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News

Masterclass e anteprima de La guerra di Cesare

Nell’ambito di Portofranco, in occasione della proiezione in anteprima regionale del film La guerra di Cesare (Italia 2025, 94′), lungometraggio d’esordio di Sergio Scavio, l’AMNC e il CineTeatro Baretti organizzano una masterclass gratuita con il regista. L’incontro si terrà martedì 5 maggio alle ore 20.00 presso la sala del Baretti in Via Giuseppe Baretti 4 a Torino. L’incontro formativo è rivolto a studenti, autori, registi, produttori, professionisti e appassionati di cinema, offrendo un’occasione unica per approfondire il lavoro del regista, il suo approccio alla narrazione cinematografica e i temi centrali della sua opera. Per partecipare alla masterclass è possibile iscriversi gratuitamente attraverso QUESTO LINK di Eventbrite oppure scrivendo una mail a info@amnc.it

A seguire, alle ore 21.00 il regista presenterà in sala il film; l’ingresso alla proiezione è di 5,00 euro per l’intero e di 4,00 euro per i ridotti (under 25, over 65, Arci e Anpi); biglietti in prevendita a QUESTO LINK

Cesare (Fabrizio Ferracane) e Mauro (Alessandro Gazale), ex minatori e amici di lunga data, lavorano come guardie giurate in una miniera di carbone abbandonata. Nutrono la speranza che un’importante azienda cinese acquisisca la miniera e la rilanci, ma quando i dirigenti interrompono bruscamente le trattative e abbandonano l’isola, il sogno svanisce. La miniera chiude definitivamente, costringendo i due uomini a rimanere senza lavoro. Mauro reagisce con rabbia, tentando di incendiare un ufficio della miniera ma finisce per perde la vita. La morte dell’amico scuote Cesare, facendogli realizzare con amarezza che la sua vita è a un punto morto. Senza lavoro e con un matrimonio fallito, si sente smarrito. Deciso a reagire, parte con Francesco (Luciano Curreli), il fratello di Mauro, verso la città dove l’azienda mineraria ha la sua sede, determinato a vendicare la morte dell’amico. Arrivato a destinazione, Cesare si trova a vivere una serie di eventi imprevisti che lo costringeranno a rivedere le sue convinzioni e la sua rabbia, mettendo in discussione la sua stessa ricerca di vendetta. Il film è stato presentato al Bif&st, dove ha ricevuto il Premio Meridiana per il Miglior Attore Protagonista a Fabrizio Ferracane. Il film verrà proiettato in replica sabato 9 maggio alle ore 18.00, sempre presso il CineTeatro Baretti di Torino.

Sergio Scavio è nato a Sassari nel 1976. Dirige il suo primo cortometraggio, La notte di Cesare (2018), dopo un percorso diviso tra impegno culturale e insegnamento delle materie cinematografiche. Ha diretto vari festival e rassegne di cinema in Sardegna, è presidente della società di produzione Aguaplano. A Sassari ha fondato e dirige la Scuola Civica di Cinema, ha lavorato nella Facoltà di Scienze della Comunicazione (labcinema) e attualmente è docente di Teoria e metodo dei mass media allʼAccademia di Belle Arti Mario Sironi. Ha tenuto numerosi corsi di scrittura per il cinema nelle scuole del territorio e con la Scuola Civica. È stato membro del consiglio di amministrazione della Sardegna Film Commission. Ha scritto e diretto, insieme a Pierfranco Cuccuru, il cortometraggio documentario La tempesta di prospero e Calibano (2018) e i cortometraggi di finzione La fidanzata di Pasolini (2020), Marina, Marina! (2020), Featuring (2022). La guerra di Cesare è il suo primo lungometraggio scritto insieme a Pier Paolo Piciarelli.

18 Aprile 2026
News

Ìsulas de s’isula per la Settimana gramsciana

L’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) collabora con l’Associazione Antonio Gramsci nell’ambito della Settimana gramsciana che si svolgerà dal 24 aprile al 1° maggio 2026 presso Sa Lolla in C.so Umbria 28 B a Torino.

In particolare, in occasione del Sa die de sa Sardigna, le due realtà promuovono la proiezione a ingresso libero del film Ìsulas de s’ìsula di Lorenzo Sibiriu (Italia 2025, 60’) in programma martedì 28 aprile alleore 18.00 presso Sa Lolla alla presenza dell’autore in sala. Ìsulas de s’ìsula è un documentario ambientato nell’arcipelago del Sulcis e racconta le vite di pescatori, pescatrici e comunità costiere che convivono con le conseguenze di decenni di sfruttamento industriale e presenza militare. Processi che hanno inciso in profondità sul paesaggio e sul quotidiano, generando nuove forme di marginalità ma anche strategie di resistenza e modi di custodire la propria identità. Il film è parlato nelle tre lingue dell’arcipelago – italiano, sardo e tabarchino, dialetto ligure portato dai genovesi di Tabarka (Tunisia) – e il titolo richiama questa stratificazione linguistica e culturale, così come la continuità tra storia e identità delle comunità.

