paola Brunetta, Vincenzo Chieppa, Manuela Russo, Andrea Santimone e Simone Tarditi – si propone di leggere cinematograficamente la Storia e storicamente ogni film realizzato per raffigurare un determinato periodo. Con il dichiarato obiettivo di raccontare il XX secolo come se fosse un lungo corredo di immagini, così come richiede la cultura essenzialmente visiva del nostro tempo. Uno strumento utile per la didattica, per gli appassionati di cinema e di Storia, per raccontare gli avvenimenti fondamentali attraverso l’analisi di film, per ripercorrere insieme criticamente un intero secolo.

L’ingresso è libero con la possibilità di prenotare con Evenbrite attraverso QUESTO LINK

5 Aprile 2026
News

Donne che non si sono arrese per la Festa della Liberazione

In occasione della Festa della Liberazione 2026 l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) promuove la proiezione gratuita del film documentario Non aver paura! Donne che non si sono arrese di Cristina Monti (Italia 2009, 46′). L’appuntamento è in programma venerdì 24 aprile alle ore 18.00 presso la Sala Gabriella Poli del Centro Studi Sereno Regis (Via Garibaldi 13, Torino) alla presenza in sala della regista e montatrice Cristina Monti; introducono e moderano l’incontro Valentina Noya e Vittorio Sclaverani.

L’ingresso è libero con la possibilità di prenotare attraverso QUESTO LINK di Eventbrite

Ribelli, bandite, partigiane: donne protagoniste della guerra di Liberazione in Piemonte e delle successive battaglie nell’Italia repubblicana per l’affermazione di diritti sociali e civili si raccontano attraverso il linguaggio del teatro. Con le loro testimonianze tratteggiano un quadro, ricco di sfumature, dei diversi modi in cui le donne hanno contribuito alla lotta al nazifascismo e di quanto questo sia stato deflagrante per le loro vite. Profonde ritrosie a ricordare i ruoli di primo piano rivestiti nella Resistenza o a rievocare il dolore di repressioni subite in ambito lavorativo sono state superate grazie alla presa di coscienza di aver fatto parte di un’unica grande corrente, la cui forza si alimenta ogni volta in cui queste donne si riuniscono per una nuova replica. Non stanno recitando: quella che portano sulla scena è la loro vita, sono le lotte che hanno vissuto sulla propria pelle e che hanno generato l’attitudine a non arrendersi nell’affrontare l’esistenza.

In occasione del 60° anniversario della Liberazione, quattro registe e attrici teatrali, Gabriella Bordin, Mariella Fabbris, Rosanna Rabezzana, Elena Ruzza, hanno messo in scena, su commissione dello SPI CGIL di Torino, uno spettacolo che rappresentasse il ruolo rivestito dalle donne nella Resistenza in Piemonte. L’idea forte e la sfida del progetto, intitolato Non mi arrendo, non mi arrendo!, è stata quella di partire dalle testimonianze dirette delle donne che alla Resistenza avevano preso parte, rendendole protagoniste sulla scena. In cinque comuni del Piemonte, Collegno, Pinerolo, Ivrea, Settimo, Torino, grazie a un passaparola tra donne, si sono trovate anziane ex partigiane disposte a condividere i propri ricordi. Insieme ad altre donne più giovani e a un gruppo di studentesse hanno preso parte a laboratori teatrali in cui si sono man mano aperte alla memoria e al racconto e hanno acquisito tecniche teatrali di base.

Ne sono nati diversi spettacoli radicati ai singoli territori, il cui successo crescente e l’entusiasmo dimostrato dal pubblico e dalle istituzioni hanno fatto confluire in una grande replica, tenutasi al Teatro Carignano di Torino. Il film intende raccontare la fatica, la determinazione con cui le protagoniste della Resistenza, insieme ad altre donne più giovani, hanno lottato e contribuito alla conquista di diritti sociali e civili che le comprendessero, facendo emergere aspetti, modalità, contenuti e pratiche spesso assenti dal racconto della “grande storia”. Alcune delle riprese video degli spettacoli teatrali sono state filmate da Adonella Marena e Armando Ceste.

Le autrici teatrali hanno rivestito il delicato compito di far incontrare e mettere in relazione le età della memoria con le studentesse che hanno preso parte ai laboratori e agli spettacoli. Nel montaggio del documentario si è dato rilievo a quei momenti di profonda intesa tra le protagoniste, le autrici e le studentesse che emergono da gesti, sguardi, particolari. Le giovani ragazze sono spesso mostrate in ascolto, raccolte in atteggiamenti di attento rispetto nei confronti delle donne in scena. La mano dell’ex partigiana Bianca Secondo che stringe quella della studentessa che ha raccolto e restituisce nello spettacolo parti della sua storia, trasmette questa profonda empatia che si è venuta a creare e che costituisce un canale privilegiato per la trasmissione della memoria attraverso la condivisione dell’esperienza vissuta.