“Ho realizzato questo film a partire da un ritorno nei luoghi in cui sono cresciuto – dichiara l’autore Lorenzo Sibiriu – cercando di costruire uno sguardo dal mare sul territorio, intrecciando osservazione, memoria e uno sguardo personale. Il progetto si inserisce nel mio percorso di ricerca, in cui utilizzo il cinema documentario per indagare le trasformazioni sociali e ambientali nei territori marginalizzati, ma rappresenta anche un atto di resistenza culturale e una testimonianza diretta del mio legame con la Sardegna.Il documentario è stato realizzato in autonomia produttiva, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, il sostegno della Società Umanitaria – Cineteca Sarda, il supporto di Italia Nostra Sardegna e della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Iglesias, oltre a una campagna di crowdfunding internazionale. Ha debuttato in concorso a IsReal – Festival Internazionale di Cinema Documentario (ISRE) e ha successivamente partecipato a numerosi festival italiani e internazionali, ricevendo anche diversi riconoscimenti. La proiezione è accessibile per persone non udenti.

L’idea del documentario Ìsulas de s’ìsula nasce da una collaborazione tra Lorenzo Sibiriu (filmmaker indipendente) e Giacomo Orsini (docente dell’Istituto di Studi Europei della Université Libredi Bruxelles e ricercatore senior alla University of Ghent, Belgio) e prende spunto da uno studio sulle comunità di piccoli pescatori di Lampedusa e Gran Tarajal – nell’isola di Fuerteventura – sviluppato tra il 2012 ed il 2013. Uno studio che ha portato anche alla produzione del documentario Once The Sea Was Covered With Water (2015). Ìsulas de s’ìsula può inoltre contare sulla consulenza scientifica del dottor Marco Greco (esperto di politiche UE del settore agro-alimentare della pesca e dell’acquacoltura, cultore della materia in “Organizzazione aziendale e gestione dei Sistemi di Qualità” nonché docente della Scuola di Specializzazione in Ispezione degli Alimenti di O.A. del Dipartimento di Medicina Veterinaria di Sassari), sul talento visivo di Ilaria Vecchi come direttrice della fotografia (documentarista e docente in Media e Religious Studies e Ethnography all’Università di Leeds, Regno Unito) e sulla consulenza scientifica di ecologia politica di Maria Laura Spanedda (dottoranda presso la Rutgers University, Department of Italian Studies, Stati Uniti d’America).

Al termine della proiezione, alle 19.30, è in programma il concerto di Pierpaolo Vacca e balli sardi in onore di Francesco Mighela con Paolo Gasola.

Per maggiori informazioni: info@associazionegramsci.it – 331 39 89 519

18 Aprile 2026
News

Schermi del Novecento per Torino che legge

L’AMNC e la Fondazione Montessori Italia promuovono nell’ambito di Torino che legge 2026 la presentazione del libro Schermi del Novecento – La storia del XX secolo vista attraverso il cinema edito da Lindau. L’appuntamento è in programma giovedì 23 aprile alle 18.00 presso lo Spazio MoMag (Corso Palermo 93/G, Torino) alla presenza del curatore Giampiero Frasca, del contributore Simone Tarditi e del Presidente della Fondazione Montessori Andrea Lupi; modera l’incontro Edoardo Peretti curatore di Parole&cinema.

L’ingresso è libero con la possibilità di prenotare con Evenbrite attraverso QUESTO LINK

Il ‘900 è stato il primo secolo ad avere l’ausilio delle immagini a commento del suo svolgimento. Un supporto che ha cambiato il modo di relazionarsi agli eventi, perché attraverso ciò che le immagini illustravano e rendevano oggettivo ha offerto al pubblico una nuova prospettiva. La conseguente trasformazione dei fatti storici in fiction ha trasferito su un altro livello le possibilità di narrazione, spesso sostituendosi al discorso storico originario. Ogni film è diventato una lente attraverso cui osservare il passato, un’interpretazione intrecciata con il presente e il riflesso della società che lo ha prodotto. Il cinema che narra la Storia è nello stesso tempo documento filtrato e discorso sociale e l’arduo compito di chi analizza le immagini è comprendere il modo in cui la Storia è stata raccontata e riflettere su quanto ha influenzato la sua rappresentazione. Questo volume – a cui hanno collaborato, oltre a Giampiero Frasca, Paola Brunetta, Vincenzo Chieppa, Manuela Russo, Andrea Santimone e Simone Tarditi – si propone di leggere cinematograficamente la Storia e storicamente ogni film realizzato per raffigurare un determinato periodo. Con il dichiarato obiettivo di raccontare il XX secolo come se fosse un lungo corredo di immagini, così come richiede la cultura essenzialmente visiva del nostro tempo. Uno strumento utile per la didattica, per gli appassionati di cinema e di Storia, per raccontare gli avvenimenti fondamentali attraverso l’analisi di film, per ripercorrere insieme criticamente un intero secolo.

L’ingresso è libero con la possibilità di prenotare con Evenbrite attraverso QUESTO LINK

5 Aprile 2026
News

Donne che non si sono arrese per la Festa della Liberazione

In occasione della Festa della Liberazione 2026 l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) promuove la proiezione gratuita del film documentario Non aver paura! Donne che non si sono arrese di Cristina Monti (Italia 2009, 46′). L’appuntamento è in programma venerdì 24 aprile alle ore 18.00 presso la Sala Gabriella Poli del Centro Studi Sereno Regis (Via Garibaldi 13, Torino) alla presenza in sala della regista e montatrice Cristina Monti; introducono e moderano l’incontro Valentina Noya e Vittorio Sclaverani.

L’ingresso è libero con la possibilità di prenotare attraverso QUESTO LINK di Eventbrite

Ribelli, bandite, partigiane: donne protagoniste della guerra di Liberazione in Piemonte e delle successive battaglie nell’Italia repubblicana per l’affermazione di diritti sociali e civili si raccontano attraverso il linguaggio del teatro. Con le loro testimonianze tratteggiano un quadro, ricco di sfumature, dei diversi modi in cui le donne hanno contribuito alla lotta al nazifascismo e di quanto questo sia stato deflagrante per le loro vite. Profonde ritrosie a ricordare i ruoli di primo piano rivestiti nella Resistenza o a rievocare il dolore di repressioni subite in ambito lavorativo sono state superate grazie alla presa di coscienza di aver fatto parte di un’unica grande corrente, la cui forza si alimenta ogni volta in cui queste donne si riuniscono per una nuova replica. Non stanno recitando: quella che portano sulla scena è la loro vita, sono le lotte che hanno vissuto sulla propria pelle e che hanno generato l’attitudine a non arrendersi nell’affrontare l’esistenza.

In occasione del 60° anniversario della Liberazione, quattro registe e attrici teatrali, Gabriella Bordin, Mariella Fabbris, Rosanna Rabezzana, Elena Ruzza, hanno messo in scena, su commissione dello SPI CGIL di Torino, uno spettacolo che rappresentasse il ruolo rivestito dalle donne nella Resistenza in Piemonte. L’idea forte e la sfida del progetto, intitolato Non mi arrendo, non mi arrendo!, è stata quella di partire dalle testimonianze dirette delle donne che alla Resistenza avevano preso parte, rendendole protagoniste sulla scena. In cinque comuni del Piemonte, Collegno, Pinerolo, Ivrea, Settimo, Torino, grazie a un passaparola tra donne, si sono trovate anziane ex partigiane disposte a condividere i propri ricordi. Insieme ad altre donne più giovani e a un gruppo di studentesse hanno preso parte a laboratori teatrali in cui si sono man mano aperte alla memoria e al racconto e hanno acquisito tecniche teatrali di base.

Ne sono nati diversi spettacoli radicati ai singoli territori, il cui successo crescente e l’entusiasmo dimostrato dal pubblico e dalle istituzioni hanno fatto confluire in una grande replica, tenutasi al Teatro Carignano di Torino. Il film intende raccontare la fatica, la determinazione con cui le protagoniste della Resistenza, insieme ad altre donne più giovani, hanno lottato e contribuito alla conquista di diritti sociali e civili che le comprendessero, facendo emergere aspetti, modalità, contenuti e pratiche spesso assenti dal racconto della “grande storia”. Alcune delle riprese video degli spettacoli teatrali sono state filmate da Adonella Marena e Armando Ceste.

Le autrici teatrali hanno rivestito il delicato compito di far incontrare e mettere in relazione le età della memoria con le studentesse che hanno preso parte ai laboratori e agli spettacoli. Nel montaggio del documentario si è dato rilievo a quei momenti di profonda intesa tra le protagoniste, le autrici e le studentesse che emergono da gesti, sguardi, particolari. Le giovani ragazze sono spesso mostrate in ascolto, raccolte in atteggiamenti di attento rispetto nei confronti delle donne in scena. La mano dell’ex partigiana Bianca Secondo che stringe quella della studentessa che ha raccolto e restituisce nello spettacolo parti della sua storia, trasmette questa profonda empatia che si è venuta a creare e che costituisce un canale privilegiato per la trasmissione della memoria attraverso la condivisione dell’esperienza vissuta.

Le studentesse, attraverso i ricordi e i racconti delle donne, hanno potuto vivere momenti fondamentali della storia italiana e prendere coscienza della continuità di quel cammino di difesa dei diritti che ora toccherà a loro portare avanti. Hanno ricevuto delle anziane donne il dono prezioso della consapevolezza, ora lo stringono come un tesoro.

L’ingresso è libero con la possibilità di prenotare attraverso QUESTO LINK di Eventbrite

4 Aprile 2026

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