Le studentesse, attraverso i ricordi e i racconti delle donne, hanno potuto vivere momenti fondamentali della storia italiana e prendere coscienza della continuità di quel cammino di difesa dei diritti che ora toccherà a loro portare avanti. Hanno ricevuto delle anziane donne il dono prezioso della consapevolezza, ora lo stringono come un tesoro.

L’ingresso è libero con la possibilità di prenotare attraverso QUESTO LINK di Eventbrite

4 Aprile 2026
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Not in my movie & L’esorcista

Venerdì 10 aprile alle ore 18:00 presso il Circolo dei lettori (via Giambattista Bogino 9, Torino) è in programma la presentazione a ingresso libero del libro Not in my movie. Il cinema dell’orrore visto attraverso gli occhi delle sue protagoniste di Ilaria Franciotti e Marika Paracchini (Ledizioni 2025) con la prefazione di Marina Pierri; insieme all’autrice Ilaria Francinotti interviene Edoardo Peretti, curatore di Parole&cinema. A seguire, alle ore 18.45, sarà proiettato il film L’esorcista di William Friedkin; l’appuntamento è realizzato in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte.

In un articolo del 2023 venne scritto che non solo le donne nei film horror sono quasi sempre vittime, ma sono vittime anche nel processo di scrittura dei personaggi. È davvero ancora – e solo – così? Quello che è sicuro è che nella sua lunga storia il cinema dell’orrore ha usato le sue protagoniste in modi che oggi ci appaiono discutibili, superati e oltraggiosi. È altrettanto vero, però, che se nel cinema contemporaneo le cose stanno continuando a migliorare è perché dei rilevanti passi avanti si sono fatti per tutta la storia del genere, che di femminile si occupa a modo suo fin dalle sue origini. In questo percorso le autrici, attraverso l’analisi di ventiquattro pellicole, ne evidenziano le criticità ma anche i successi, in un viaggio storico che conduce dagli anni ’60 ai giorni nostri e che mostra come il cinema dell’orrore sia quello più attento all’attualità e in grado di adeguarsi a una società in costante cambiamento. Per il titolo del libro le autrici si sono ispirate alla figura di Sidney Prescott, final girl della saga di Scream che esclamò «Not in my movie!».

Dopo la presentazione del libro è in programma la proiezione a ingresso libero del film L’esorcista di William Friedkin (USA 1973, 132′, v.o.sott.it.). La giovane Regan MacNeil (Linda Blair), un tempo calma e serena, comincia ad avere atteggiamenti inconsueti e cade in preda a crisi isteriche. I medici non riescono a diagnosticare la sindrome e la madre (Ellen Burstyn) si rivolge a Padre Merrin (Max von Sydow). Il sacerdote capisce che la ragazzina è posseduta da uno spirito maligno, ma finisce per arrendersi. Sar` un vero esorcista ad occuparsi del caso. Il film ottenne dieci Nomination all’Oscar vincendone due; successivamente è stato rimontato con l’aggiunta delle sequenze che all’epoca della sua uscita erano state eliminate.

27 Marzo 2026
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Cinemautismo 2026 a Genova

L’Associazione Museo Nazionale del Cinema, con il sostegno di Angsa Liguria APS, Gruppo Asperger Liguria Onlus, Fondazione Philos Accademia Pedagogica ETS, e in collaborazione con Associazione A Porte Aperte Aps, Associazione S.A.S. Liguria, CineClub Nickelodeon, organizza a Genova, in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, la proiezione gratuita del film The Story of Luke di Alonso Mayo.

Giovedì 2 aprile 2026 il CineClub Nickelodeon, dopo il grande successo dell’edizione 2025 che ha visto il tutto esaurito in sala, ospiterà per la seconda volta a Genova cinemautismo, la prima rassegna cinematografica italiana dedicata ai temi dell’autismo e della neurodivergenza. L’obiettivo del progetto, nato nel 2009, è quello di dare visibilità a un mondo ancora poco conosciuto attraverso il cinema, proponendo agli spettatori nuovi punti di vista su una realtà solo apparentemente lontana da quella cosiddetta “normale”.

The Story of Luke, pellicola pluripremiata in numerosi festival e mai distribuita nei cinema italiani, è una commedia americana che racconta con ironia la ricerca da parte di Luke, ragazzo autistico, della propria indipendenza lavorativa e della fidanzata ideale. Il film, che ha come protagonisti Lou Taylor Pucci e Seth Green, verrà introdotto e commentato da esperti e da persone all’interno dello spettro dell’autismo.

Appuntamento alle 21.15 presso il CineClub Nickelodeon (Via della Consolazione 5r, Genova). L’ingresso sarà libero sino all’esaurimento dei posti disponibili in sala. Non è prevista la possibilità di prenotarsi anticipatamente.

Per maggiori informazioni: www.amnc.it – www.cinemautismo.it – info@cinemautismo.it

Per maggiori informazioni: www.amnc.it – www.cinemautismo.it – info@cinemautismo.it

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7 Marzo 2026
News

I cento passi per Lavori in Corto

Martedì 17 marzo alle ore 20.30 presso la sala 3 del Cinema Massimo di Torino (Via Verdi 18) verrà presentato il nuovo bando di Lavori in Corto, il concorso cinematografico nazionale diretto da Vittorio Canavese e promosso dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC); per l’occasione sarà proiettata a ingresso libero e in anteprima torinese la versione restaurata in 4K del film I cento passi di Marco Tullio Giordana.

L’ingresso è libero con la possibilità di prenotare su Eventbrite attraverso QUESTO LINK

Il tema dell’undicesima edizione di Lavori in corto è la prossimità come pratica di democrazia profonda e lo condivide con la Biennale della Prossimità che si svolgerà a Torino nel mese di ottobre a ridosso della festival curato dall’AMNC. In un momento storico di incertezza globale, il richiamo a una dimensione di prossimità non è nostalgia o ridimensionamento, ma piuttosto riappropriazione della possibilità di agire, di costruire e trasformare per il bene comune. Lavori in corto e la Biennale hanno fatto proprie le parole di Arjun Appadurai:“La democrazia profonda è la democrazia più prossima, del quartiere, della comunità che si esprime nelle pratiche quotidiane della condivisione”.

“Il cinema, soprattutto quello che viene dal basso, che nasce dall’urgenza del racconto e non da logiche produttive e di mercato, può rappresentare uno stimolo alla discussione. Già nelle precedenti edizioni di Lavori in corto – dichiara il Direttore Vittorio Canavese – era emersa la capacità del cinema di cogliere e raccontare temi sociali rilevanti con punti di vista originali nelle forme e nei soggetti, sia nei cortometraggi della rassegna competitiva che nelle proiezioni fuori concorso; sviluppare le occasioni di connessione tra operatori culturali, artistici e sociali è anche un modo per realizzare un’idea di pratica della democrazia rinnovata, vicina e profonda”.

Il bando di concorso rimarrà aperto fino al 30 giugno 2026: il primo premio da 1.500 € è dedicato al regista Armando Ceste, il premio giovani da 1.000 € sostenuto da Nova Coop è intitolato a Vittorio Arrigoni, mentre il premio Marina Panarese da 1.000 € è rivolto a registə italianə e stranierə di seconda generazione. Infine il premio Lacumbia Film prevede un riconoscimento attraverso la fornitura di servizi audiovisivi.

Alla serata del 17 marzo intervengono lo sceneggiatore del film Claudio Fava, il Direttore di Lavori in Corto Vittorio Canavese, il Presidente del Consorzio Sociale Abele Lavoro Massimo D’Amico e la Vicepresidente dell’AMNC Valentina Noya. Sono stati invitati a partecipare i giovani rappresentanti di Libera del Presidio Universitario di Torino dedicato a Hyso Telharaj e Tina Motoc.

L’ingresso è libero con la possibilità di prenotare su Eventbrite attraverso QUESTO LINK

I cento passi di Marco Tullio Giordana (Italia, 2000, 114’, DCP, col.). Siamo negli anni ‘60 a Cinisi, in Sicilia, dove la mafia domina e controlla la vita quotidiana dei cittadini, oltre agli appalti per l’aeroporto di Punta Raisi e il traffico della droga. Il giovane Peppino Impastato (Luigi Lo Cascio) entra nel vortice della contestazione, piegandola alle esigenze locali. Insieme a Salvo Vitale (Claudio Gioè) apre una radio dalla quale colpisce, con l’arma dell’ironia e della provocazione, i prepotenti locali tra i quali il mafioso Zio Tano Badalamenti (Tony Sperandeo). Film pluripremiato a Venezia, ai David di Donatello e ai Nastri d’argento.

Lo stesso giorno, martedì 17 marzo alle 18.15, la libreria Il Ponte sulla Dora (Via Pisa 46, Torino) ospiterà la presentazione di Non ti fidare di Claudio Fava edito da Fandango. Con l’autore intervengono Carlo Greppi e Miguel Angel Acosta alla chitarra. Dopo la morte della madre, Stella Carnevale vive in Italia con il padre, un colonnello argentino in pensione. Insegna geografia alle scuole medie e conduce una vita regolata da fragili equilibri, finché la scomparsa improvvisa del padre la costringe ad affrontare una verità rimasta nascosta per decenni. Stella scopre di essere figlia di due oppositori politici desaparecidos durante la dittatura militare argentina e che l’uomo che l’ha cresciuta potrebbe essere stato coinvolto nella loro morte. Tra amore, memoria e identità, un romanzo intenso sul peso della Storia e sul tormentato legame padre-figlia.

Per maggiori informazioni: www.amnc.it – lavorincorto@gmail.com | Facebook AssociazioneMuseodelCinema – Lavorincorto | Instagram @associazionemuseodelcinema – @lavorincorto

2 Marzo 2026
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